sabato, Maggio 25, 2024
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I coltelli non si regalano

i coltelli non si regalanoI coltelli non si regalano, e ogni paese a riguardo ha le sue superstizioni sui coltelli e se si deve regalarli e in che forma.

In alcuni paesi si crede tradizionalmente che dare un coltello come regalo ad un amico tagli o divida il rapporto.

Per evitare tale sfortuna chi lo riceve deve dare una moneta in cambio in modo da “pagare” il regalo.

È comune includere un centesimo nel regalo di un coltello, chi lo riceve deve restituirlo come “pagamento”.

Ps. Anche mescolare i liquidi o le polveri con una lama porta sfortuna; come la rima dice, “Mescolar con un coltello, si mesce in sù la disputa”.

Per alcune culture dare una lama come regalo è considerato un segno di rispetto e di fiducia.

Regalare un coltello è una pratica comune in particolare in Finlandia dove le varie organizzazioni non governative e perfino gli enti governativi danno tradizionalmente un puukko (un coltello da caccia finlandese dalla lama fissa) come regalo ai datori di lavoro o ai contatti di fiducia.

Il puukko è presentato sempre porgendo l’impugnatura come segno di fiducia e delle intenzioni amichevoli.

In molte parti degli Stati Uniti si considera come porta sfortuna il passare una lama aperta di un serramanico a qualcuno.

Ciò è particolarmente frequente nelle zone rurali dove trasportare una lama nella tasca è comune quanto trasportare un mazzo di chiavi.

Inoltre si crede che permettere a qualcuno di chiudere una lama di un coltello pieghevole che qualcun altro aveva aperto porti sfortuna.

Queste superstizioni si ritrovano anche con le spade, esistono parecchie dicerie per quanto riguarda il trattamento delle lame che sono utilizzate in combattimento.

Generalmente, queste superstizioni dichiarano che porta sfortuna aver estratto una lama dal suo fodero senza averla usata.

Determinate culture credono che una lama non appartenga ad un individuo fino a che “non lo abbia morso”, o avuto un assaggio della loro anima.

Coloro che credono in tali superstizioni possono pungersi o tagliarsi intenzionalmente un dito con la lama piuttosto che rischiare un taglio successivo e accidentale.

Secondo questa superstizione, la lama rimarrà più a lungo tagliente ed è meno probabile che tagli accidentalmente il relativo proprietario una volta che le ha fatto assaggiare il sangue.

In Ucraina si crede che mangiare del cibo dal coltello anziché dalla forchetta o dal cucchiaio o comunque avvicinare il coltello alla bocca porti sfortuna.

i coltelli non si regalano

Quindi il coltello si può regalare o no?

La risposta è che si può regalare ma rispettando la “legge della tradizione”.

In realtà non lo si regala ma lo si “vende”.

Questo perché regalare un coltello ha, in alcuni casi, la valenza di una maledizione, una sorta di augurio di morte o disgrazia.

Regalandolo è come se dicessi alla persona di ammazzarsi o farsi male con quel coltello.

Per evitare questo chi riceve il regalo deve pagare il coltello con una moneta anche di poco valore, perché il pagamento è simbolico.

Per evitare che chi lo riceve si scordi questo passaggio, in molte regioni italiane si è soliti regalare un coltello insieme a una moneta. Chi riceve il regalo prende la moneta e la usa per pagare il coltello.

Il nome inciso sul coltello

Non si scrive il nome del proprietario sul coltello.

Si dice anche che scrivere il nome del proprietario sulla lama o sul manico della persona a cui si sta regalando, è considerata una cosa inopportuna e poco conveniente.

Questo per due motivi:

  • Il primo motivo è legato a stretto filo con quanto detto sopra, ovvero è come se si segnasse su un’arma il nome della persona che essa dovrà colpire/maledire.
  • Il secondo motivo è più pratico che scaramantico, e riguarda il caso in cui il coltello fosse utilizzato per un accoltellamento e magari perduto, rivelerebbe l’autore del reato alle forze dell’ordine.

In molte culture italiane il coltello è un oggetto strettamente personale, e difficilmente lo si presta.

I coltelli non si regalano Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight SportCome regalare il coltello

Un’altra particolarità riguarda le modalità con cui si è soliti regalare un coltello in Italia.

A differenza di qualsiasi altro regalo è chi sta facendo il regalo che deve aprire il pacchetto, quindi aprirà il coltello se si tratta di un coltello chiudibile o lo estrae dal fodero se è un lama fissa e lo afferra stringendolo con le dita sul filo della lama.

In questo modo lo porgerà al destinatario del regalo, che lo afferrerà per il manico.

Questo gesto è un segno di profondo rispetto e fiducia nella persona a cui si sta facendo il regalo, perché  afferrando il coltello dal manico, potrebbe con facilità spingerlo verso il ventre della persona che lo sta regalando, accoltellandolo.

Nonostante oggi molte superstizioni siano ampiamente superate, queste usanze sono comunque rispettate e sono ormai abitudini comunque rispettate se non altro come usanze. Sono gestualità che si fanno alcuni senza sapere bene il perché, solo perché magari i nostri genitori ce l’hanno tramandato o l’abbiamo visto fare da loro quando eravamo piccoli.

Una tradizione che accompagna le generazioni quindi, a volte dimenticando il significato del gesto e perdendo il senso apparente del gesto ma che sarebbe bene ricordare perché, in fondo, sono una parte della nostra storia del coltello.

Rispetta il coltello! Rispetta la tradizione!

Street Fighy mentality

Andrea

Andrea
Andreahttp://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

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