mercoledì, Aprile 24, 2024
spot_img
spot_img

Random Post This Week

spot_img

Related Posts

Il mito risolutore del calcio nelle palle

calcio nelle palle

Il mito risolutore del calcio nelle palle

Il mito risolutore del calcio nelle palle o Groin Kick, è nell’immaginario di tutti una tecnica risolutrice di molti conflitti.

Anche nel linguaggio comune è utilizzato come modo di dire che indica un modo veloce di risolvere un conflitto o per indicare un qualcosa di pesante ricevuto.

I calci nelle palle sono considerata una tecnica base della difesa personale ma è realmente una tecnica risolutrice come viene raccontato da sempre?.

Groin Kick o il Groin Hand

Il Groin Kick o il Groin Hand è una tecnica di autodifesa molto diffusa anche se la sua applicazione nella malavita è tirata sempre come colpo infame / nascosto spesso anche di mano afferrando e strizzando i genitali.

La maggior parte dei colpi all’inguine di solito è effettuato con un calcio frontale a salire diretta all’inguine o con colpi di mano a salire.

Un calcio o un pugno a salire all’inguine può temporaneamente invalidare molti avversari di sesso maschile ma dato il dolore inflitto da questa tecnica senza precisione non sempre da i risultati tanto dichiarati in molti corsi e molti “maschietti” proteggono istintivamente il loro inguine soprattutto aggressori abituati a colpi infami o nascosti da una finta conversazione.

Un calcio all’inguine può anche utilizzare con un calcio di punta o un calcio di spinta anche se meno efficace e debilitante, ecc. ma li andiamo ad analizzare nel post.

Come sai nello sport e nelle competizioni di arti marziali i calci inguinali sono illegali quindi significa che sono validi per la difesa personale

Sono un istruttore di Difesa Personale e sicuramente una delle cose che si insegna sono i colpi i bersagli del corpo umano primari:

Ma non significa che questi colpi all’interno di un contesto di combattimento non cooperante siano garanzia di efficacia e risoluzione.

Concentrarsi sui bersagli primari del corpo umano è fondamentale poiché questi sono i punti dove un aggressore può essere più facilmente neutralizzato.

Esaminiamo questi bersagli primari:

1. Colpi agli occhi: Mirare agli occhi può avere effetti immediati e debilitanti. Una rapida “ditata” o pressione sugli occhi può causare un riflesso di chiusura involontaria e dolore intenso, dando tempo prezioso per fuggire o lanciare un altro attacco. Tuttavia, mirare agli occhi richiede precisione, e un aggressore in movimento può renderlo un bersaglio difficile. Utilizza le mani aperte quando vuoi mirare agli occhi, in quanto aumenta la probabilità di contatto rispetto a un colpo chiuso.

2. Colpi alla gola: La gola è un’area sensibile e vulnerabile. Un colpo ben piazzato alla trachea può interrompere la respirazione dell’aggressore e causare dolore acuto. Tuttavia, come con gli occhi, la precisione è fondamentale, e colpire la gola di un aggressore in movimento può essere difficile. Utilizza il bordo della mano o le dita raggruppate quando colpiscono la gola per massimizzare l’efficacia e ridurre il rischio di danni alle proprie mani.

3. Colpi all’inguine: Come discusso in precedenza, l’inguine è un bersaglio efficace, specialmente per gli aggressori maschili. Un calcio o colpo ben piazzato può causare dolore estremo e incapacità temporanea. Tuttavia, molti aggressori sono consapevoli di questa vulnerabilità e possono difendere istintivamente la zona. Varia le tecniche, combinando calci all’inguine con altri colpi, per mantenere l’aggressore fuori equilibrio.

Mentre questi bersagli primari sono essenziali da conoscere e praticare, è altrettanto importante inculcare nei tuoi studenti la consapevolezza della situazione, l’importanza della prevenzione e le competenze di de-escalation.

L’obiettivo principale della difesa personale dovrebbe sempre essere evitare un confronto fisico quando è possibile e usare la forza solo come ultima risorsa.

Diciamo che sono colpi che in mezzo al conflitto possono portare a una risoluzione o a uno spazio temporale per poter attaccare per finalizzare o scappare.

Il concetto che si vede sempre nei video dove un aggressore sta li fermo davanti a te aspettando delle “ditate” negli occhi o con le gambe belle aperte per prendere un calcio nelle palle è una stupidaggine.

  • Non sono quelle le dinamiche di una aggressione per diverse ragioni come:
  • Un aggressore è abituato a fare quello che fa e ha maturato una certa esperienza
  • ci sono cose che l’aggressore fa di proposito o inavvertitamente che possono far sì che abbiano poco o nessun effetto
  • poi le posizioni che può avere il tuo aggressore
  • la tipologia di abbigliamento
  • i fattori ambientali

sono alcuni elementi che possono impedire che i colpi ai bersagli primari come il calcio nelle palle vengano fatti in modo poco efficace e risolutivo.

Esaminiamo questi fattori in dettaglio:

1. Esperienza dell’aggressore: Se un individuo ha maturato esperienza nelle aggressioni, probabilmente ha sviluppato metodi per evitare o neutralizzare le tecniche di difesa più comuni. Un aggressore esperto potrebbe anticipare un calcio all’inguine e difendersi di conseguenza. Questo sottolinea l’importanza di variare le tecniche e di essere imprevedibili nel proprio approccio.

2. Azioni intenzionali o involontarie dell’aggressore: L’aggressore potrebbe utilizzare stratagemmi, finte o tecniche di diversione. Ad esempio, potrebbe fingere un attacco per poi colpire da un altro angolo. Inoltre, un’aggressione potrebbe non essere sempre “pulita”. Ci potrebbero essere spinte, strattonamenti o altri movimenti inaspettati che rendono difficile per la vittima coordinarsi e rispondere in modo efficace.

3. Posizione dell’aggressore: Non tutte le aggressioni avvengono frontalmente. Potresti trovarti di fronte a un aggressore che ti affronta lateralmente o da dietro. La tua capacità di reagire e difenderti dipenderà dalla posizione iniziale e dalla distanza tra te e l’aggressore.

4. Abbigliamento: L’abbigliamento può avere un impatto significativo sull’efficacia delle tecniche. Ad esempio, un aggressore che indossa abiti spessi o imbottiti potrebbe non sentirsi particolarmente danneggiato da colpi superficiali. Allo stesso modo, se l’aggressore indossa scarpe pesanti o stivali, un calcio alle gambe potrebbe non avere l’effetto desiderato.

5. Fattori ambientali: Il luogo e le condizioni in cui avviene un’aggressione possono influenzare le tue opzioni di difesa. Se ti trovi in uno spazio ristretto, potresti non avere abbastanza spazio per sferrare calci o colpi. Le condizioni del terreno, come il ghiaccio o l’acqua, possono rendere difficile mantenere l’equilibrio. Anche la presenza di altri individui o ostacoli può limitare la tua mobilità.

Le tecniche come il calcio all’inguine possono essere efficaci in alcune circostanze, è essenziale comprendere che le reali dinamiche di un’aggressione sono complesse e mutevoli.

Una formazione efficace in autodifesa dovrebbe coprire un’ampia varietà di scenari e fornire agli studenti gli strumenti per adattarsi e rispondere in modo efficace a diverse situazioni.

Per questo sono colpi che vanno usati imparando a portarli in movimento o da posizioni statiche di conflitto quindi inseriti all’interno di una lotta perchè quello che avete sempre visto è cinema, nessuno vi attacca frontali a voi con le mani giù, le gambe aperte, senza mettere pressione legata all’aggressione che limita i tuoi movimenti.

Si lo so vi hanno raccontato per anni un sacco di stupidaggini e ci siete cascati!

Il mito risolutore del calcio nelle palle Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Le soluzioni semplici ed efficaci sono una favola bella da sentire e a cui credere

Sono un semplificatore e credo che la ricerca di soluzioni semplici alla violenza e di non rendere troppo sofisticato il modo in cui combatti un aggressore sconosciuto per mantenere una posizione e una struttura difensiva solida è la cosa migliore ma per combattere semplice devi sapere molto.

Ti ho parlato più volte di questo concetto e del principio dell’ 80/20 nel combattimento.

Ma la semplicità spiegata dalla comunità di esperti di autodifesa che dicono che viene basata sulla realtà può spesso diventare semplicistico, per non dire fantasioso.

Oppure credi che ad esempio un colpo di dita a un occhio risolverà il conflitto o che uno schiaffo nella zona dell’inguine lascerà sempre un aggressore piegato, stordito e non abile al combattimento, ecc.

La verità sui colpi ai bersagli primari?

L’uomo per sua natura è fatto per proteggere proprio in maniera istintiva e naturale i bersagli primari sviluppando dei movimenti istintivi che vanno proprio a proteggere questi bersagli così debilitanti.

Forse se sei molto preciso e con la giusta profondità più che la potenza puoi ottenere un effetto stoppante e che debilita il tuo aggressore, ma nessun risultato è mai garantito, e sentir fare affermazioni così fiduciose e conclusive sull’efficacia di tali soluzioni tecniche è pericoloso e lascia agli studenti un falso senso di sicurezza nelle tecniche che vengono loro insegnate.

Anche qui ci sono diversi metodi di allenamento per rendere più efficaci e inseriti in un contesto tridimensionale del combattimento queste tecniche che se non inserite in un contesto rimangono belle da vedere per gli amanti del cinema di azione ma poco adatte alla realtà se vuoi portare a casa la pelle.

La verità sui colpi ai bersagli primari è che, mentre possono essere efficaci in certe circostanze, non garantiscono una vittoria in una situazione di conflitto.

Questa analisi getta luce su alcuni punti chiave:

1. Protezione istintiva: L’evoluzione ha dotato gli esseri umani di riflessi che proteggono le aree più vulnerabili del corpo. Per esempio, in una situazione di pericolo, le mani si alzeranno istintivamente per proteggere il viso, e il corpo si piegherà in avanti per proteggere l’addome e l’inguine. Questi riflessi possono rendere difficile colpire con successo un bersaglio primario.

2. Precisione e profondità: Come hai menzionato, la precisione e la profondità di un colpo sono spesso più importanti della pura forza. Per esempio, un colpo agli occhi che sfiora semplicemente la superficie non avrà lo stesso effetto di un colpo che penetra in profondità. Tuttavia, ottenere tale precisione in una situazione stressante e caotica è estremamente difficile.

3. Falso senso di sicurezza: Questo è un punto cruciale. Gli istruttori devono fare attenzione a non sopravvalutare l’efficacia di una particolare tecnica, poiché potrebbe portare gli studenti a credere che possono fare affidamento esclusivamente su di essa in una situazione di pericolo. Una formazione completa dovrebbe coprire un’ampia gamma di tecniche e situazioni, insegnando agli studenti ad adattarsi e a rispondere in base alle circostanze.

4. Formazione tridimensionale: Come hai sottolineato, l’allenamento deve essere realistico e tridimensionale, tenendo conto delle diverse variabili di un conflitto reale. Ciò include la difesa contro diversi tipi di aggressori, la gestione della distanza e del posizionamento, e l’integrazione di varie tecniche in sequenze fluide.

I bersagli primari rimangono uno strumento importante nell’arsenale della difesa personale, gli istruttori e gli studenti devono avere una visione equilibrata e realistica della loro efficacia.

Come sempre, la prevenzione, la consapevolezza situazionale e la capacità di de-escalation dovrebbero essere le priorità principali nella difesa personale.

Il mito risolutore del calcio nelle palle Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Le situazioni per colpire con un calcio nelle palle:

  • Colpire dalla posizione da in piedi statica –> situazione rara, di qualcuno che fa il tamarro esponendosi a un attacco improvviso senza proteggersi. Sicuramente non un esperto che è abituato a fare aggressioni a scopo di furto o di violenza fisica o sessuale
  • Colpire dalla posizione da in piedi durante il combattimento –> situazione reale dove crei lo spazio nel combattimento per inserire insieme agli altri colpi dei colpi ai bersagli primari per stoppare o debilitare l’aggressore allo scopo di finirlo con altre combinazioni di colpi o creare lo spazio temporale per scappare.
  • Colpire dalla posizione di lotta da in piedi –> quando vieni afferrato e hai le mani libere per colpire occhi, gola o genitali o hai la possibilità con le ginocchia o con il piede di colpire. Spesso di tratta di movimenti combinati e non di colpi singoli.
  • Colpire dalla posizione di lotta a terra –> quando sei a terra e trovi lo spazio per colpire efficacemente

Si tratta in tutti i casi di quei colpi che nello sport sia di striking che di lotta a terra sono chiaramente illegal e che solitamente stoppano il match per intervento dell’arbitro per permettere all’atleta di recuperare o di stoppare il match per squalifica o impossibilità all’atleta di continuare.

Ricordati! Il modo corretto per colpire l’inguine è sempre dal basso verso l’alto. Quindi una traiettoria a salire!

Ogni contesto ha le sue sfide e opportunità, e comprendere la differenza è cruciale per applicare efficacemente le tecniche di difesa personale:

1. Dalla posizione statica da in piedi: Hai ragione, è improbabile che un aggressore esperto ti permetta di avere un’opportunità così chiara. Tuttavia, se si verifica, è un’opportunità che può essere sfruttata per neutralizzare immediatamente la minaccia.

2. Durante il combattimento: Questo scenario è probabilmente il più realistico. Un aggressore esperto potrebbe tentare di avvicinarsi, portando a uno scambio di colpi. In tale contesto, un calcio all’inguine potrebbe essere efficace solo se combinato con altre tecniche, creando una momentanea distrazione o un apertura.

3. Lotta da in piedi: Se sei stato afferrato, potresti avere solo pochi secondi per reagire prima di perdere l’equilibrio o essere immobilizzato. Usare le ginocchia per colpire l’inguine può essere particolarmente efficace, soprattutto se l’aggressore non se lo aspetta. Come hai menzionato, i movimenti combinati sono fondamentali in questa situazione.

4. Lotta a terra: Se ti trovi a terra, le tue opzioni potrebbero essere limitate, ma un colpo ben piazzato all’inguine può creare l’opportunità per liberarti o rovesciare la situazione a tuo favore.

Il fatto che questi colpi siano illegali in molte competizioni sportive sottolinea la loro potenziale efficacia. Gli atleti sono addestrati per sopportare molte forme di disagio, ma un colpo all’inguine può essere devastante a prescindere dalla resistenza dell’individuo.

Come hai sottolineato, la traiettoria del colpo è fondamentale. Colpire l’inguine dal basso verso l’alto non solo massimizza il potenziale danno, ma riduce anche le probabilità che il colpo venga parato o evitato. E’ una tecnica che, come tutte le altre, richiede pratica e precisione per essere eseguita correttamente.

Le occasioni per colpire che vengono spiegate come efficaci

Come ti dicevo le persone sono istintivamente brave a proteggere l’inguine in modo naturale ma in questo post voglio esaminare alcune delle occasioni in cui colpire l’inguine non producono lo stop dell’aggressore ma che spesso vengono insegnati in modo conclusivo e purtroppo in tutte le lezioni di autodifesa.

La fiducia ai propri allievi non deve mai essere fatto attraverso l’illusione ma attraverso la pratica dello sparring (Andrea)

Il famoso calcio nelle palle da in piedi

Sicuramente hai per gioco fatto finta di tirare un calcio nelle palle a qualcuno e hai visto che qualsiasi grande movimento verso l’inguine provoca una risposta sussultante che vede stringere le gambe, alzare il ginocchio o tirare indietro i fianchi e l’inguine che si è allontanano.

Questo movimento istintivo che con la pratica può portare a una migliore risposta difensiva significa che anche senza una formazione i grandi calci frontali che vengono tirati dal basso verso l’alto verso le palle del tuo aggressore è probabile che non arrivi a bersaglio se non addirittura non entrerà a contatto.

Ancora più complicato è essere precisi se l’aggressore si sta muovendo dove le possibilità che un calcio di questa tipo abbia successo diminuiscono notevolmente.

Se pratichi la formazione di un calcio all’inguine contro un partner che ha un focus pad di fronte a te (staticamente tutti lo fanno così e so che sono anni che te lo fanno vedere in quel modo) e ti convinci facendo questo che sarai in grado di replicare questo movimento in uno scenario real fighting contro un aggressore, ti stai allenando per fallire.

Quello che stai facendo è solo l’allenamento tecnico del calcio non l’abilità di calciare all’inguine in combattimento.

Ora ti dico che è un calcio che a volte può funzionare, ma sono pochi i casi di riuscita senza la corretta formazioni e abitudine a colpire il bersaglio in movimento o a costruire una condizione di apertura durante il combattimento per arrivare a colpire.

Considera che i calci sono relativamente lenti e richiedono grandi movimenti che attraversano la visione periferica di una persona che in automatico stimola un riflesso condizionato se la persona ha una formazione o un sussulto scomposto che vede il bersaglio coperto o una rapida ritirata.

Quindi un modo per rendere tali calci più efficaci è far muovere la persona mentre fai il calcio creando una apertura attraverso una finta o altri colpi.

Questo movimento o colpo apre l’inguine e poiché la persona si sta muovendo, il loro riflesso condizionato (formato con l’allenamento) o istintivo(il “sussulto”) diventa secondario rispetto al bisogno di rimanere in equilibrio e stabile, cioè è effettivamente spento, quindi se la linea dell’inguine è libera in quel momento non ha difesa.

Spesso tra i calci e le mani è più facile usare colpi di mano e schiaffi all’inguine che lavorano all’interno della visione periferica di una persona (quindi che non causa una risposta istintiva) e usare movimenti molto più piccoli e meno identificabili.

Ricordati che il corpo umano si è evoluto mettendo le sue parti più vulnerabili nelle sue aree più protette.

Come ti ho detto prima i colpi all’inguine per essere efficaci devono avere una traiettoria a salire verso l’alto, se sei in piedi colpendo i testicoli dal basso verso l’alto.

Un colpo all’inguine che arriva frontalmente e che quindi li colpisce in avanti, può essere fastidioso e doloroso ma non debilitante, non avrà mai lo stesso effetto di un colpo che ha una traiettoria a salire.

 

Colpire l’inguine lottando a terra

Questa traiettoria efficace di colpire l’inguine può essere più complicata da applicare quando l’aggressore è a terra.

E’ pieno di video o istruttori che fanno vedere come liberarsi da una posizione di lotta come la mount o la guardia per fare qualche esempio con l’uso di attacchi all’inguine per spiegarti come liberarti da qualcuno che ti ha bloccato in quella posizione.

Intanto se ti trovi in svantaggio in una posizione di mount in cui sei sotto, questa è una posizione molto brutta per te in cui ritrovarti, ma per il tuo bene e per dimostrare l’inefficacia degli attacchi all’inguine in determinate posizioni, ti dico che allungare le tue mani per cercare l’inguine di scopre proprio mentre l’altro è sopra di te e le sue palle sono belle protette dal tuo stesso corpo.

Se qualcuno ti mette in guardia, le gambe sono avvolte attorno a te e anche se l’inguine è accessibile non lo è in un modo che ti permetta di colpire verso l’alto, poiché il tuo corpo ti impedisce di farlo.

Ciò significa che colpire l’inguine da una posizione di lotta non è facile, non è il bersaglio più efficace in questa posizione.

La percussione multipla può aiutare ma considera che dopo il primo colpo si sposterebbe o chiuderebbe il bersaglio quindi è più strategico cambiare bersaglio andando verso una zona aperta e non protetta.

La creazione di soluzioni “semplicistiche” per liberarsi o uscire da posizioni che si basano su colpi all’inguine per sfuggire a posizioni di lotta dove l’inguine può essere accessibile, ma non vulnerabile, ti sta facendo credere a una falso soluzione a un problema reale esponendoti cercando di colpire anche ai colpi del tu aggressore che sicuramente reagisce.

calcio nelle palle

L’abbigliamento

Una delle restrizioni più serie sull’efficacia degli attacchi all’inguine è l’abbigliamento del tuo aggressore.

Se il cavallo dei jeans di qualcuno è basso, allora colpire verso l’alto verso l’inguine significa che l’abbigliamento fungerà da cuscinetto / barriera al tuo colpo, rallentandolo o impedendogli di raggiungere completamente il suo obiettivo (questo vale anche per i colpi fatti con le mani).

Questo condizione è difficile da replicare in palestra se non provi mai e ti alleni sempre in abiti da allenamento larghi, dove l’inguine è facilmente raggiungibile e ben marcata.

Il calcio nelle palle diventa complicato.

Ma sicuramente ti è capitato di vedere abiti a cavallo basso o indossati con il cavallo molto basso usati per moda nella vita reale.

Considera anche i semplici jeans che a seconda della vestibilità e del modo in cui sono indossati dalla persona possono creare una barriere per l’inguine che diventa un bersaglio inaccessibile.

Lo stesso può avvenire a terra dove non avere ben chiara la posizione dell’inguine può portare a un errata valutazione del bersaglio oltre come dicevamo prima a una posizione complicata per colpire in maniera efficace.

calcio nelle palle

Conclusioni

Ora questo post significa che devi smettere di considerare i colpi nelle palle come uno strumento efficace?

Assolutamente no!

I colpi all’inguine hanno il loro ruolo preciso e possono essere estremamente efficaci.

Ciò che devi capire e accettare è che non esistono soluzioni semplicistiche ma ci sono diverse soluzioni per ogni tipologia di condizione e aggressore.

Ad esempio:

  • a volte non si è in grado di tirare colpi all’inguine, come nel case se l’aggressore è una ragazza o siete due ragazze che discutete, un abbigliamento particolare, ecc.
  • oppure ad esempio se qualcuno ti sta tirando strattonando da dietro e può essere estremamente difficile fare un colpo di tacco alle palle,
  • o il bersaglio si sta muovendo,
  • l’aggressore è ben protetto e muovono le gambe stando attenti a non lasciare aperture
  • gli abiti attorno al cavallo sono allungati;
  • o come dicevamo prima anche se la maggior parte dei tuoi sforzi sarà diretta a rimanere in piedi invece finisci a terra e l’inguine diventa un obiettivo difficile da raggiungere.

Allora devi usare altri strumenti, altre finte, inganni, per creare aperture e tirare colpi in altre zone come i colpi agli occhio, alla gola, ecc. o creare attraverso altri colpi di creare il momento opportuno per piazzare un colpo efficace e possibilmente risolutore all’inguine

Questa mentalità deve iniziare a far parte di una mentalità di risoluzione di un problema dove il componente critico deve essere portato nella peggiore condizione perchè devi sempre allenarti per sopravvivere al peggiore avversario sperando di incontrare uno stupido che comunque non devi sottovalutare mai.

Nessuna soluzione alla violenza dovrebbe fare affidamento su una sola soluzione o tecnica e la soluzione tecnica dovrebbe essere sempre  integrata ad un adattamento dove se se una cosa fallisce parte in automatico un’altra risposta di attacco.

Non devi mai affidarti a una soluzione tecnica che se non funziona rende inutile tutta la tua strategia.

La soluzione / tecnica deve essere uno dei tanti strumenti da avere nella tua cassetta degli attrezzi e ce devi usare in combinazione con gli altri durante il lavoro.

Se hai solo una soluzione alla violenza che dipende dal successo di un attacco alle palle allora devi assolutamente rivedere il tuo approccio e inserire quella tecnica e rivederla inserita in altri modi di attacco che puoi inserire prima del calcio nelle palle o dopo il calcio nelle palle.

Devi studiare delle combinazioni e dei modi in cui possono essere integrati altri movimenti di finta o di attacco, in modo che se l’abbigliamento come dicevamo poco da ad esempio rende inutile il tuo attacco o la soluzione completa non fallisce hai subito altri strumenti e strategie di attacco.

Il combattimento deve essere semplice ma non semplicistico e ti ricordo che per combattere semplice devi conoscere molto.

Stay Tuned! Self Defence is not a game!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

SELF DEFENCE

FIGHT SPORT

Popular Articles

error: Content is protected !!