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4 cose che devi conoscere se fai Kali Filippino

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Oggi ti voglio raccontare di 4 cose che devi conoscere se fai Kali FIlippino, sono 4 concetti che se pratichi sicuramente fai ma devi andare ancora più a fondo per dargli la giusta importanza.

Il Kali filippino è un’arte che ha moltissimi settori e che affronta ogni aspetto del combattimento e non solo

 

I 4 concetti di cui ti sto parlando sono:

  • Zoning,
  • Sectoring,
  • Limb Destruction,
  • Kaukit.

 

Zone (Zoning)

Questo termine descrive il movimento che fa un praticante di Kali per allontanarsi dalla forza di impatto di un colpo di attacco.

Questo movimento si fa solitamente a 45, 90 o 180 gradi angoli rispetto all’arto che attacca ed è quasi sempre accompagnato da una tecnica di distruzione dell’arto che attacca.

Considera che solitamente la difesa nel kali filippino non è mai passiva ma è sempre nel contesto di “rompere il dente del serpente” quindi nella difesa cerca sempre di inserire colpi che vanno a distruggere l’arma che attacca.

Questo movimento di zoning lo puoi fare all’interno o all’esterno dell’arto che attacca, ma la posizione esterna è la migliore dato che ti permette di utilizzare un lato dell’avversario come uno schermo contro l’altro lato.

Una sorta di zona dove l’avversario non può colpirti e per cercare di farlo deve obbligatoriamente spostarsi dandoti il tempo per effettuare le tue tecniche.

Questa posizione impone quindi all’aggressore di spostarsi a una distanza maggiore, o di doversi girare, perché lui deve recuperare la posizione (deve spostarsi) perché il suo corpo è di lato e deve girarsi prima di iniziare un altro attacco mantre tu sei diritto sul suo fianco e puoi colpire senza spostarti.

Attacca!!! ancora Attacca!!! continua ad Attaccare!!!

Questo approccio richiede all’aggressore di fare più spostamenti e coprire più distanza per fare un attacco di follow-up, ti permette di avere più tempo per portare molti colpi con successo.

Inoltre questa posizione defilata rende anche più difficile per l’aggressore difendersi dal tuo contrattacco e infine limita il numero di posizioni nello spazio e quindi limita le scelte di suoi possibili attacchi che può fare rendendolo più prevedibile.

Questo approccio è anche utilizzato per non farsi trovare da un attacco con più di un aggressore.

Ciò avviene mediante lo  spostamento sul fianco o dietro l’aggressore più vicino in una posizione che utilizza il corpo dell’aggressore come uno schermo da altri aggressori. In questo modo puoi combattere una parte di un aggressore in un momento e non tutti insieme.

Non è qualcosa di semplice lo devi allenare, ti spiego come fare in un altro momento.

 

 

I settori (Sectoring) delle arti marziali filippine

Il sectoring è una griglia immaginaria usata per predire la zona in cui si recherà un arto d’attacco.

La griglia è impiegata quando il praticante di Kali fa contatto con uno degli arti dell’utente malintenzionato.

Combinando la zone viste precedentemente con il sectoring, è possibile forzare o creare una sorta di “imbuto” portando un attacco in una sezione preferita.

In questo modo, l’aggressore può essere “modellato” in una mossa che in realtà tu stai anticipando.

Sapendo da dove arriverà l’attacco rende relativamente facile per te contrastare e distruggere l’arto.

La necessità di limitare e anticipare l’attacco di un avversario è ovvia quando è legata alle armi.

Anche un colpo di striscio con un’arma può essere invalidante e, talvolta, mortale.

Come risultato l’arte del combattimento del kali filiippino si è evoluta in una metodologia molto precisa per far fronte agli attacchi armati o disarmati.

Considera che la velocità delle armi da taglio è elevatissima e che quindi è importantissimo lavorare su questi concetti.

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Rottura Degli Arti (Limb Destruction)

Un praticante di Kali è abituato a maneggiare un’arma, e identifica il pugno di un avversario o un calcio come un potenziale bersaglio.

Quindi la sua intenzione anche a mano nuda è cercare di colpire e rompere l’arto che attacca non è quella di parare o bloccare.

Anche se l’attacco alla testa o il corpo è fondamentale e dipende in gran parte dalla distanza dell’avversario rispetto a te, colpendo prima i suoi arti (quindi le sue armi) presenta parecchi vantaggi.

Nel Kali, i colpi agli arti dell’aggressore sono progettati per colpire parti vulnerabili come ossa, muscoli e nervi, causando forti dolori e immobilizzarlo. Il dolore da questi colpi interferisce e riduce ulteriormente gli attacchi dell’avversario.

L’arto danneggiato inoltre limita la sua mobilità o capacità di colpire lasciando aperte varie aree per  inserire i tuoi attacchi.

Inoltre, con uno o più arti immobilizzati o alterata, l’attaccante ha meno opzioni per ulteriore attacco.

Un altro vantaggio di colpire gli arti è che ti da una maggiore flessibilità nella scelta di obiettivi e costringe l’attaccante per difendersi a cercare ulteriori possibilità ma no né semplice perché in quel momento lo sorprende.

Il vantaggio importante poi è che gli attacchi agli arti sono più difficili da difendere rispetto gli attacchi alla testa o al corpo perché sono proprio quelle parti che difendono e invece tu le stai attaccando.

Questo è perché il praticante di Kali non deve ma lasciare il suo braccio o la sua gamba nel perimetro difensivo dell’avversario, ma questa è una abitudine che ti viene utilizzando le armi.

Non lasciare mai ferme e nella stessa posizione le tue mani e le tue gambe perché diventano un bersaglio semplice.

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Kaukit (Il foot trapping del Kali)

Kaukit è il metodo utilizzato nel Kali filippino di catturare il piede del tuo aggressore, puoi vederlo simile ai principi fondamentali del Kuntao Silat.

Un praticante di Kali, utilizza il suo piede per creare squilibri, spostare l’aggressore, portandolo in posizioni vulnerabili, senza una struttura che gli permette o lo mette in grado di difendere adeguatamente o di produrre potenza balistica nei suoi colpi fino ad arrivare addirittura a immobilizzarlo per un istante nel tentativo di riprendere l’equilibrio o alzarsi.

Questo aspetto se ti viene fatto, quindi sei in una fase difensiva il mio consiglio non è quello di cercare subito l’equilibrio ma di cercare una caduta “controllato” o meglio un rotolamento per prendere la distanza o una posizione difensiva a terra che ti permette di riprendere lo stand up. Se cerchi di recuperare l’equilibrio nel momento dello sbilanciamento stai facendo il suo gioco, scappa!!!.

Questo viene fatto in combinazione di tecniche di Panantukan e Sikaran ma anche quando si ha un contatto molto vicino o situazioni di stallo con le armi.

Le tecniche di Kaukit possono danneggiare anche le caviglie e i piedi dell’avversario, creare lussazioni, distorsioni e stiramenti.

Considera che queste tecniche di Kaukit sono fatto oltre il campo visivo dell’avversario e non se le aspetta perché la maggior parte degli avversari non sanno nemmeno che i loro piedi e le loro gambe possono essere attaccate in questo modo, quindi non un classico calcio, che puoi sempre tirare ma questo è un approccio differente per sconfiggere il tuo aggressore.

Inoltre considera che da una distanza di close combat i calci non hanno sempre una grande efficacia meglio pensare all’utilizzo delle ginocchia ma queste tecniche sono una vera alternativa.

Foot Trapping

Ora che conosci questi 4 aspetti inizia a porgli la giusta attenzione.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea
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