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I 12 amuleti della Muay Thai

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I 12 amuleti della Muay Thai

La Muay Thai non è solo l’arte marziale Thailandese ma vi è racchiusa nell’arte del combattimento anche una profonda radice spirituale e culturale che va oltre l’arte marziale e lo sport.

La spiritualità e il misticismo racchiuse nell’arte sono presenti da centinaia di anni e i rituali della Muay Thai che hanno origini antichissime e sono impregnate da un sentimento prettamente religioso che si collega sia a credenze buddiste che animiste.

Praticare la Muay Thai significa anche sapere comprendere e onorare ciò che è la cultura thailandese.

Il significato deve essere oltre quello sportivo di salire sul ring perchè tutto acquista un significato intimo per ogni atleta che una volta raggiunta quella maturità e consapevolezza non solo sportiva ma anche spirituale porta la sua Muay Thai a un livello successivo.

 

E’ chiaro che avere fede negli amuleti è una questione personale e i combattenti che non hanno fede o che non danno importanza agli amuleti non devono utilizzarli mai perchè non è qualcosa di estetico ma hanno un significato più profondo, mistico e religioso.

 

Gli amuleti sono sempre stati una parte essenziale dell’equipaggiamento di un fighter di Muay Thai.

Si tratta di oggetti sacri molto rispettati tra i fighter e non solo al punto che quando non sono usati vanno riposti in una posizione sacrale per essere venerati perchè si dice che se sono riposti in posizione scorrette come ad esempio in basso o in un posto dove possono essere colpiti o calpestati si crede che perdano i loro poteri mistici.

Ci sono 2 ornamenti da cui il thai boxer troverà forza nel momento in cui deve affrontare un incontro:

  • il Mongkon (corona) e
  • il Kruang Ruang (bracciale).

Il Mongkon deve essere indossato fino al termine del rituale della Wai Kru Ram Muay e tolto dal capo prima dell’inizio del combattimento mentre il Kruang Ruang può essere tenuto per tutta la durata del match.

Queste sono regole legate alla tradizione e i fighter non hanno libertà di scelta in tal senso.

Ora per chi è occidentale è difficile comprendere l’importanza di tutti questi 12 amuleti perchè sono strettamente legati alla cultura tailandese e all’agonismo delle scuole Thai locali.

 

Il rispetto per l’arte marziale e la sua la spiritualità, per i riti, per il tuo Maestro e per la cultura devono sempre essere elementi fondamentali  dell’agire nella vita quotidiana nella filosofia dei fighter di Muay Thai .

 

Attraverso i duri allenamenti che impone la pratica della Muay Thai puoi apprendere valori molto importanti in palestra e nella vita.

Puoi imparare il rispetto verso i compagni di allenamento, gli insegnanti e gli avversari, puoi comprendere il valore della fatica per ottenere i risultati e come sia gratificante raggiungerli dopo aver faticato comprendendo che il risultato finale è la conseguenza di un processo e non di un evento casuale.

Per questo ribadisco che tutte queste cose non devono essere limitate alla palestra ma vanno applicate nella vita di tutti i giorni e non devi mai dimenticare che praticare un’Arte Marziale come la Muay Thai non significa solo fare sport.

2014-11-19-15.07.46 I 12 amuleti della Muay Thai

Le Preghiere KARTAR ARKOM – INCANTATIONS

I fighters di Muay Thai ma in generale tutte le persone siamesi  hanno una fede implicita nelle arti mistiche e nelle preghiere.

Credono che la preghiera dia loro poteri miracolosi per sovrastare gli avversari con facilità e dotarli di sopportazione ed invincibilità, proteggendoli da cose e persone.

Alcuni studenti di Muay Thai credevano che un incanto proclamato prima o durante un match ha il potere di evitare loro il KO in quanto un soffio di vento li avrebbe subito resi di nuovo coscienti.

Si crede inoltre che alcuni incanti hanno la capacità di contrastare quelli inevitabilmente proclamati anche dall’avversario.

La preghiera “Gam Ban Nak Muen” che letteralmente significa “Pugno alzato pesante diecimila – dhamlueng si suppone che fornisce al fighter la certezza della vittoria con un singolo pugno e il Dhamlueng era un tradizionale peso Thai: 10000 dhamlueng = 1000 chilogrammi.

Generalmente nel passato i fighters avevano sul dorso delle mani dei tatuaggi tra cui il potere del “Gam Ban Nak Muen”.

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Gli Amuleti (Krueng Rang Korng Klang):

Gli amuleti sono una parte essenziale di un fighter di Muay Thai ancora più che il suo equipaggiamento.

Tra i fighter gli oggetti sacri sono molto rispettati e quando non usati sono sempre messi in una posizione “alta e venerabile” perch credono che se riposti in una posizione inappropriata come per esempio su un ripiano basso o in un posto dove possono venire calpestati, credono che perdono i loro poteri mistici.

Credere negli amuleti è una questione di fede, è qualcosa di personale personale e se non dai importanza agli amuleti non devi utilizzarli per niente ma per tradizione tutti i fighter di Muay Thai devono usare i Mongkon e il Prajied.

Il Mongkon deve essere indossato fino al termine del rituale della Wai Kru Ram Muay e rimosso prima del combattimento mentre il Prajied può essere indossato per tutta la durata del match ma questi sono “oggetti” legati alla tradizione e i fighter non hanno libertà di scelta in tal senso.

Altri amuleti comunemente più usati sono il Dhagrut e il Paa-yan all’interno del Prajied.

Iniziamo a conoscere i 12 amuleti della Muay Thai:

1 – Pra Krueng

Si tratta di una piccola immagine sacra del Buddha che viene inserita all’interno del Mongkon e del Kruang Ruang dell’atleta, e serve come portafortuna e per scacciare gli spiriti maligni.

2 – Kruang Ruang

Bracciale di stoffa, di corda intrecciata o di qualsiasi altro tessuto, fatto dal proprio maestro, si può portare singolarmente o su entrambe le braccia del combattente.

Al suo interno può incorporare simboli e/o piccoli oggetti venerati dall’atleta, il suo significato e il suo contenuto lo conoscono solo il maestro e l’atleta. Il materiale per creare il Kruang Ruang viene fornito dall’allievo, questo processo di preparazione serve per dare protezione al combattente e creare un legame indissolubile fra allievo e maestro.

Il Krang Ruang non è utilizzato da tutti i combattenti, ma è personale.

Il Krang Ruang è fatto dal proprio Maestro ed il suo significato ed il suo contenuto (al suo interno può contenere simboli o piccoli oggetti) sono proprietà esclusiva del Maestro e del suo atleta.

La tradizione thailandese vuole che questo amuleto, legato all’attaccatura del bicipite, venga dato al Thai boxer prima di iniziare la sua carriera pugilistica.

Infatti c’è un periodo di circa sei mesi, in cui l’atleta si forma spiritualmente, e nella cerimonia finale che precede l’entrata al campo, il bracciale viene benedetto dai monaci, divenendo un potente talismano.

La scelta di fare questo dono ai suoi combattenti da parte del maestro viene fatto dopo un periodo di tempo necessario per far accrescere in ognuno quel senso di responsabilità verso questo importante amuleto.

Questo unico e sacro bracciale non va confuso con il Prajaet, anch’esso un bracciale che però rappresenta esclusivamente i gradi per allievi ed istruttori.

Ornamento esclusivamente “stilistico” usato nel resto del mondo ma non in Thailandia….dove i gradi non hanno bisogno di essere esposti o codificati, ma vengono attributi esclusivamente in base ai meriti e al valore delle prestazioni.

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3 – Pirod

E’ un bracciale di stoffa, di corda intrecciata o di qualsiasi altro tessuto, fatto dal maestro, si può portare singolarmente o su entrambe le braccia.

Si prepara come il Kruang Ruang e si indossa in alternativa su un braccio all’altezza del bicipite ma non è consuetudine indossare sia il pirod che il prajied sullo stesso braccio, così l’alternativa è indossare il prajied intorno ad un bicipite e il pirod intorno all’altro.

Si narra che in passato il Pirod poteva essere fatto anche con un intreccio di stoffa e di legno rattan e prende la forma di un anello (wehn pirod) o di una benda da braccio (gemrai pirod) ed è indossato intorno al bicipite di un solo braccio.

 

4 – Dhagrut

Sono piccoli amuleti fatti in bronzo o alcune volte in argento battuto e arrotolato, decorato con simboli mistici, con un buco nel mezzo nel quale, tradizionalmente, venivano infilati dei fili di seta per poterlo legare intorno al busto.

I simboli sacri raffiguranti hanno lo scopo di proteggere il guerriero che li indossava.

Si può portarne anche più di uno e talvolta si può inserire nei Kruang Ruang o nei Pirod, se le loro dimensioni lo permettevano e se non erano di intralcio ai movimenti del combattente.

Può essere indossato un solo dhagrut (dhagrut tone) o più di uno (dhagrut puong).

Se molto piccolo, il dhagrut può essere inserito nel prajied.

5 – Pitsamorn

E’ un Amuleto fatti con foglia di palma inserita in un rivestimento di fibra naturale raffiguranti simboli sacri simili ai Dhagrut.

Si possono inserire all’interno del Kruang Ruang o del Pirod sempre se le dimensioni lo consentono e sempre se non sono d’intralcio nei movimenti del combattente.

L’amuleto viene inserito in un involucro di tessuto e legato intorno al busto.

6 – Waahn

E’ una erba che, se associata ad un rituale magico, fornisce all’atleta che la custodisce all’interno del Mongkon, Kruang Ruang o del Pirod forza e virilità maggiore durante l’incontro.

Alcuni fighter preparano un infuso facendo bollire in acqua e bevono un infuso di quest’erba (simile alla nostra cipolla) o la utilizzano per lavarsi il corpo prima dell’incontro per aumentare la propria forza.

 

7 – Prajied

E’ un bracciale che identifica il grado di abilità dell’atleta nella pratica del muay thai e che prende il nome di khan.

Spesso viene confuso con il Kruang Ruang, la differenza è che il Kruang Ruang viene fatto dal proprio maestro e assume un significato molto importante nella vita del combattente, mentre il Prajied non ha nessun significato mistico-religioso e può essere fatto dall’allievo stesso, inoltre il Prajied cambia la propria colorazione in base al khan di appartenenza.

Si tratta di una banda di tessuto, tradizionalmente rossa e bianca, indossata intorno al braccio durante il match con l’intento di dare forza e aiutare il fighter a evitare il pericolo dove il fighter può inserire nel prajied (o nel mongkon o nel pirod) qualsiasi cosa in cui crede e che venera come una ciocca dei capelli di suo padre oppure delle fibre del sarong che la madre indossava quando lo ha dato alla luce.

Così come la possibilità di indossare un paa-prajied su un braccio e un gemrai-pirod sull’altro, possibili varianti sono indossare un singolo prajied sul braccio destroso, o un’ampia benda sul braccio più forte e una più stretta su quello più debole.

8 – Mongkon

E’ un amuleto protettivo di forma circolare che si indossa sul capo prima del combattimento, un anello indossato in testa come portafortuna per portare prosperità e proteggere il fighter dai pericoli.

Il Mongkon viene applicato all’atleta dal suo maestro e solo da lui rimosso con rito propiziatorio prima dell’inizio del match, questo rituale prende il nome di Pitee Tod Mongkon.

Il significato di questo amuleto è molto particolare e molto importante, perché rappresenta il maestro, il campo di appartenenza, gli insegnamenti ricevuti e tutti i confratelli del campo.

Ad ogni vittoria del combattente, il maestro prende un pezzo del Kruang Ruang dell’allievo e lo unisce al proprio Mongkon con una cerimonia propiziatoria, così facendo si trasferisce il vigore del guerriero vincente nel Mongkon che proteggerà e infonderà maggiore vigore al nuovo combattente che lo porterà in seguito.

Secondo una leggenda, in tempi antichi per creare questa corona magica venivano utilizzati serpenti velenosi che donavano al combattente prosperità e vigore atletico.

In passato i soldati siamesi indossavano una sorta di bandana intorno alla fronte prima di andare in battaglia e si crede che da ciò derivi la tradizione che vede il Maestro (Khru Muay) donare il mongkon ai suoi studenti.

Nel lontano passato alcune scuole di Muay Thai e alcuni Maestri hanno sviluppato una loro tecnica per creare il mongkon in modo da dotarli di straordinari poteri e si narra che alcuni abbiano creato mongkon utilizzando la pelle di serpenti velenosi per accrescerne l’effetto.

In passato il mongkon non veniva rimosso prima del combattimento e se capitava che durante il match cadeva, l’avversario si fermava per dare il tempo al fighter di rimetterselo in testa e assolutamente non approfittava di questo momento di vulnerabilità per attaccare.

La credenza vuole che il Mongkon abbia il potere di preservare il pugile da ferite gravi durante il combattimento, scacciando via gli spiriti cattivi. In passato i soldati siamesi indossavano una sorta di bandana intorno alla fronte prima di andare in battaglia.

Si crede che da ciò derivi la tradizione che vede il Maestro (Khru Muay) donare il Mongkon ai suoi studenti.

Il Mongkon viene applicato solo dal Maestro e solo da lui può essere rimosso e rappresenta il Maestro, la scuola di appartenenza, gli insegnamenti ricevuti, il gruppo.

Esso accresce la sua potenza ad ogni incontro.

Infatti ad ogni vittoria il Maestro unisce, con una cerimonia propiziatoria, un pezzo del Kruang Ruang dell’allievo al proprio Mongkon trasferendo così il vigore del guerriero vincente nel Mongkon che proteggerà e infonderà maggiore vigore al nuovo combattente che lo porterà in seguito.

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9 – Suea – yan e Paa -yan

Si tratta di tessuti di varia forma (Suea-yan maglietta tradizionale di colore rosso, Paa-yan fazzoletto tradizionale) con raffigurazioni e simboli mistici di energia chakra benedetti dai monaci, che venivano indossati o inseriti all’interno di altri amuleti come Mongkon o Kruang Ruang.

Il Suea-Yan è simile a un gilet, benedetto e decorato con figure e preghiere, indossato durante i riti sacri o speciali cerimonie. In passato era indossato dai soldati siamesi durante le battaglie.

Spesso gli atleti portano la simbologia magica tatuata per sempre sul loro corpo.

Pratica molto diffusa in Thailandia specialmente presso famosi templi come il Wat Bang Phra, questi tatuaggi praticati dai monaci buddisti prendono il nome di Sak-yant o Yantra.

Le raffigurazioni sacre non possono essere tatuate sotto la vita perché i simboli sacri non possono essere fatti in parti del corpo impure.

Secondo l’educazione, la testa è la parte più pura del corpo perché è la più in alto, mentre i piedi sono la parte più impura.

 

10 – Chakra

Molte discipline orientali basano il proprio fondamentale teorico sull’esistenza dei meridiani, che nella medicina thailandese sono denominati Sen.

Secondo questa teoria, attraverso la respirazione penetra nel corpo l’energia che lo mantiene in vita.

L’energia si diffonde in tutto il corpo, attraverso dei canali, detti appunto “meridiani”, che confluiscono nei centri di energia detti chakra.

Secondo antiche credenze, ancora oggi vengono tatuati nei punti meridiani dei simboli chakra o, in alternativa, preghiere buddiste.

11 – Phuang Malai

Sono ghirlande di fiori (quali orchidee, garofani, gelsomino e margherite) che vengono portate dal combattente prima dell’incontro sul petto nudo.

Queste ghirlande sono di buon auspicio, allontanano gli spiriti maligni e favoriscono la protezione degli spiriti benigni.

Vengono utilizzate anche e soprattutto nella vita quotidiana come segno di felicità e di benevolenza.

Queste ghirlande hanno lunghezze, colorazioni e disegni differenti in base alle regioni di provenienza; nonostante siano tutte differenti, hanno tutte le stesse forme (assomigliano a delle collane).

12 – Whan Nan Chan Kok

La Whan Nan Chan Kok è una radice tossica che cresce agli argini dei fiumi.

Questa radice veniva usata nel passato prima di un incontro all’ultimo sangue.

Il guerriero thai veniva cosparso di un unguento ricavato dalla lavorazione di questa radice che provocava un’immediata reazione al contatto con la pelle del guerriero, provocando una formazione di bolle sulla cute.

Queste bolle servivano per salvare il combattente dalle ferite profonde create dalle tecniche atte al taglio della pelle negli scontri all’ultimo sangue.

Questa radice velenosa veniva usata per difesa e non per offesa dei combattenti.

 

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Conclusioni

Il misticismo è qualcosa di personale ma è anche qualcosa di potente e affascinante e la cultura thailandese è impregnata di misticismo. Crederci è una questione di fede ma anche se non fa parte del tuo modo di essere rispetta e non deridere mai questo potere occulto a te sconosciuto.

Buon viaggio e rispetta sempre ciò che non comprendi e non conosci!

Andrea

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Written by Andrea

Instructor and enthusiast of Self Defence and Fight Sport.

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