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Il conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento

Il conteggio negli sport da combattimento

Il conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento.

Conta sino a 10, il conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento

Oggi voglio spiegarti meglio come funziona il conteggio dei 10 secondi nel pugilato e negli sport da combattimento.

Come sai se pratichi sport da combattimento o hai visto qualche incontro o il film Rocky quando un avversario è in difficoltà viene contato dall’arbitro.

Attenzione fighter! questo non avviene nelle M.M.A. dove non esiste il conteggio, una differenza non da poco e ancora peggio se lo si pensa in ottica di difesa personale dove non esiste questa “cortesia” e neanche un arbitro che interviene per fermare il match.

Il “conteggio sino a 10 ” è stato originariamente introdotto nel pugilato come “la regola del gentiluomo ” come nel non colpire un avversario mentre è giù a terra.

La teoria del conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento

Il conteggio serve per dare un momento di pausa al pugile in difficoltà; ha la durata minima di 8 secondi, e massima di 10.

Un pugile che non riesce a riprendersi entro il 10 subirà l‘ Out e il verdetto arbitrale di K.O. (Knock Out, o in italiano “Fuori Combattimento”).

L’arbitro tuttavia può fermarsi a 8 se vede che il pugile è passivo e poco reattivo a causa dei colpi ricevuti (arrivato a 8 l’arbitro molto velocemente ordina al pugile di guardarlo e gli chiede se si sente bene);

Anche in questo caso il verdetto sarà di nuovo arbitrale e di K.O.T (fuori combattimento tecnico) o K.O. tecnico .

Il conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento!

L’arbitro effettua il conteggio se un pugile che ha subito colpi regolari è:

  • a terra,
  • parzialmente fuori dalle corde,
  • aggrappato alle corde,
  • appoggiato alle corde;
  • oppure anche se è in difesa passiva.

La procedura del conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento è la seguente:

L’arbitro grida l’ordine di Stop, poi inizia subito a contare e indica all’altro pugile di dirigersi verso un preciso angolo neutro (quello da cui possa vederlo agevolmente).

Se l’avversario disobbedisce l’arbitro sospende il conteggio, concedendo quindi un tempo di recupero maggiore al pugile in difficoltà, quindi ti conviene ascoltare subito l’arbitro se non vuoi dare vantaggio al tuo avversario.

Il conteggio non può essere fermato né dal secondo né dalla campana del gong; se il pugile deve essere soccorso l’arbitro decreta il Out e chiama il medico.

Ps.Se entrambi i pugili sono in difficoltà l’arbitro li conterà ambedue contemporaneamente.

Può capitare anche se raro, come anche due K.O. contemporanei.

Il conteggio può essere effettuato fino ad un determinato numero di volte nella stessa ripresa, o in tutto l’incontro: terminati i conteggi, l’arbitro decreterà il verdetto di K.O.T.

Nei dilettanti il subire un conteggio non comporta alcuna detrazione di punti; nei professionisti invece si perde la ripresa di 2 punti.

In entrambi i casi i giudici annotano sui cartellini se il conteggio è avvenuto per colpi al capo (KDH), oppure al corpo (KD).

Il conteggio negli sport da combattimentoMa cosa succede quando un combattente viene messo al tappeto nella realtà dei match?

Quando un avversario viene messo al tappeto, l’arbitro manda l’altro combattente in un angolo BIANCO neutro (dove non può essere istruito) e dà al combattente abbattuto 10 secondi per rimettersi in piedi.

Comincia il conteggio dell’arbitro.

Se il conteggio si avvicina a 10, l’arbitro lo controlla un’ultima volta (osservando la sua salute generale, gli occhi, l’equilibrio) e si asciuga i guanti prima di lasciare che il combattimento continui.

Se non si alza invece per il conteggio a 10, il combattimento viene stoppato e viene dichiarata una vittoria per KNOCKOUT per l’altro combattente.

Al giorno d’oggi il conteggio dei 10 viene applicato in modo non uniforme a seconda di chi viene messo al tappeto, e spesso questo è causa di polemiche.

Se il combattente meno favorito, ospite di una palestra, ecc. viene messo al tappeto, il conteggio inizia immediatamente appena va a terra e gli arbitri sono spesso anche favorevoli a “salutarlo” anche quando si alza.

E dopo affermano quai sempre:

L’ho visto nei suoi occhi. Aveva lo sguardo perso, e braccia erano molli, ecc.

Ma viceversa quando il combattente è favorito, famoso, di casa e viene messo al tappeto, l’arbitro prende il suo tempo mandando il combattente in visita nell’angolo neutro prima di emettere un lento conteggio sino a 10.

Poi, quando il combattente di casa si alza, l’arbitro gli dà secondi in più chiedendogli se è pronto a continuare (a volte anche tenendolo su), pulendogli anche i guanti, e infine lasciando che il combattimento riprenda.

Il conteggio negli sport da combattimento

Conclusioni

Il ruolo dell’arbitro è fondamentale per evitare che il pugile prenda colpi inutili e pericolosi e evitare incidenti e questo è un aspetto molto importante e centrale dell’arbitro.

In alcuni sport come la Muay Thai si vede spesso la differenza sostanziale che esiste tra un arbitro occidentale e un arbitro thai perchè si vede che il Thailandese vive il match esattamente come i 2 fighter, cioè è dentro il match sia fisicamente che mentalmente come concentrazione dove spesso lo si vede interviene in tempi rapidissimi cosa che assai più rara negli arbitri occidentali dove sono ancora troppo “spettatori” con le dovute eccezioni del caso. Il conteggio dell'arbitro negli sport da combattimento Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Questo arbitro merita un riconoscimento per il suo grande gioco di gambe (footwork) e velocità, tagliando l’angolo in modo che l’atleta in vantaggio non sia stato in grado di piantare una ginocchiata all’avversario ormai KO.

Se quel ginocchio fosse atterrato sul fighter, sarebbe rimasto addormentato a terra per molto tempo.

Nota * Questo arbitro lavora nello stadio Bangla di Phuket, in Thailandia

Quello che voglio dire è che il conteggio e l’intervento di stop per contare sono delle fasi fondamentali anche per prevenire infortuni traumatici agli atleti.

Il conteggio dell’arbitro negli sport da combattimento!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea
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