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Il Jeet Kune Do e l’ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Gli attributi per un fighter sono degli elementi fondamentali che vanno sviluppati con metodologie professionali

Lingua: Italiano Inglese

attributi-di-un-fighter-jkd Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Il Jeet Kune Do e l’ossessione di Bruce Lee per gli attributi e come espanderli e svilupparli/allenarli sono una delle cose che ha inseguito sempre nel suo percorso marziale con una vera e propria ossessione, più che la tecnica in se.

Per essere un buon fighter non basta la sola tecnica ma contano gli attributi.

Una delle arti marziali che più si focalizza sullo studio degli attributi, una versa scienza del combattimento è il Jeet Kune Do.

Questa arte ha in se una vera ossessione per lo sviluppo delle capacità  di esprimere una tecnica andando a lavorare su tutte le caratteristiche del movimento e del tempo per riuscire ad applicare in maniera efficace la tecnica andando a studiare tutti gli aspetti che stanno dietro il gesto dandogli un ruolo e un significato per costruire degli allenamenti che vanno a svilupparli.

kisspng-dragon-the-bruce-lee-story-tao-of-jeet-kune-do-dr-5a67faace38ab8.154557841516763820932 Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Una guida agli attributi nel combattimento e alcune metodologie di allenamento:

attributi-di-un-fighter-jkd-2 Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Ps. Ne aggiungerei ancora una, ma è stata da me volutamente tenuta fuori che è l’alimentazione e la cura di se.

La tecnica e gli attributi

Nel Jeet Kune Do la focalizzazione dell’allenamento non è sulla tecnica in se ma sullo sviluppo degli attributi e andando a potenziare qualità come la sensibilità e l’istinto animale o killer instinct per determinare l’abilità nel combattimento, aspetti che fanno parte dei requisiti di un combattente da strada.

Quando si parla di attributi si vanno ad analizzare degli aspetti che sono a prescindere delle tecniche usate e dell’arte marziale o sport praticati e rappresentano le caratteristiche dell’individuo e sono realmente le cose che contano.

Non è l’arte ma è l’uomo a fare la differenza

Per questo la domanda “qual’è l’arte marziale più forte?” è una domanda concettualmente sbagliata, ma sarebbe più corretto chiedere qual’è il metodo che sviluppa meglio gli attributi che fanno funzionare la mia arte marziale?

Si sente spesso dire che una cintura nera con anni di allenamento alle spalle è facilmente battuta da un combattente da strada senza alcuna esperienza marziale e ho parlato di questo in diversi articoli ma in questo caso gli anni di rigoroso allenamento della cintura nera non hanno valso alcun profitto perchè ha studiato la tecnica ma è privo di attributi.

Perché avviene questo?

Il verificarsi di queste situazioni non è determinato dall’ esperienza tecnica dei rispettivi combattenti ma solo dai loro attributi, ovvero dalle qualità interne che formano la tecnica e la base da cui essa la rende efficace e funzionale.

il vincitore è il combattente che che possiede attributi superiori, le qualità come l’istinto animale (killer instinct), tempismo (timing), riflessi, potenza, intenzionalità ecc. e per ultimo anche l’abilità tecnica.

Osservando il mondo dello sport da combattimento ma in generale nello sport hai visto che in ogni ambito esistono individui più dotati e vincenti.

Questo accade non perché siano migliori tecnicamente, anzi spesso le tecniche che usano sono le stesse per entrambi o molto simili ma perché possiedono attributi di livello superiore.

E’ così ancora con più evidenza nel mondo delle arti marziali o sport da combattimento e nel JKD in particolare il rifinimento degli attributi rappresenta la primaria focalizzazione dell’allenamento, una vera ossessione, uno studio del combattimento ed è per questo che quando qualcuno cerca di classificare il JKD catalogandolo in base al suo repertorio tecnico rimane spiazzato perchè non è quello l’approccio giusto.

jeet_kune_do_explanantion_by_snigom Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Oltre alla tecnica

Il Jeet Kune Do non riguarda tecniche o movimenti fine a se stessi, ma il modo in cui tecniche e movimenti vengono eseguiti, è lo studio del combattimento, puoi applicare a qualunque arte marziale o sport da combattimenti i principi e i concetti del JKD.

Questo non significa che non si studiano le tecniche ma vengono usate con un approccio legato agli attributi.

E’ una scienza, è lo studio del combattimento, e dispiace vedere che spesso le persone non conoscono il JKD o lo interpretano in un modo sbagliato.

Il Jeet Kune Do lo puoi applicare a qualunque arte marziale perchè è lo studio del combattimento non è lo studio di tecniche che chiaramente vengono spiegate ma non è quello il focus.

Cos’è una tecnica/un colpo per chi studia il Jeet Kune Do?

Vediamolo con il colpo di Jab, è i jab che:

  • è sentito ancora prima di essere visto;
  • può causare un terribile danno;
  • è portato al momento ideale in un combattimento;
  • non viene telegrafato all’avversario.

Che cosa significa questo? che un jab che non possiede tali qualità (o attributi) è un semplice jab, ma non una tecnica di Jeet Kune Do.

Il lavoro grosso è tutto quello che serve costruire per ottenere un colpo con quelle caratteristiche che può sembrare scontato ma non lo è perchè si tratta di fare tutto il lavoro che sta dietro il colpo e quella tecnica dandogli un significato completamente nuovo e che va a sviluppare delle caratteristiche che alcune persone hanno già dentro e che fanno istintivamente ma che altre persone invece hanno bisogno di essere costruite o portate a galla.

Jeet Kune Do è come il classico esempio dell’iceberg ed è questo il motivo dell’immagine di copertina he hai visto, ciò che vedi è la tecnica che è il risultato finale del processo ma nascosto sotto la superficie c’è “la grande massa di ghiaccio” che sono gli attributi ma è proprio “la massa nascosta dell’iceberg” che costituisce il vero pericolo, perchè è la più grande e la più nascosta.

Un pò di storia

27159b11-3228-4571-b98c-eefbcd3f4c88 Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

(Bruce Lee e Dan Inosanto, l’integrazione del Jeet Kune Do & Kali)

La mia esperienza personale con queste due arti è avvenuto in contemporanea perchè nella scuola dove andavo si praticavano entrambe o meglio nello specifico il Jeet Kune Do, il Kali e il Panantukan/Coltello, tre corsi diversi come orario ma che ho iniziato a frequentare insieme, nello stesso momento utilizzando i programmi di Bob Breen.

Tornando alla storia dell’incontro di Lee con Dan, quando Dan Inosanto e Bruce Lee agli Internazionali di Ed Parker del 1964 si sono visti per la prima volta, Dan Inosanto era già un esperto nell’arte marziale ed un ottimo atleta.

Dan Inosanto dopo aver fatto ‘sparring’ con Lee e chi era presente racconta che Lee lo fece usando una sola mano e Inosanto tutto il corpo, si rese conto che le tecniche marziali che aveva studiato erano prive di utilità perché nello ‘sparring’ Lee aveva giocato con Inosanto come il lupo con l’agnello e lui si rese conto del suo errore e della superiorità di Lee.

Inosanto accetto umilmente il fatto che si era sbagliato circa la validità dei suoi precedenti allenamenti.

Lee aveva prevalso con i suoi superiori attributi e proprio questo fece sì che Inosanto diventasse allievo di Lee e nello stesso tempo iniziò a studiare le arti marziali filippine sotto la guida di importanti maestri come John La Coste, Leo Giron, Angel Cabales e altri, che ai tempi insegnavano la loro arte solo a porte chiuse (close doors).

341bb0b4-e6e8-45ff-ac0f-e5c1ea15e88c Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributiMaestri come La Coste nel loro ambito marziale erano comparabili a Bruce Lee, continuando a sviluppare e a rifinire le sue abilità ed evoluzione marziale ad un ritmo sorprendente e ancora sconosciuto al di fuori di una piccola cerchia di intimi.

Lo studio e l’allenamento di Dan Inosanto con Lee e i maestri filippini trasformò radicalmente il modo di pensare di Inosanto riguardo il metodo di studio dell’arte marziale dove lo sviluppo degli attibuti divenne il primario obiettivo di tutto l’allenamento, e benchè gli attributi di Lee non fossero stati creati con l’allenamento delle armi, Inosanto credeva che gli artisti marziali in generale per meglio sviluppare i loro attributi devono per raggiungere il livello di abilità che Lee ha raggiunto introducendo l’allenamento all’uso delle armi.

Nelle arti marziali filippine prima della mano nuda si impara l’utilizzo delle armi.

Inosanto scoprì nelle numerosi confronti tecnici con i suoi maestri filippini, che allo studente di arti marziali filippine veniva sempre insegnato prima l’uso delle armi, con il preciso intento di potenziare gli attributi dello studente.

Insegnare le tecniche a mano nuda ad uno studente che è carente di attributi, è a loro modo di pensare una perdita di tempo e di sforzo.

Dan Inosanto continuò il suo studio dell’arte marziale filippina anche dopo la morte di Lee, nel 1973 e nel giugno 1974 aprì la ‘Filipino Kali Academy’ e una classe di Jeet Kune Do era inclusa nel suo programma di insegnamento.

A quel tempo il pubblico era infatuato di Bruce Lee e del Jeet Kune Do grazie anche al successo cinematografico gli studenti erano desiderosi di conoscere la tecnica ma il problema era che il punto centrale nell’ allenamento del JKD era ed è lo sviluppo degli attributi di ognuno di loro, la cui tecnica non è altro che un prodotto.

In realtà sarebbe come dire “usa la tua arte marziale con la filosofia e il metodo del Jeet Kune Do”.img_6098 Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Attributi e l’allenamento

Più di una volta se leggi il blog sai di come l’allenamento con le armi del Kali sia una accelerazione allo sviluppo degli attributi per qualunque arte marziale o sport da combattimento, ad esempio considera come il bastone singolo e come il suo utilizzo possa sviluppare un attributo chiave, i riflessi.

Il bastone singolo può raggiungere una velocità impressionante ancora peggio se utilizzato da un esperto e l’esperienza di fare ‘sparring’ a contatto pieno con il bastone (con protezioni complete chiaramente), fatto per un periodo di tempo stimola il sistema nervoso a lavorare ad un livello molto più alto.

Risultato, i riflessi si accelerano molto di più, e questo diventa visibile quando si passa allo ‘sparring’ a mano nuda dove
il pugno o il calcio più rapido che ricevi ti sembra che si muove a rallentatore.

Un altro importante attributo nel JKD è la sensibilità.

Essa mette in condizione di sentire in modo rapido ed accurato ciò che l’avversario sta facendo, consentendo di reagire nella maniera più efficace e per sviluppare questi attributi esistono molti esercizi presenti in molti stili marziali ma che sono molto importanti.

Anche la lotta essendo un sistema a contatto ravvicinato anche se a terra sviluppo molto la sensibilità e la capacità cinestesica del corpo che impara a sentire e prevedere in anticipo quello che l’avversario sta facendo.

Addirittura si possono fare esercizi propedeutici come lottare ad occhi chiusi e bendati per aumentare ancora il livello.

Un metodo che il Jeet Kune Do utilizza per sviluppare la sensibilità è lo ‘sparring’ a distanza ravvicinata con il coltello, la scherma corta di cui ti ho spesso parlato sul blog ma restando a distanza ravvicinata, quindi un lavoro specifico.

Ciascuno controlla con l’altra mano la mano armata dell’avversario, ed entrambi tentano di ‘tagliare’ l’altro senza essere tagliati.

Un metodo per farlo è mettere una gomma in mezzo e tenere entrambi un piede dentro.

Poiché il taglio di un coltello affilato in qualsiasi parte del corpo crea un danno o uno shock che solitamente pone fine al combattimento, il grado di sensibilità e attenzione richiesto per lo ‘sparring’ a distanza ravvicinata armato è molto alto.

Quando si ritorna al ‘trapping’ a mano nuda e ai suoi colpi consistenti, l’allievo scopre che la sua sensibilità è molto migliorata.

Nel Jeet Kune Do gli attributi siano molto più importanti delle tecniche ed è anche per questo è difficile dare una definizione del JKD rispetto alle altre arti marziali soprattutto per chi è solito distinguere le arti in base alle loro tecniche.

La difficoltà di questa consapevolezza si unisce ad una notevole varietà di tecniche all’interno del JKD, anche se, di tutte le tecniche racchiuse all’interno, solo il 20% viene realmente utilizzato.

Anche qui il principio dell’80/20!

Per combattere semplice e in maniera efficace devi conoscere molto perchè è il processo con cui sviluppi gli attributi che ti permettono di combattere semplice anche con poche tecniche ma in realtà dietro c’è un bagaglio tecnico enorme ma vedi solo il 20%.

Allo scopo di comprendere e interiorizzare i principi del JKD è necessario avere una mentalità differente, dove al centro ci sei tu, tu devi creare il tuo JKD.

Il problema di questo approccio è che molti hanno frainteso questa cosa facendo diventare qualunque cosa JKD ma non è così che funziona.

Gli specifici attributi del Jeet Kune Do e i metodi di allenamento utilizzati sono elencati nella tabella e seguendo questi attributi che devi costruire il tuo JKD legato alla tua esperienza e alla tua arte marziale che utilizzi solitamente qualunque essa sia.

Il Jeet Kune Do non è legato ai colpi ma agli attributi.

Come devi impostare il TUO programma di allenamento?

Nel decidere come strutturare il proprio studio delle arti marziali in generale, bisogna tenere conto di 4 criteri:

La tua età è anche un elemento che devi considerare. Se guardi la tabella, è facile constatare che alcuni attributi (come la flessibilità, la resistenza e la velocità) si adattano al meglio ai praticanti più giovani (sotto i quaranta anni) anche se è possibile mantenere questi attributi anche ad un’età più avanzata ma va comunque ricordato che ciò diventa difficoltoso nel tempo.

Nel caso invece della sensibilità, che è facile mantenere, il suo sviluppo è progressivo all’età, migliora se costantemente praticata e sviluppata.

Il tempo reale di allenamento che puoi dedicare alla settimana è un’altro elemento da considerare e calibrare con gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Non è realistico scegliere più arti che richiede quattro ore di pratica al giorno 6 giorni su 7 come ho fatto io per anni con lo scopo di raggiungere determinati progressi e bisogna anche tenere conto che lo studio di alcune arti o aree di lavoro  richiede tempi di allenamento diversi che altri con un conseguente maggiore impegno da parte tua che devi essere disposto a fare se vuoi imparare bene altrimenti meglio praticare arti che richiedono un minore impegno.

Per esempio, i colpi con il capo, il gomito e il ginocchio richiedono minori attributi che la maggior parte delle tecniche a media e lunga distanza come il pugilato o la Muay Thai, un discorso ancora a parte lo studio della lotta a terra come il Brazilian Jiu Jitsu o il Submission Grappling.

La tua morfologia fisica è un’altro elemento che devi considerare.

Essendo il corpo lo strumento con cui gli attributi si esprimono significa che ogni colpo è molto determinato dalla natura di ogni corpo.

Lo sviluppo di velocità, gioco di gamba e tempismo sarà più presente nell’ectomorfo (che è alto e magro), mentre pressione in avanti e forza si esprimeranno meglio nell’endomorfo (che è piccolo e massiccio).

L’essenza del JKD non è quindi focalizzato sull’imparare delle tecnica nuove nel tempo nella moltitudine di tecniche che si possono apprendere ma un perfezionamento continuo dei propri attributi, i soli responsabili della reale efficacia di ogni tecnica.

Studiare tecniche nuove senza lavorare sugli attributi è qualcosa di inutile se il tuo scopo è l’efficacia reale dell’arte.

Il tuo scopo invece riguarda il tuo obiettivo personale, qualcosa di più intimo, cioè il perchè vuoi imparare l’arte marziale o sport da combattimento, ecc. una domanda a cui solo tu puoi rispondere e che spesso può partire con una risposta che varia nel tempo.

jkd-bruce-lee-2 Il Jeet Kune Do e l'ossessione di Bruce Lee per gli attributi

Ora è tempo di lavorare sugli attributi, è tempo di lavorare su te stesso.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea

Lingua: Italiano Inglese

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Written by Andrea

Istruttore e appassionato di arti marziali del Sud Est Asiatico e Fight Sport.

AM Praticate: Boxing, Kali, Muay Thai, Silat, Jeet Kune Do, BJJ, CSW, MMA, Self Defence, Fencing Knife, Stick Fighting.

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