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I disarmi da pistola: Tecniche di Disarmo e Addestramento Realistico

I disarmi da pistola: Tecniche di Disarmo e Addestramento Realistico Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

I disarmi da pistola: Tecniche di Disarmo e Addestramento Realistico

I disarmi da pistola e come aumentare il realismo.

Oggi ti voglio parlare di un aspetto molto complicato che probabilmente non ha una risposta su come riuscire ad allenarsi con il massimo realismo, sto parlando dei disarmi da pistola.

Ora il tema del disarmo da pistola ma delle armi in generale è qualcosa che solitamente accende immediatamente il dibattito che pone delle domande base come se è possibile farlo e quindi se serva o non serve studiare i disarmi.

Effettivamente è possibile effettuare un disarmo sotto stress in sicurezza o per lo meno con un ampia percentuale di riuscita?

Ora considera che chi ti vuole uccidere ti spare da lontano e non lo fa da una distanza tale per cui puoi toccare lui o l’arma che impugna, quindi disarmare e il concetto di disarmo non ha molto senso, quindi il caso in cui qualcuno è così vicino con un’arma da fuoco è a scopo di rapina o per minacciarti o perchè sei un ostaggio.

Quindi ti serve davvero cercare un disarmo?

I disarmi da pistola

Il mito da sfatare sui disarmi da pistola

Nessuno si mette nella condizione ideale per cui puoi fare una qualunque azione.

Tranquillo YouTube è pieno di video dei disarmi che vedono anche gli aggressori quindi si aspettano la reazione ma anche se non li guardano comunque sia non è mai con quella forma pulita, precisa come se avessero un cartello sono qui per farmi disarmare.

Quindi le posizioni e le aggressività sono estreme, asimmetriche, con l’altra mano che ti tocca, ecc.

Riusciresti a fare il disarmo su un’arma vera con un tizio che ti ha appena sbattuto più volte l’arma in testa e ti minaccia con una voce e un modo molto convincente?

Se ti minaccia forse è perchè vuole solo il tuo portafoglio.

Vale la pena tentare il disarmo?

Oppure l’unica condizione che ti deve portare a un gesto così estremo come tentare un disarmo è che vuole violentare tua moglie o tua figlia o ti rendi conto che non le basta la minaccia, ma vuole qualcosa di più come nel caso raro per fortuna di essere un ostaggio e il sequestratore ha deciso di sacrificarti per far capire che non scherza.

Anche in questo caso stai tranquillo che non ti porterebbe al patibolo sapendo che puoi reagire, ma userebbe metodi che lo mettono al sicuro, legandoti, bendandoti, ecc.

Questo per farti capire che le condizioni ideali che studi non sono realistiche e non sono sufficienti.

Quello che ti fanno vedere su YouTube come disarmi di pistola, o rompere le fascette ai polsi è cinema, non è la realtà e questo ti deve far pensare a che livello di formazione didattica sono le persone che fanno vedere queste stupidaggini.

I disarmi da pistola

Il realismo nei disarmi da pistola

Utilizzare un arma vera richiederebbe un livello di rischio inutile perché allenarsi con armi da fuoco vere puntate in faccia è stupido, significa invalidarsi o anche morire.

Non ha senso allenarsi per essere pronti a combattere e andare feriti alla battaglia.

Molti test sono stati fatti col metodo a fasi di cui ti sto “parlando” per verificare le condizioni ottimali ma ripeto deve essere una tua curiosità, un gioco per comprendere meglio alcune dinamiche ma disarmare un’arma da fuoco è qualcosa di estremamente complesso e che ti espone a rischi che non si possono sottovalutare come:

  • Venire colpiti
  • Venire non colpiti ma accecati dalla vampata di fuoco che esce dall’arma.
  • Creare una escalation dove hai mancato il primo colpo ma non il secondo (l’arma si inceppa è una speranza)
  • ecc.

Ps. Ora da un punto di vista psicologico non c’è nessun allenamento che può portarti a quel livello di stress che un’arma vera crea quando viene puntata addosso.

Di conseguenza anche l’aspetto fisiologico sul corpo con un alto livello di stress non è riproducibile in allenamento.

Questo del disarmo da pistola è un argomento molto controverso dove spesso si scatenano dibattiti senza fine tra i sostenitori del Krav Maga e altri sistemi di difesa personale sui giusti metodi, ma la pistola è sempre quella con una mano che la tiene quindi per me quello che funziona è quello che mi fa prendere l’arma senza essere colpito sia io e possibilmente i vicini ad esclusione delle Teste di C che hanno messo in atto l’aggressione.

Il problema ripeto è che si tratta di un gioco perchè le dinamiche reali non sono così ideali come quelle che vengono mostrate che vanno bene per le riprese cinematografiche ma che nella realtà portano le persone a credere di poter fare cose che ti espongono a rischi che forse non esistevano prima del tuo tentativo di reazione.

Ora visto che la difesa personale deve essere “semplice” e visto che non serve un trattato a volte mi sembra più che altro che i dibattiti siano fatti più che altro per rivendicare la paternità del disarmo e sinceramente non mi importa molto, sono molto più interessato alle dinamiche reali e alle metodologie.

Mi interessano questi due aspetti:

  • la tecnica che funziona e
  • il metodo più efficace per allenarla.

Ho visto che molti formatori di difesa personale evitano di spendere molto tempo durante le lezioni su argomenti come i disarmi da pistola, anche perché fortunatamente non capita spesso di essere rapinati con armi da fuoco mentre è più facile che accada con un coltello.

Qui ci sarebbe da aprire una parentesi sulla tematica disarmi da armi da taglio che è uno dei dibattiti per eccellenza nel mondo della difesa personale ma per fortuna la possibilità oggi di poter visionare molti video e filmati sta facendo un pò di chiarezza!

Questo dipende anche molto dalle aree geografiche ma essendo che a noi non piace trascurare nessun aspetto in Expert Fighting Tips abbiamo creato uno standard che viene utilizzato che è diviso in 3 fasi.

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Le tre fasi di studio dei disarmi

Le tre fasi degli allenamenti per i disarmi da pistola rappresentano un percorso completo che mira a preparare gli individui a gestire situazioni di pericolo coinvolgenti armi da fuoco. Ognuna di queste fasi è progettata per fornire un livello crescente di realismo, competenza e consapevolezza, aiutando gli allievi a diventare più preparati e sicuri nelle situazioni di difesa personale.

Nella fase uno, gli allievi acquisiscono una solida base di competenze, imparando le tecniche di disarmo di base e sviluppando reazioni automatiche e sicure. Questa fase è essenziale per comprendere i principi fondamentali dei disarmi da pistola e costruire una base solida su cui costruire.

Nella fase due, il realismo viene aumentato utilizzando armi a CO2 con peso reale. Gli allievi sperimentano la meccanica di funzionamento delle armi da fuoco, i colpi multipli e le sfide associate a situazioni più complesse. Questa fase mira a preparare gli allievi a situazioni in cui il controllo dell’arma è fondamentale.

Infine, nella fase tre, si inserisce la componente della violenza e della dinamica di combattimento. Gli allievi apprendono a gestire spinte, strattoni, blocco delle braccia e altre tattiche aggressive utilizzate dagli aggressori. Questa fase considera scenari in cui l’equilibrio e il movimento possono essere compromessi, preparando gli allievi a situazioni di pericolo estremo.

Le tre fasi offrono un approccio graduale all’addestramento per i disarmi da pistola, garantendo che gli allievi acquisiscano competenze fondamentali, realismo e consapevolezza delle dinamiche di combattimento.

Ognuna di queste fasi è cruciale per la preparazione completa in difesa personale.

La fase uno

Questa serve per imparare le tecniche nelle varie condizioni e posizioni dell’arma e studiare i movimenti.

Si utilizza una pistola di plastica dura simile a un arma vera.

Questa è la fase con cui si studiano i drills di disarmo fino a renderli precisi, veloci, sicuri, automatici come risposta a uno stimolo.

Ma in questa fase in realtà non è facile verificare se effettivamente sei fuori dalla traiettoria del colpo e che lo erano anche le persone/amici vicino a te, questo è un aspetto importante che non devi trascurare mai.

Non ti spiego e faccio vedere nella fase 1 come vengono testati e provati tecnicamente i movimenti perché per ora voglio che il metodo sia qualcosa di riservato a chi è “dentro” Expert Fighting Tips ma si tratta di una fase molto ma molto articolata perché il livello di rischio è TOP.

La fase uno degli allenamenti per i disarmi da pistola rappresenta il fondamento per acquisire le competenze di base necessarie per gestire situazioni di pericolo con armi da fuoco coinvolte.

Ecco alcune considerazioni chiave su questa fase:

  1. Apprendimento delle tecniche di base: Durante questa fase, gli allievi imparano le varie tecniche di disarmo e acquisiscono familiarità con le condizioni e le posizioni dell’arma. L’utilizzo di pistole di plastica simili alle armi vere consente di eseguire esercizi di drill per perfezionare movimenti specifici.
  2. Drills di disarmo: Gli esercizi di drill sono essenziali per rendere le reazioni ai disarmi precise, veloci e automatiche come risposta a uno stimolo. L’obiettivo è far sì che gli allievi sviluppino una risposta istintiva e sicura quando si trovano di fronte a una minaccia armata.
  3. Sensibilizzazione alla sicurezza: È fondamentale sottolineare l’importanza della sicurezza in questa fase. Non solo gli allievi devono essere istruiti sulle tecniche di disarmo, ma devono anche essere consapevoli del fatto che il rischio di colpire accidentalmente se stessi o altre persone è sempre presente. La sicurezza è una priorità assoluta.
  4. Verifica della traiettoria del colpo: Come sottolineato, verificare se si è fuori dalla traiettoria del colpo è un aspetto importante e non deve essere trascurato. Questa verifica è cruciale per evitare incidenti durante l’addestramento. La supervisione da parte di istruttori esperti è essenziale per garantire la sicurezza.
  5. Riservatezza e addestramento avanzato: La fase uno rappresenta la base dell’addestramento per i disarmi da pistola, ma è importante notare che esistono fasi successive (come la fase due e tre menzionate in precedenza) che mirano a incrementare il realismo e la complessità delle situazioni. La fase uno è un prerequisito essenziale per gli allievi che desiderano progredire in addestramenti più avanzati.

La fase uno degli allenamenti per i disarmi da pistola è il punto di partenza per acquisire competenze fondamentali.

È essenziale comprendere le tecniche di base, ma la sicurezza deve sempre rimanere al centro dell’addestramento.

 

La fase due

La fase due degli allenamenti per i disarmi da pistola è un passo cruciale per aumentare il realismo e la percezione delle dinamiche di un’aggressione armata.

L’utilizzo di pistole con peso reale a CO2 caricata con feltrini è un metodo efficace per preparare gli allievi avanzati a situazioni più realistiche e stressanti.

Ecco alcune considerazioni chiave su questa fase:

  1. Realismo nell’arma: Utilizzare un’arma con peso reale e meccanica di funzionamento simile è fondamentale per far comprendere agli allievi la sensazione di gestire un’arma da fuoco autentica. Questo aiuta a sviluppare una percezione accurata delle tempistiche, della forza necessaria per azionare il grilletto e delle reazioni dell’arma.
  2. Riscontro oggettivo: Il feedback immediato è un aspetto importante di questa fase. Sentire il feltrino colpire può aiutare gli allievi a capire se erano nella traiettoria del colpo simulato e se il disarmo è stato eseguito correttamente. È una misura oggettiva che consente di valutare l’efficacia delle proprie azioni.
  3. Spari multipli e ri-addrizzamento: Questo approccio consente di simulare situazioni in cui l’aggressore potrebbe tentare di sparare più di una volta o di ri-allineare il tiro in caso di mancato disarmo o mancato controllo dell’arma. Gli allievi devono imparare a gestire queste sfide in modo efficace.
  4. Protezione agli occhi: La protezione agli occhi con una maschera è assolutamente necessaria per garantire la sicurezza durante questa fase degli allenamenti. Anche se il feltrino non causa danni significativi, è fondamentale proteggere gli occhi dagli schizzi o da eventuali impatti accidentali.
  5. Vampata dell’arma: L’attenzione alla vampata dell’arma è un aspetto importante. Sentire l’aria compressa sulla faccia quando si preme il grilletto aiuta a comprendere le conseguenze di un tiro effettivo, come ustioni o accecamento. Questo aspetto contribuisce a sensibilizzare gli allievi sulla pericolosità delle armi da fuoco.

La fase due degli allenamenti per i disarmi da pistola mira a preparare gli allievi avanzati a situazioni di pericolo più realistiche e a fornire un feedback oggettivo sulle loro prestazioni ma la sicurezza dovrebbe rimanere una priorità, con protezioni adeguate e supervisione da parte di istruttori qualificati.

Questa seconda fase serve per aumentare il realismo ed è fatto dagli allievi avanzati dove invece di utilizzare la classica arma di plastica viene utilizzato una pistola con un peso reale a CO2 caricata con i feltrini per pulire la canna.

(Protezione agli occhi con maschera!!)

I disarmi da pistola

Che cosa comporta questo?.

  • L’arma ha un peso reale, la meccanica di funzionamento è simile quindi la forza di azionamento sul grilletto.
  • Il feltrino che esce non fa danni ma lo senti di conseguenza comprendi se eri nella traiettoria del colpo.
  • Puoi eseguire spari multipli quindi simulare il ri-addrizzamento o ri-allineamento del tiro dell’aggressore in caso di mancato disarmo o mancato controllo dell’arma.
  • L’aria compressa che esce dalla pistola se la sento sulla faccia significa che hai sbagliato perché la vampata dell’arma ti ustionerebbe o ti accecherebbe.

Questo modo di allenarsi porta a un realismo maggiore che può essere discutibile in alcuni aspetti però permette di avere le tempistiche è un riscontro oggettivo nel caso di errore.

Alcuni usano le pistole con le vernici, molto scenografico per fare qualche video ma se a noi non ci frega nulla di fare video ti basta sapere quando sei “toccato”.

disarmi da pistola

La fase tre

Violenza!

Nella fase tre dei disarmi da pistola devi inserire tutte le dinamiche di violenza.

Spinta, strattoni, blocco delle braccia, prese al bavero, colpi a percussione con l’arma, asimmetria delle posizioni, ecc.

Cambia totalmente quando il tuo equilibrio e il tuo movimento è compromesso.

Devi studiare tutte le posizioni critiche possibili, non sono moltissime ma non si possono fare sconti più le “varianti” usate da professionisti del crimine per evitare ancora di più una tua potenziale reazione.

La fase tre degli allenamenti per i disarmi da pistola è cruciale e coinvolge la gestione delle dinamiche di violenza.

In questa fase, gli allievi dovrebbero affrontare situazioni più realistiche, tenendo presente che in un’aggressione reale potrebbero esserci spinte, strattoni, blocchi delle braccia, prese al bavero e altri elementi di violenza fisica.

Ecco alcune considerazioni importanti riguardo a questa fase:

  1. Violenza simulata: Durante questa fase, gli allievi dovrebbero essere preparati a simulare e subire situazioni di violenza fisica. Ciò significa che possono essere coinvolti in scenari in cui devono affrontare spinte, spintoni, o persino colpi leggeri a scopo di allenamento. È fondamentale farlo in modo sicuro, con protezioni adeguate e sotto la supervisione di un istruttore esperto.
  2. Posizioni critiche: Gli allenamenti dovrebbero coprire una varietà di posizioni critiche in cui potresti trovarti durante un tentativo di disarmo. Queste posizioni potrebbero includere situazioni in cui il tuo equilibrio è compromesso o in cui sei stato spinto contro una parete o un veicolo. L’obiettivo è preparare gli allievi a reagire in modo efficace indipendentemente dalle circostanze.
  3. Varianti reali: È importante considerare che i criminali esperti possono utilizzare varie tattiche per evitare una potenziale reazione. Gli allenamenti dovrebbero tenere conto di queste varianti reali, consentendo agli allievi di sviluppare strategie per gestirle. Ad esempio, un aggressore potrebbe tentare di cambiare l’angolo di puntamento dell’arma per evitare un disarmo.
  4. Protezioni: La sicurezza degli allievi è sempre la priorità. Assicurati che durante questa fase vengano utilizzate protezioni adeguate, come caschi, occhiali protettivi, paraocchi e qualsiasi altra attrezzatura necessaria per prevenire lesioni accidentali.
  5. Ruolo dell’istruttore: Gli istruttori devono essere altamente qualificati e competenti nell’insegnamento di queste tecniche. Dovrebbero essere in grado di guidare gli allievi in modo sicuro attraverso situazioni di violenza simulata e fornire feedback costruttivo per migliorare le loro capacità di reazione.
  6. Preparazione psicologica: La fase di violenza simulata può essere molto stressante per gli allievi. È importante prepararli psicologicamente per affrontare situazioni ad alta tensione. Questo potrebbe includere la gestione dello stress, l’addestramento alla respirazione e la visualizzazione di scenari realistici.

La fase tre degli allenamenti per i disarmi da pistola è un passo essenziale per preparare gli allievi a situazioni di pericolo reali ma la sicurezza dovrebbe sempre essere una priorità, e gli allenamenti dovrebbero essere condotti in modo controllato e sotto la guida di istruttori esperti.

I disarmi da pistola

La fase di grappling

Questa è anche una fase che non si può trascurare.

Ci sono decine di filmati che mostrano persone che durante la colluttazione per levare l’arma a un aggressore entrambi finiscono a terra.

Se ti trovi alla distanza di disarmo fondamentalmente è perchè “non vuole ucciderti” altrimenti ti sparerebbe da lontano!

La fase di grappling rappresenta un aspetto cruciale dell’addestramento per i disarmi da pistola. In questa fase, gli allievi imparano a gestire situazioni in cui si trovano in una lotta corpo a corpo con l’aggressore per cercare di disarmarlo.

È importante sottolineare che se ci si trova a una distanza di disarmo, generalmente significa che l’aggressore non intende sparare immediatamente, altrimenti avrebbe fatto fuoco da una distanza maggiore. Pertanto, il grappling diventa una tattica per cercare di controllare l’arma e neutralizzare l’aggressore.

Tuttavia, il grappling comporta rischi significativi, compresa la possibilità che entrambi i contendenti finiscano a terra. In questa situazione, è fondamentale avere competenze di combattimento a terra per mantenere il controllo sull’arma e sull’aggressore. Questa fase mira anche a insegnare agli allievi come evitare di essere disarmati durante una lotta corpo a corpo e come utilizzare le tattiche appropriate per rimanere al sicuro.

La fase di grappling nell’addestramento per i disarmi da pistola affronta situazioni in cui è necessario lottare per il controllo dell’arma.

È una componente importante dell’addestramento, ma richiede competenze specifiche per gestire efficacemente queste situazioni ad alta tensione.

Considera che se ti trovi a una distanza di disarmi è per diversi motivi come:

  • L’arma è usata come intimidazione per minacciarti, rapinarti,
  • Ti sta inseguendo o gira per la casa e la vedi sbucare da dietro l’angolo,
  • Non aveva estratto l’arma e mentre la sta per estrarre l’arma entri in contatto con l’arma per impedirgli di estrarla o puntarla verso di te (questo è probabilmente il caso più probabile),
  • Te la punta dentro l’auto,
  • ecc.

Considera sempre che stiamo parlando di una situazione che se si può risolvere consegnando il portafoglio o la borsa quella è la scelta da fare, lo so che è sempre la solita cosa che si sente dire ma è importante che non rischi per qualcosa che fondamentalmente non ha valore.

Uno dei casi più comuni visionato dalle telecamere di sorveglianza è il disarmo o tentativo di disarmo di una persona armata che sta puntando la pistola verso il cassiere / commesso e una persona afferra l’arma (se è armato di solito è chiaro che spara diversamente se non intende estrarre l’arma e sparare assiste all’evento senza intervenire anche se armato, non è una scelta facile).

Quindi si tratta di un disarmo non come viene fatto credere con l’arma puntata verso la potenziale vittima ma effettuata da un angolo diverso, immagina una persona che avanza con l’arma puntata verso qualcuno ti passa vicino e tu cerchi di afferrare l’arma per proteggere le persone.

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Hai preso l’arma e ora?

Una volta presa l’arma gli scenari sono molti ma provo a darti alcuni possibili scenari.

  • La persona che era armata scappa
  • La persona armata ha un partner di rapina armato e ti spara
  • La persona che era armata ti salta addosso
  • Hai l’arma ma non sai usarla
  • Hai l’arma e la usi come un martello
  • Hai l’arma e la getti via
  • Hai l’arma la sai usare ma non sei psicologicamente pronto a premere il grilletto per uccidere
  • Hai l’arma ma dietro il rapinatore è pieno di gente non puoi sparare se non con il rischi di colpire innocenti
  • Hai l’arma, la sai usare, puoi fare fuoco ma la scarichi per renderla non pronta a fare fuoco perchè sai già che non sei pronto a usarla
  • Hai l’arma e uccidi
  • ecc.

Al di là dei possibili scenari il senso di questo discorso è che dopo che entri in possesso dell’arma subentra una fase cruciale che devi assolutamente conoscere, addestrare per rispondere correttamente, perchè il rischio è di trovarti in una condizione di pericolo estremo se non sai usarla e se non sei disposto a premere il grilletto.

Quindi è fondamentale:

  • Avere l’arma o prendere l’arma disarmando
  • Saperla usare
  • Essere disposto a uccidere per proteggere te stesso e le persone per bene

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La pratica continua nei disarmi da pistola

La pratica continua è un aspetto fondamentale nell’addestramento in difesa personale e nei disarmi da pistola.

Ecco perché è importante sottolineare l’importanza di mantenere una pratica costante e aggiornare regolarmente le competenze acquisite.

Di seguito, esploreremo ulteriormente questa idea:

  1. Conservazione delle competenze: Le competenze acquisite attraverso l’addestramento in difesa personale e nei disarmi da pistola possono diminuire se non vengono regolarmente esercitate. La pratica costante aiuta a mantenere e rafforzare queste competenze nel tempo.
  2. Affinamento delle abilità: La pratica continua consente di affinare e migliorare le abilità. Puoi sviluppare una maggiore precisione nei movimenti e una maggiore velocità di reazione, il che è cruciale in situazioni di pericolo.
  3. Adattamento alle nuove sfide: Le situazioni di pericolo possono evolversi nel tempo, e i potenziali aggressori possono adottare nuove tattiche. Mantenere una pratica costante ti aiuta ad adattarti a queste sfide in continua evoluzione e a sviluppare nuove strategie di difesa.
  4. Memorizzazione muscolare: La pratica costante crea una memoria muscolare, il che significa che le tue abilità diventano automatiche e istintive. In una situazione di alto stress, questa memoria muscolare ti consente di rispondere in modo più rapido ed efficiente.
  5. Preparazione mentale: La pratica continua non riguarda solo le abilità fisiche ma anche la preparazione mentale. Allenarsi regolarmente può aumentare la fiducia in se stessi e la calma sotto pressione.
  6. Test delle competenze: Durante la pratica continua, è possibile simulare situazioni reali o eseguire esercizi di ruolo per testare le tue competenze in condizioni controllate. Questi test possono rivelare eventuali punti deboli o aree che richiedono ulteriori miglioramenti.
  7. Aggiornamenti delle leggi: Le leggi relative all’uso di armi da fuoco e alla difesa personale possono cambiare nel tempo. Mantenere una pratica costante ti consente di rimanere informato sulle leggi attuali e di adattare la tua formazione di conseguenza.
  8. Comunità di pratica: Partecipare a una comunità di persone con interessi simili ti offre l’opportunità di condividere esperienze, apprendere da altri e rimanere motivato. Puoi partecipare a corsi di aggiornamento o gruppi di pratica per mantenere la tua formazione interessante e interattiva.

La pratica continua è essenziale per rimanere preparati e competenti in materia di difesa personale e disarmo da pistola.

È importante considerarla come un investimento nella tua sicurezza e nel benessere delle persone a te care.

 

Psicologia e stress

Comprendere gli aspetti psicologici e lo stress associato alle situazioni di pericolo è cruciale nell’addestramento in difesa personale e nei disarmi da pistola.

L’importanza di questo aspetto può essere così riassunta:

  1. Reazione sotto stress: Le situazioni di pericolo generano un elevato livello di stress e ansia. È essenziale addestrarsi per mantenere la calma e prendere decisioni efficaci anche in condizioni di alta tensione.
  2. Pensiero razionale: Lo stress può influenzare negativamente la capacità di pensare razionalmente. L’addestramento dovrebbe includere la preparazione mentale per evitare decisioni impulsive e agire in modo ponderato.
  3. Controllo emotivo: Comprendere come gestire le proprie emozioni durante una situazione di pericolo è fondamentale per evitare di agire in modo impulsivo o irrazionale.
  4. Comunicazione efficace: Lo stress può influenzare la comunicazione con gli altri. L’addestramento dovrebbe includere la capacità di comunicare chiaramente e di collaborare con gli altri in situazioni di crisi.
  5. Addestramento specifico allo stress: Alcuni programmi di addestramento integrano esercizi che simulano situazioni ad alta tensione per abituare gli individui a gestire lo stress in modo efficace durante un’aggressione o un tentativo di disarmo.
  6. Preparazione mentale: La preparazione mentale può contribuire a sviluppare la fiducia in se stessi e la resilienza psicologica. Questo può essere ottenuto attraverso tecniche di visualizzazione, respirazione, e la consapevolezza di sé.
  7. Effetti a lungo termine: L’esposizione a situazioni ad alta tensione può avere effetti a lungo termine sulla salute mentale. La preparazione mentale può contribuire a mitigare questi effetti negativi.

L’aspetto psicologico e la gestione dello stress sono elementi essenziali dell’addestramento in difesa personale e nei disarmi da pistola.

Essi contribuiscono a garantire che le competenze acquisite possano essere applicate efficacemente in situazioni reali di pericolo.

 

Situational Awareness

La consapevolezza situazionale è il primo e fondamentale passo nella difesa personale.

Essere consapevoli dell’ambiente circostante e riconoscere i segnali di pericolo può prevenire situazioni pericolose fin dall’inizio.

Ecco perché è così cruciale:

  1. Prevenzione: Essere consapevoli dell’ambiente circostante consente di evitare situazioni pericolose in anticipo. Riconoscere situazioni sospette o persone potenzialmente minacciose può permettere di prendere misure preventive.
  2. Tempo di reazione: Essere consapevoli dell’ambiente consente di avere più tempo per reagire in caso di pericolo imminente. Una maggiore preparazione mentale e fisica può fare la differenza tra essere una vittima e proteggersi efficacemente.
  3. Risparmio di risorse: Evitare situazioni di pericolo inizialmente può aiutare a evitare conflitti fisici o tentativi di disarmo. Questo non solo protegge la tua incolumità, ma anche riduce la probabilità di dover affrontare conseguenze legali o psicologiche.
  4. Fiducia in se stessi: Essere consapevoli dell’ambiente circostante può aumentare la fiducia in se stessi e la sicurezza personale. Quando sai di essere in grado di riconoscere e prevenire situazioni pericolose, ti senti più sicuro.
  5. Comunicazione efficace: La consapevolezza situazionale aiuta anche nella comunicazione con gli altri. Puoi segnalare situazioni sospette alle autorità o ai responsabili della sicurezza, contribuendo a mantenere un ambiente più sicuro per tutti.
  6. Costante aggiornamento: La consapevolezza situazionale è un’abitudine che richiede pratica costante. È importante rimanere vigili e aggiornare continuamente le proprie conoscenze sugli ambienti e le situazioni in cui ti trovi.

La consapevolezza situazionale è un componente essenziale della difesa personale. È il primo passo per evitare situazioni pericolose e garantire la propria sicurezza. La pratica costante di questa abitudine può salvare vite e contribuire a mantenere un ambiente più sicuro per tutti.

 

Alternative al disarmo

È fondamentale riconoscere che il disarmo da pistola è un’opzione estrema e dovrebbe essere considerato solo quando non ci sono alternative sicure disponibili.

Nella difesa personale, l’obiettivo principale è la tua sicurezza e quella delle persone intorno a te.

Ecco alcune alternative non violente da considerare:

  1. Cooperazione: In molte situazioni, gli aggressori cercano solo di ottenere qualcosa, come denaro o oggetti di valore. La cooperazione può essere una strategia efficace per calmare la situazione e evitare la violenza. Ricorda che il tuo benessere è più importante di qualsiasi oggetto materiale.
  2. Fuga: Quando possibile, la fuga è spesso la soluzione migliore. Se hai la possibilità di allontanarti in modo sicuro da una situazione pericolosa senza mettere in pericolo te stesso o gli altri, fallo. Non c’è vergogna nella fuga se significa evitare il confronto fisico o il rischio di lesioni.
  3. Comunicazione calma: In alcune situazioni, la capacità di comunicare in modo calmo e assertivo può aiutare a prevenire la violenza. Cerca di mantenere la calma e di negoziare con l’aggressore, se possibile.
  4. Chiamata alle autorità: Se ti trovi in una situazione pericolosa, chiama immediatamente le autorità competenti, come la polizia. Riferisci loro la situazione e segui le loro istruzioni. La presenza delle forze dell’ordine può spesso dissuadere gli aggressori.
  5. Auto-difesa senza disarmo: In alcuni casi, puoi usare tecniche di auto-difesa non violente per neutralizzare o ritardare l’aggressore, senza cercare necessariamente un disarmo. Queste tecniche possono includere colpi alle zone vulnerabili o manovre di distrazione per guadagnare tempo e fuggire.
  6. Utilizzo di dispositivi di autodifesa: Considera l’uso di dispositivi di autodifesa legali, come spray al peperoncino o allarmi personali, per dissuadere gli aggressori o ottenere assistenza.

Il disarmo da pistola dovrebbe essere considerato solo come ultima risorsa quando tutte le altre opzioni non violente sono state esaurite.

La tua sicurezza personale e quella degli altri dovrebbero sempre essere la priorità principale nella difesa personale.

La formazione in difesa personale dovrebbe includere l’addestramento a riconoscere e utilizzare queste alternative in modo efficace.

 

Risposta graduale

La risposta a una minaccia dovrebbe essere graduale e proporzionata alla situazione.

L’uso di un’arma da fuoco dovrebbe essere considerato solo come l’ultima risorsa quando non ci sono altre opzioni disponibili per proteggere la vita propria o degli altri.

È importante comprendere il concetto di “forza giusta nel momento giusto”.

Ecco alcune considerazioni importanti:

  1. Minimizzare la violenza: La difesa personale dovrebbe sempre mirare a minimizzare la violenza. L’uso di un’arma da fuoco può avere conseguenze irreversibili, quindi dovrebbe essere evitato quando possibile.
  2. Uso proporzionato della forza: La forza utilizzata dovrebbe essere proporzionata alla minaccia. Se l’aggressore sta usando solo parole o minacce verbali, non è giustificato rispondere con forza fisica o armi. La legge in molti paesi richiede che la forza utilizzata sia ragionevolmente proporzionata alla minaccia.
  3. Leggi locali: È essenziale conoscere le leggi locali riguardo all’uso di armi da fuoco per autodifesa. Le leggi variano da paese a paese e da stato a stato, quindi è importante essere consapevoli delle normative nella tua giurisdizione.
  4. Alternative non letali: Prima di considerare l’uso di un’arma da fuoco, valuta se ci sono alternative non letali disponibili, come dispositivi di autodifesa, tecniche di auto-difesa non violente o chiamare le autorità competenti.
  5. Comunicazione e negoziazione: Cerca sempre di utilizzare la comunicazione e la negoziazione per risolvere i conflitti, quando possibile. La gestione delle situazioni attraverso la parola può spesso evitare la necessità di ricorrere alla forza.
  6. Addestramento: Se possiedi un’arma da fuoco per autodifesa, è essenziale ricevere un addestramento adeguato sull’uso sicuro ed etico di quell’arma. Questo addestramento dovrebbe includere le leggi locali e l’etica dell’uso delle armi da fuoco.

L’uso di un’arma da fuoco dovrebbe essere considerato solo quando tutte le altre opzioni sono state esaurite e quando è assolutamente necessario per proteggere la vita.

La formazione in difesa personale dovrebbe includere una comprensione approfondita di quando e come è appropriato l’uso di un’arma da fuoco, nonché la promozione della sicurezza, della proporzionalità e del rispetto delle leggi locali.

 

Leggi locali e autorizzazioni a usare l’arma

Le leggi locali e nazionali che regolamentano il possesso e l’uso di armi da fuoco sono di vitale importanza.

È fondamentale che chiunque consideri l’uso di un’arma per la difesa personale:

  1. Conosca le leggi locali e nazionali: Deve essere al corrente delle leggi che regolano il possesso e l’uso di armi da fuoco nella propria giurisdizione. Queste leggi possono variare notevolmente da un luogo all’altro, quindi è importante essere informati su quelle specifiche per la propria area.
  2. Ottenere le necessarie autorizzazioni: In molte giurisdizioni, è richiesto un permesso o una licenza per possedere e portare un’arma da fuoco. È importante seguire scrupolosamente il processo di richiesta e ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per evitare conseguenze legali.
  3. Rispettare le restrizioni: Le leggi possono stabilire restrizioni specifiche sull’uso di armi da fuoco, come zone vietate, limiti di età o limitazioni sul tipo di arma. Rispettare queste restrizioni è essenziale per rimanere nel rispetto della legge.
  4. Addestramento: Ricevere un addestramento adeguato sull’uso sicuro delle armi da fuoco è un requisito importante. Questo addestramento dovrebbe coprire sia l’aspetto tecnico dell’uso dell’arma che l’etica e le leggi che regolamentano il suo utilizzo.
  5. Responsabilità legale ed etica: Comprendere la responsabilità legale ed etica associata all’uso di un’arma da fuoco è cruciale. Ciò include la comprensione delle circostanze in cui è giustificato l’uso di forza letale e la consapevolezza delle conseguenze legali che possono derivarne.
  6. Aggiornamenti normativi: Le leggi possono cambiare nel tempo, quindi è importante rimanere aggiornati sulle normative e le regolamentazioni relative alle armi da fuoco nella propria area.
  7. Consulenza legale: In caso di dubbi o domande sulle leggi e i regolamenti relativi alle armi da fuoco, è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto delle armi da fuoco per ottenere consigli legali competenti.

La comprensione e l’aderenza alle leggi locali e nazionali sulle armi da fuoco sono essenziali per evitare gravi conseguenze legali e garantire un uso responsabile e legittimo di un’arma da fuoco per la difesa personale.

 

Una ulteriore premessa fondamentale sui disarmi delle armi da fuoco

Devi considerare che ogni volta che tocchi la mano armata del tuo aggressore partirà un colpo, questo va dato per scontato di default.

Il motivo per cui dico questo e che appena tocchi la mano la reazione sul grilletto dell’arma legata a questo cambio di tensione sicuramente lo accelera azionando il grilletto, poi se questo non avviene è un altro discorso.

Quello che però tu devi considerare è che questo avviene sempre e di conseguenza devi sempre trovarti fuori dalla linea di tiro tu e le persone vicino a te.

Ora ti ho parlato dell’aspetto del disarmo come metodo per allenarlo e non delle tecniche perchè in questo articolo questo era il focus e non voglio che ti distrai.

La tecnica di disarmo deve essere studiato nelle più probabili soluzioni fino alle posizioni impossibili ma purtroppo oggi non più così rare di esecuzione frontale e da dietro.

Ora non devi fare quello che faccio io ma se lo fai è meglio.

Allenati in sicurezza ma con realismo!!! La violenza e il combattimento sono reali e chi ti aggredisce non ti fa sconti.

Conclusioni

I disarmi da pistola sono un argomento complesso e controverso nella difesa personale.

Sebbene possano sembrare attraenti o cinematografici, è importante comprendere che la realtà delle situazioni di pericolo è molto diversa da ciò che spesso si vede nei film o sui video online.

Ecco alcune considerazioni chiave:

  1. Pratica costante: L’addestramento per i disarmi da pistola richiede pratica costante e aggiornamenti regolari. Acquisire competenze una sola volta non è sufficiente. Mantenere una pratica costante è fondamentale per rimanere preparati.
  2. Aspetti psicologici e gestione dello stress: Comprendere gli aspetti psicologici e la gestione dello stress associati alle situazioni di pericolo è cruciale. L’addestramento dovrebbe includere anche la preparazione mentale per situazioni ad alta tensione.
  3. Consapevolezza situazionale: La consapevolezza situazionale è il primo passo nella difesa personale. Essere consapevoli dell’ambiente circostante e riconoscere i segnali di pericolo può aiutare a evitare situazioni pericolose inizialmente.
  4. Alternative non violente: Quando possibile, è importante considerare alternative non violente per risolvere situazioni pericolose. La cooperazione con gli aggressori o la fuga dalla situazione possono essere opzioni migliori rispetto ai disarmi.
  5. Risposta graduale: La risposta a una minaccia dovrebbe essere graduale e proporzionata. L’uso di un’arma da fuoco dovrebbe essere l’ultima risorsa, da considerare solo quando non ci sono altre opzioni disponibili per proteggere la vita propria o degli altri.
  6. Leggi locali e autorizzazioni: Il possesso e l’uso di armi da fuoco sono regolamentati da leggi locali e nazionali. Comprendere appieno queste leggi e ottenere le necessarie autorizzazioni, se del caso, è essenziale per evitare conseguenze legali.

In definitiva, la difesa personale è una questione seria e complessa.

La sicurezza personale dovrebbe essere sempre la priorità, ma dovrebbe essere affrontata in modo responsabile e conforme alle leggi vigenti.

La formazione e la preparazione sono chiave, ma è importante evitare l’eccessiva fiducia in tecniche di disarmo estreme e valutare sempre le alternative non violente quando possibile.

Andrea

Stay Tuned! Self Defence is not a game!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Ps. Allenati sempre con gli occhiali protettivi.

Pss. Considera che un’arma vera crea una vampata che ha una certa dimensione di cibo che devi considerare oltre alla traiettoria del proiettile perché una vampata in faccia ti ustionerebbe il viso o accecherebbe impedendoti una reazione anche se il colpo non è arrivato a bersaglio.

image

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea
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