giovedì, Giugno 13, 2024
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Keysi Fighting Method

Keysi Fighting Method Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Il Keysi Fighting Method (KFM) è un sistema di autodifesa che si basa sul naturale istinto di combattimento e su diverse tecniche di combattimento di strada.

Il sistema è stato sviluppato da Justo Dieguez Serrano dalle sue esperienze ricavate da scontri reali per le strade della Spagna.

Il metodo di combattimento Keysi (KFM) è un sistema di autodifesa sviluppato da tre fratelli spagnoli, Justo, Ramón e Fernando Diez.

Si tratta di un metodo di difesa personale estremamente efficace in quanto basato su esperienze dirette oltre che su un lungo lavoro di introspezione.

Diciamo che il Keysi … non è passato inosservato.

Il Keysi Fighting Method (KFM) è un interessante sistema di autodifesa che si distingue per alcuni aspetti unici:

  1. Origine e Sviluppatori: KFM è stato sviluppato da Justo Dieguez Serrano basandosi sulle sue esperienze personali nelle strade della Spagna. Tuttavia, ci sono anche riferimenti che citano tre fratelli spagnoli – Justo, Ramón, e Fernando Diez – come sviluppatori del metodo. Questa discrepanza potrebbe essere dovuta a varie interpretazioni o evoluzioni del sistema nel tempo.
  2. Basato su Istanze Naturali: Una caratteristica distintiva del KFM è che si basa sull’istinto naturale di combattimento. Questo significa che il sistema cerca di sfruttare le reazioni istintive del corpo umano in situazioni di pericolo o di stress, piuttosto che insegnare tecniche completamente nuove e non intuitive.
  3. Tecniche di Combattimento di Strada: KFM incorpora tecniche specifiche per il combattimento di strada. Ciò implica un approccio pratico e diretto, focalizzato sull’efficacia in scenari realistici di autodifesa, piuttosto che su movimenti più formali o ritualizzati che si trovano in alcune arti marziali tradizionali.
  4. Efficacia e Introspezione: Il metodo è noto per la sua efficacia, il che è attribuito all’incorporazione di esperienze dirette e a un approccio che include un lavoro di introspezione. Questo aspetto potrebbe riguardare la comprensione profonda delle reazioni umane e delle dinamiche psicologiche in situazioni di combattimento.
  5. Riconoscimento e Impatto: La descrizione “non è passato inosservato” suggerisce che il KFM ha guadagnato una certa notorietà o riconoscimento. Potrebbe essere dovuto alla sua unicità, efficacia, o forse alla sua presenza nei media o in altri ambiti pubblici.

Il Keysi Fighting Method si distingue nel panorama delle arti marziali e dei sistemi di autodifesa per il suo focus sull’istinto naturale, la sua applicabilità nel combattimento di strada, e l’approccio basato sull’esperienza diretta e sull’introspezione.

Keysi

I praticanti si allenano su tutte le distanze di combattimento e in tutte le situazioni possibili che possono capitare durante uno scontro per strada, quindi in piedi, in ginocchio, seduti e anche da sdraiati.

Ad oggi non è molto diffuso in quanto, oltre ad essere arrivato nel nostro paese solamente da una decina d’anni, non ha mai cercato di acquisire istruttori a scopo commerciale.

Il percorso è abbastanza impegnativo e ha tenuto lontano i “cacciatori di diplomi”.

Questo ne ha rallentato la diffusione a tutto vantaggio della qualità.

Sottolinea il difendersi da più aggressori in situazioni di combattimento ravvicinato, sulla base di movimenti e riflessi naturali del corpo.

Il sistema incorpora tecniche di varie discipline di arti marziali ed è stato utilizzato in vari film, tra cui la serie Batman e Mission Impossible III.

Pone grande enfasi sulla consapevolezza della situazione, sul combattimento ravvicinato e sull’utilizzo dell’ambiente a proprio vantaggio.

Keysi Fighting Method, per strada e solo in strada

Non ha niente di sportivo, non ha finalità agonistiche o competitive, non vi è nulla di coreografico anche se nel film ha dato una visione del combattimento molto intensa ma nasce ed è stato testato per la strada e deve essere utilizzato per difendere la propria incolumità in un contesto di difesa personale.

Il Keysi Fighting Method (KFM) enfatizza fortemente la sua applicabilità e origine nel contesto del combattimento di strada, distaccandosi significativamente da altri stili di arti marziali o sistemi di combattimento.

Ecco alcuni aspetti chiave:

  1. Praticità e Realismo: KFM è stato specificamente sviluppato per situazioni di combattimento reale per strada. Questo implica che le tecniche e le strategie insegnate sono direttamente applicabili e testate in scenari reali di autodifesa, dove l’obiettivo primario è la protezione personale e non l’esibizione.
  2. Assenza di Elementi Sportivi o Competitivi: A differenza di molte arti marziali che hanno una componente sportiva o competitiva, il KFM non si concentra su aspetti come il punteggio, le regole di gara o le competizioni. Il suo obiettivo principale è l’autodifesa efficace in situazioni imprevedibili e potenzialmente pericolose.
  3. Praticità Oltre l’Estetica: Mentre alcune arti marziali possono includere elementi coreografici o esteticamente piacevoli, il KFM si concentra sulla praticità e sull’efficacia. Nonostante nel cinema possa essere stato rappresentato in modo intenso e visivamente impressionante, il nucleo del KFM rimane radicato nella realtà brutale e non coreografata del combattimento di strada.
  4. Sviluppo e Test Sul Campo: La metodologia e le tecniche del KFM sono il risultato di esperienze reali di combattimento stradale. Ciò significa che ogni aspetto del sistema è stato sviluppato e raffinato attraverso situazioni di combattimento reale, piuttosto che in un ambiente controllato o teorico.
  5. Enfasi sulla Difesa Personale: L’obiettivo principale del KFM è fornire agli individui gli strumenti e le conoscenze necessarie per difendere la propria incolumità in situazioni di pericolo. Questo approccio pragmatico e focalizzato sulla sopravvivenza distingue il KFM da molti altri stili di combattimento.

Il Keysi Fighting Method si posiziona unicamente nel panorama delle arti marziali e dei sistemi di combattimento, con un focus deciso sulla realtà del combattimento di strada, l’efficacia pratica, e l’autodifesa, distaccandosi dalle discipline sportive o coreografiche.

Keysi Fighting Method

Il sistema è stato fondato con l’aiuto di Andy Norman. Entrambi i fondatori, Justo Dieguez ed Andy Norman, sono certificati istruttori di Jeet Kune Do sotto Dan Inosanto

Il Keysi Fighting Method è diventato famoso dopo che è stato utilizzato nella coreografia di combattimento del film “Batman Begins” e il suo sequel, “Il cavaliere oscuro” ma il KFM è stato creato nel 1950 per le strade della Spagna ed è in un costante stato di evoluzione.

Il Keysi Fighting Method (KFM) presenta una storia interessante e unica, che si lega sia al mondo del cinema che a influenze marziali distinte:

  1. Fondatori e Influenze: KFM è stato fondato con l’aiuto di Andy Norman e Justo Dieguez. Entrambi hanno avuto una formazione in Jeet Kune Do sotto Dan Inosanto, che è noto come uno degli studenti più vicini e un collaboratore di Bruce Lee. Questa formazione ha probabilmente influenzato il loro approccio alla creazione del KFM, specialmente in termini di filosofia e tecniche di combattimento.
  2. Jeet Kune Do e KFM: La connessione con Jeet Kune Do è significativa, in quanto questa arte marziale enfatizza l’efficacia, la semplicità e l’adattamento personale, ideali che sembrano riflettersi anche nel KFM. Jeet Kune Do è noto per essere un sistema “senza forma”, che si adatta alle circostanze e agli individui, un concetto che può essere parallelo al KFM.
  3. Popolarità attraverso il Cinema: Il KFM ha guadagnato fama mondiale dopo essere stato utilizzato nelle coreografie di combattimento nei film “Batman Begins” e “Il cavaliere oscuro”. L’utilizzo del KFM in questi film ha mostrato le sue tecniche in modo spettacolare e intenso, contribuendo a renderlo noto a un vasto pubblico.
  4. Origini e Evoluzione: Secondo quanto riportato, il KFM è stato creato nel 1950 nelle strade della Spagna. Questa origine sottolinea la sua natura pratica e orientata alla realtà del combattimento di strada. Inoltre, l’affermazione che il KFM è in un costante stato di evoluzione indica un approccio dinamico al combattimento, in cui le tecniche e i metodi si adattano continuamente per rimanere efficaci e pertinenti.

Il Keysi Fighting Method è un sistema di combattimento unico, forgiato dall’esperienza reale, influenzato dalla filosofia e dalle tecniche del Jeet Kune Do, e reso famoso dal suo uso nel cinema.

La sua storia e la sua evoluzione lo rendono un metodo distintivo e rilevante nel mondo delle arti marziali e dell’autodifesa.

Keysi Fighting Method

La Filosofia del Keysi Fighting Method (KFM)

La filosofia del Keysi Fighting Method (KFM) è profondamente radicata in principi che enfatizzano l’istinto naturale e la consapevolezza situazionale.

Questi concetti fondamentali plasmano in modo significativo l’approccio del KFM al combattimento e alla difesa.

Istinto Naturale

  1. Reazioni Istanee: Il KFM pone un’enorme enfasi sull’utilizzo e sul perfezionamento delle reazioni istintive del corpo. Invece di sovrascrivere l’istinto naturale con tecniche complesse, il sistema cerca di sfruttare e guidare queste reazioni innate per la difesa e il contrattacco.
  2. Addestramento Basato sull’Istinto: Gli allenamenti sono progettati per stimolare e rifinire queste reazioni istintive, rendendo i praticanti in grado di rispondere rapidamente e in modo efficace in situazioni di stress o pericolo senza dover pensare troppo a tecniche complicate.
  3. Semplicità ed Efficacia: Le tecniche del KFM sono intenzionalmente semplici ma efficaci, permettendo ai praticanti di impiegarle sotto pressione dove decisioni complesse potrebbero non essere praticabili.

Consapevolezza Situazionale

  1. Valutazione dell’Ambiente: Il KFM insegna ai suoi praticanti a essere estremamente consapevoli del loro ambiente. Questo include non solo la posizione e le azioni degli avversari, ma anche eventuali fattori ambientali che possono influenzare il combattimento, come ostacoli, spazi ristretti o oggetti utilizzabili per la difesa.
  2. Adattabilità alle Circostanze: La consapevolezza situazionale si traduce in una migliore capacità di adattarsi rapidamente alle circostanze mutevoli. I praticanti imparano a modificare il loro approccio in base alla situazione, che può variare da un combattimento uno contro uno a situazioni con multipli aggressori o minacce diverse.
  3. Prevenzione e Gestione del Conflitto: Questa consapevolezza va oltre il combattimento fisico. I praticanti sono addestrati a riconoscere potenziali minacce prima che si trasformino in fisici confronti e, quando possibile, a gestire o disinnescare il conflitto prima che escalati.

Impatto sull’Approccio al Combattimento e alla Difesa

  1. Risposte Rapide e Fluidità: L’istinto naturale e la consapevolezza situazionale permettono ai praticanti del KFM di rispondere rapidamente e fluidamente in combattimento, utilizzando movimenti che sono sia intuitivi che adattati alla situazione specifica.
  2. Difesa Dinamica: Invece di adottare un approccio puramente reattivo, il KFM enfatizza una difesa dinamica che integra movimenti offensivi, rendendo difficile per l’avversario prevedere o controbattere efficacemente.
  3. Strategie di Combattimento Versatili: I praticanti sono addestrati a usare strategie di combattimento versatili che possono variare drasticamente a seconda delle circostanze, sfruttando l’ambiente e adattandosi ai punti di forza e di debolezza sia dei loro avversari che dei propri.

La filosofia del KFM di sfruttare l’istinto naturale e sviluppare un’elevata consapevolezza situazionale crea un approccio al combattimento e alla difesa che è sia estremamente pratico in situazioni di vita reale, sia profondamente radicato in un’intelligenza di combattimento che trascende la pura tecnica fisica.

Questi principi non solo rendono il KFM un sistema di combattimento efficace, ma forniscono anche ai suoi praticanti gli strumenti per affrontare con sicurezza e astuzia le complesse dinamiche del combattimento di strada e dell’autodifesa.

 

Il fulcro del Keysi Fighting Method

Il KFM fa uso di intervalli di attacco multipli, con o senza armi.

Il marchio del KFM è l’uomo pensante (Pensador) e l’attacco dell’uomo pensante (pensataq), che si avvale di una forma di difesa per proteggere la parte più preziosa del corpo, la testa.

Il Keysi Fighting Method mantiene protetta la testa utilizzando le braccia, che vengono anche impiegate per infierire colpi potenti e a corto raggio attraverso mani e gomiti.

Gli allenamenti si svolgono da soli, a coppie ma soprattutto in gruppi di tre o quattro per fare esperienza delle difficoltà quando ci si trova a dover gestire più aggressori.

Con o senza colpitori (focus) utilizzati per poter colpire a piena potenza.

Il Keysi non insegni “tecniche” di difesa ma un metodo che consente di esplorare i propri stati d’animo attraverso l’uso di pugni, calci, gomitate, prese e quant’altro possa servire per sopravvivere in una situazione di difesa personale.

Piuttosto che diretti e montanti, il Keysi Fighting Method impiega principalmente pugni “a martello”, più potenti e meno pericolosi per le mani del praticante.

A differenza di molte arti marziali, KFM tende ad essere utilizzato a breve distanza.

Dalla difesa Pensador sono spesso lanciati una serie di attacchi contro di obiettivi vitali (come il bicipite, i reni o plesso solare).

Il KFM è molto efficace in particolare negli scontri con distanze ravvicinate, che è molto comune nella difesa personale perché per strada non si possono gestire le distanze come se fossimo su un ring, solitamente quello che avviene è un close combat.

Il Keysi Fighting Method contempla soprattutto colpi inferti con le braccia, limitando i calci a poche occasioni, ed impiegando gli arti inferiori soprattutto attraverso le ginocchia.

Un altro aspetto della KFM è il suo approccio “a 360 gradi” in caso di attacchi multi-aggressore in piedi, in ginocchio, seduti o sdraiati.

Parte della filosofia KFM è la ridefinizione dei termini “predatore e preda”, ma anche, se l’aspirante vittima diventa il predatore e gli aspiranti attaccanti sua preda.

Analizzare le tecniche specifiche del Keysi Fighting Method (KFM) offre una comprensione più profonda di questo sistema di combattimento unico ma focalizziamoci ancora su una delle sue tecniche più distintive: la “Pensador”.

La “Pensador” nel KFM

  1. Descrizione: La “Pensador” è una posizione difensiva caratteristica del KFM. Il praticante copre la testa e il viso con entrambe le braccia, quasi come in un gesto di pensiero profondo, da qui il nome “Pensador” (che in spagnolo significa “pensatore”). Questa posizione offre una protezione efficace contro colpi diretti alla testa e al viso.
  2. Applicazione in Combattimento:
    • Difesa contro Colpi Alti: È particolarmente utile contro pugni e colpi che mirano alla parte superiore del corpo. Le braccia e i gomiti formano una barriera che assorbe e devia gli attacchi.
    • Transizione verso Controffensiva: Mentre si protegge, il praticante può cercare opportunità per contrattaccare con colpi di gomito, pugni o prese.
    • Situazioni di Combattimento Ravvicinato: In spazi ristretti o in situazioni di combattimento a corto raggio, la “Pensador” consente di proteggersi mantenendo la possibilità di reagire rapidamente.
  3. Adattabilità:
    • Contro Avversari Multipli: In scenari con più avversari, questa posizione aiuta a proteggere le aree vitali mentre si valuta la situazione e si pianifica la prossima mossa.
    • Variazioni e Adattamenti: La “Pensador” può essere adattata a seconda dello scenario specifico, come modificare l’angolazione delle braccia o cambiare il livello di copertura in base alla direzione degli attacchi.
  4. Allenamento e Pratica:
    • Simulazione di Attacchi Reali: L’allenamento per la “Pensador” include spesso la simulazione di attacchi realistici, per abituare il praticante a reagire istintivamente con questa difesa.
    • Combinazioni con Altre Tecniche: Si pratica anche l’integrazione della “Pensador” con altre tecniche di KFM, come tecniche offensive immediatamente successive alla difesa.
  5. Benefici Psicologici e Strategici:
    • Mantenimento del Controllo: Questa posizione aiuta a mantenere la calma e il controllo in situazioni stressanti, consentendo al praticante di pensare rapidamente sotto pressione.
    • Elemento Sorpresa: Può anche creare un elemento di sorpresa, poiché l’avversario potrebbe non aspettarsi una reazione offensiva rapida da una posizione apparentemente difensiva.

La “Pensador” è un esempio eccellente di come il KFM integra tecniche difensive e offensive in un unico movimento fluido, riflettendo la sua enfasi sull’efficacia, l’adattabilità e la protezione in situazioni di combattimento reale.

Questa analisi ti spiega ancora più nel dettaglio come le tecniche del KFM siano progettate non solo per la difesa, ma anche per fornire le basi per una risposta offensiva, mantenendo al contempo un alto grado di protezione e consapevolezza situazionale.

Keysi Fighting Method Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Allenamento e Preparazione Mentale

L’allenamento nel Keysi Fighting Method (KFM) è unico non solo per il suo focus sulle abilità fisiche ma anche per l’enfasi data alla preparazione mentale e alla gestione dello stress.

Questi aspetti sono cruciali, in quanto il KFM è progettato per situazioni reali e spesso pericolose di combattimento di strada.

Allenamento Fisico

  1. Tecniche di Combattimento: I praticanti imparano un ampio spettro di tecniche di combattimento, inclusi colpi di pugno, calcio, gomito e ginocchio, oltre a difese contro attacchi a mani nude e con armi.
  2. Condizionamento Fisico: Il KFM richiede un elevato livello di fitness. L’allenamento include esercizi per migliorare la forza, l’agilità, la resistenza e la velocità.
  3. Addestramento Situazionale: Si pratica in vari scenari, inclusi ambienti ristretti e contro multipli avversari, per sviluppare l’adattabilità e la reattività.

Preparazione Mentale e Gestione dello Stress

  1. Consapevolezza Situazionale: I praticanti sono addestrati a essere altamente consapevoli del loro ambiente. Questo include riconoscere potenziali minacce e capire quando è meglio combattere o evitare il conflitto.
  2. Controllo Emotivo: L’allenamento mentale nel KFM enfatizza la capacità di mantenere la calma sotto pressione. Il controllo delle emozioni è vitale per prendere decisioni rapide e razionali in situazioni di pericolo.
  3. Resilienza Mentale: Si pone l’accento sulla costruzione di una forte resilienza mentale, che aiuta i praticanti a gestire la paura, il panico e l’ansia che possono emergere durante un combattimento.
  4. Gestione dello Stress e della Fatica: Attraverso simulazioni di combattimento e esercizi di resistenza, i praticanti imparano a gestire lo stress fisico e mentale, una competenza cruciale in un combattimento reale.

Tecniche Specifiche per la Gestione dello Stress

  1. Esercizi di Respirazione: Tecniche di respirazione sono insegnate per aiutare a calmare la mente e ridurre lo stress in situazioni ad alta intensità.
  2. Visualizzazione e Meditazione: Pratiche di visualizzazione e meditazione possono essere utilizzate per preparare mentalmente i praticanti, migliorando la concentrazione e la chiarezza mentale.
  3. Addestramento Progressivo: L’allenamento è strutturato in modo che i praticanti affrontino gradualmente situazioni più stressanti, consentendo loro di costruire la loro capacità di gestire lo stress in modo incrementale.

Sviluppo Continuo

Il KFM non è solo un insieme di tecniche fisiche; è un sistema che richiede uno sviluppo e un perfezionamento costanti sia delle capacità fisiche che mentali.

Questo approccio integrato assicura che i praticanti siano pronti non solo fisicamente, ma anche mentalmente e emotivamente, per affrontare le reali sfide del combattimento e dell’autodifesa.

In sintesi, l’allenamento nel KFM è un processo olistico che richiede dedizione sia al miglioramento fisico che alla crescita mentale.

Questa combinazione di allenamento fisico e mentale prepara i praticanti a gestire efficacemente le situazioni di combattimento, garantendo che possano rispondere con la massima efficacia quando la situazione lo richiede.

Le tecniche e l’approccio del Keysi Fighting Method:

Le tecniche del Keysi Fighting Method (KFM) riflette la sua vasta gamma di applicazioni e la sua focalizzazione sulla realtà del combattimento di strada e sull’autodifesa.

Ecco alcuni punti chiave:

  1. Tecniche di Combattimento a Mani Nude: Include pugni a gancio, ginocchiate, colpi di gomito, difesa contro strangolamenti, prese e pugni. Queste tecniche sono fondamentali per il combattimento corpo a corpo e mostrano un approccio pratico e diretto tipico del combattimento di strada.
  2. Difesa contro Armi: Tecniche specifiche per difendersi da attacchi con coltelli, oggetti affilati e armi da fuoco. Questo dimostra l’importanza data dal KFM al realismo e alla preparazione per scenari pericolosi.
  3. Combattimento in Situazioni Specifiche: Include tecniche per il combattimento in spazi stretti, in condizioni di luce scarsa, e contro più avversari contemporaneamente. Questo riflette la comprensione del KFM delle diverse situazioni che una persona può incontrare in scenari reali di autodifesa.
  4. Uso dell’Ambiente e Oggetti Improvvisati: L’addestramento prevede l’uso dell’ambiente circostante e di oggetti comuni come armi improvvisate, mostrando l’adattabilità e la creatività necessarie in situazioni imprevedibili.
  5. Tecniche di Controllo e Leve: Include prese articolari, controllo del terreno e blocchi degli arti, che sono essenziali per neutralizzare un avversario senza necessariamente infliggere gravi danni.
  6. Tecniche di Escape e Spostamento: L’allenamento include l’evitamento di aggressioni, tecniche di spostamento laterale, schivate, e tecniche di escape, enfatizzando l’importanza di evitare il conflitto quando possibile.
  7. Combattimento a Terra e in Piedi: Il KFM copre tecniche sia per combattimenti in piedi che a terra, mostrando una comprensione completa delle diverse fasi di un combattimento.
  8. Allenamento Fisico e Mentale: Oltre alle tecniche specifiche, il KFM enfatizza l’importanza dell’allenamento alla resistenza, forza esplosiva, flessibilità, coordinazione, velocità e resistenza mentale. Questo è cruciale per preparare il corpo e la mente a reagire efficacemente in situazioni di stress.
  9. Tecniche di Comunicazione e Gestione dello Stress: Include l’addestramento a tecniche di respirazione, gestione dello stress, e comunicazione verbale per la prevenzione dell’aggressione. Questo aspetto riflette l’approccio olistico del KFM, che considera non solo l’aspetto fisico ma anche quello psicologico e sociale dell’autodifesa.

Il Keysi Fighting Method offre un approccio completo e versatili all’autodifesa, con tecniche e strategie progettate per situazioni reali e pericolose.

L’enfasi sulla preparazione fisica e mentale, oltre alla varietà di tecniche specifiche, lo rende un sistema di combattimento unico e altamente efficace.

Ecco un elenco di alcune delle tecniche del Keysi Fighting Method:

Ecco un elenco delle tecniche chiave del Keysi Fighting Method (KFM), che riflettono la sua enfasi sull’autodifesa istintiva e la consapevolezza situazionale:

  1. Pugni a Gancio (Hook Punches): Tecniche di pugilato potenti e ravvicinate.
  2. Difesa contro Strangolamenti: Tecniche per liberarsi da varie prese al collo.
  3. Difesa contro Pugni (Block & Strike): Combinazione di bloccaggio e contrattacco.
  4. Ginocchiate (Knee Strikes): Colpi ravvicinati utilizzando le ginocchia.
  5. Colpi di Gomito (Elbow Strikes): Attacchi potenti e vicini utilizzando i gomiti.
  6. Difesa contro Prese (Escape from Grabs): Tecniche per liberarsi da prese e afferramenti.
  7. Difesa contro Attacchi con Coltello (Knife Defense): Strategie per neutralizzare aggressori armati di coltello.
  8. Combattimento in Situazioni Ravvicinate (Close-Quarters Fighting): Tecniche specifiche per combattimenti in spazi ristretti.
  9. Combattimento con Più Avversari Contemporaneamente: Strategie per affrontare multipli aggressori.
  10. Uso dell’Ambiente Circostante per Difendersi (Environmental Awareness): Sfruttare oggetti e strutture ambientali per difesa e vantaggio.
  11. Tecniche di Spostamento Laterale (Lateral Movement Techniques): Movimenti per evitare attacchi e posizionarsi strategicamente.
  12. Schivate e Re-indirizzamenti (Slips and Redirects): Movimenti per evitare colpi e reindirizzare l’energia dell’avversario.
  13. Prese e Leve Articolari (Joint Locks and Submissions): Tecniche per controllare e neutralizzare l’avversario.
  14. Tecniche di Combattimento a Terra (Ground Fighting Techniques): Strategie per combattere e difendersi quando si è a terra.
  15. Evitamento di Aggressioni e Tecniche di De-escalation: Metodi per evitare conflitti e ridurre la tensione.
  16. Tecniche di Respirazione e Gestione dello Stress: Pratiche per mantenere la calma e la concentrazione.
  17. Uso degli Oggetti Comuni come Armi Improvvisate: Impiegare oggetti quotidiani per autodifesa.
  18. Controllo dell’Avversario sul Terreno (Ground Control Techniques): Mantenere il controllo in posizione a terra.
  19. Allenamento con la Sacca da Boxe e il Sacco da Terra: Esercizi per migliorare colpi e resistenza.
  20. Combattimento in Condizioni di Luce Scarsa o Nulle (Low Light / No Light Fighting): Strategie per situazioni con visibilità limitata.
  21. Utilizzo degli Spazi Stretti e Angusti (Tight Space Fighting): Adattamento del combattimento a spazi confinati.
  22. Calci a Basso Impatto (Low Impact Kicks): Tecniche di calciatura efficaci ma sicure.
  23. Tecniche di Escape e Liberazione in caso di Presa al Collo (Neck Grab Escape and Release Techniques): Metodi per liberarsi da prese al collo.
  24. Sviluppo della Forza Esplosiva e Allenamento all’Agilità: Esercizi per aumentare la potenza e l’agilità.
  25. Combattimento con Oggetti Improvvisati in Mano (Improvised Weapon Fighting): Utilizzare oggetti come armi in combattimento.
  26. Prese e Manipolazioni Utilizzando le Dita (Finger Locks and Manipulation): Controllare l’avversario manipolando le dita.
  27. Strategie per Sconfiggere Avversari Più Grandi e Forti: Tecniche specifiche per affrontare avversari fisicamente superiori.
  28. Addestramento all’Uso dell’Arma da Fuoco e alla Difesa dagli Attacchi con Arma da Fuoco (Firearms Training and Defense Against Gun Attacks): Strategie per gestire situazioni con armi da fuoco.
  29. Difesa contro Attacchi con Oggetti Affilati (Sharp Object Defense Techniques): Difendersi da aggressioni con oggetti taglienti.
  30. Difesa Personale in Situazioni di Svantaggio (Self-Defense in Disadvantaged Situations): Adattarsi a situazioni svantaggiose.
  31. Controllo e Blocco degli Arti dell’Avversario (Limb Control and Blocking): Tecniche per controllare e neutralizzare gli arti dell’avversario.
  32. Tecniche di Combattimento in Piedi e a Terra (Standing and Ground Fighting Techniques): Abilità per combattimenti sia in piedi che a terra.
  33. Addestramento alla Velocità e alla Reattività (Speed and Reaction Training): Migliorare tempi di reazione e velocità.
  34. Addestramento alla Resistenza Fisica e Mentale (Physical and Mental Endurance Training): Costruire resistenza per affrontare sfide prolungate.
  35. Strategie di Attacco e Difesa contro Più Avversari Contemporaneamente (Multiple Attackers Defense and Attack Strategies): Gestire situazioni con più avversari.
  36. Tecniche di Estrazione Rapida dal Pericolo (Quick Extraction from Danger Techniques): Ritirarsi rapidamente da situazioni pericolose.
  37. Allenamento al Combattimento con e senza Protezioni (Training with and without Protective Gear): Preparazione per situazioni con diverse condizioni di sicurezza.
  38. Uso dei Punti di Pressione sul Corpo per la Difesa Personale (Pressure Point Techniques for Self-Defense): Utilizzare punti di pressione per neutralizzare avversari.
  39. Tecniche di Comunicazione Verbale per la Prevenzione dell’Aggressione (Verbal Communication Techniques for Aggression Prevention): Usare la comunicazione per evitare conflitti.
  40. Gestione della Distanza e del Timing (Distance and Timing Management): Sviluppare la capacità di valutare e controllare la distanza e il timing rispetto all’avversario.
  41. Difesa e Contrattacco Simultanei (Simultaneous Defense and Counter-Attack): Imparare a difendersi e a contrattaccare in un unico movimento fluido.
  42. Neutralizzazione di Prese e Blocchi (Neutralization of Holds and Blocks): Tecniche per sfuggire a presenze e bloccaggi dell’avversario.
  43. Tecniche di Combattimento Asimmetrico (Asymmetric Fighting Techniques): Abilità per affrontare avversari che utilizzano stili di combattimento o armi non convenzionali.
  44. Utilizzo di Tecniche di Proiezione (Throwing Techniques): Impiegare movimenti che consentono di sbilanciare o proiettare l’avversario.
  45. Strategie di Combattimento Psicologico (Psychological Combat Strategies): Utilizzare tattiche psicologiche per disorientare o intimidire gli avversari.
  46. Addestramento alla Lettura del Corpo e alla Previsione dei Movimenti (Body Reading and Movement Prediction Training): Sviluppare la capacità di leggere il linguaggio del corpo e anticipare le mosse dell’avversario.
  47. Tecniche di Difesa e Controllo in Situazioni di Aggressione Improvvisa (Sudden Assault Defense and Control Techniques): Prepararsi a reagire efficacemente in caso di attacchi improvvisi.
  48. Allenamento alla Consapevolezza Periferica (Peripheral Awareness Training): Migliorare la capacità di percepire e reagire a stimoli al di fuori del campo visivo diretto.
  49. Sviluppo dell’Equilibrio e della Stabilità (Balance and Stability Development): Esercizi per migliorare l’equilibrio e la stabilità in combattimento.
  50. Tecniche di Combattimento Basate sul Ritmo (Rhythm-Based Fighting Techniques): Usare e capire il ritmo nel combattimento per creare e sfruttare aperture.
  51. Utilizzo Strategico di Finte e Inganni (Feints and Deception Strategies): Impiegare finte e inganni per confondere l’avversario.
  52. Allenamento alla Reazione sotto Stress (Stress Conditioned Reaction Training): Esercizi per migliorare la capacità di reazione in condizioni di alto stress.
  53. Difesa contro Aggressioni da Diverse Direzioni (Defense Against Attacks from Multiple Directions): Prepararsi a difendersi da attacchi provenienti da varie direzioni.
  54. Tecniche di Difesa e Contrattacco basate sul Contatto (Contact-Based Defense and Counter-Attack Techniques): Utilizzare il contatto fisico con l’avversario per guidare la difesa e il contrattacco.
  55. Addestramento alla Resistenza al Dolore (Pain Tolerance Training): Metodi per aumentare la resistenza al dolore in situazioni di combattimento.

Questo elenco mostra la vasta gamma di tecniche e strategie che il KFM impiega, evidenziando il suo approccio olistico e pragmatico all’autodifesa e al combattimento di strada.

Va notato che l’allenamento di KFM non si limita solo alle tecniche specifiche, ma include anche l’addestramento alla resistenza, la forza esplosiva, la flessibilità, la coordinazione e la velocità.

KFM è stato sviluppato per fornire un sistema efficace di autodifesa e combattimento in situazioni reali e stressanti.

L’allenamento non si limita solo alle tecniche di combattimento, ma include anche la preparazione mentale, la gestione dello stress e l’aumento della fiducia in se stessi.

KFM viene anche utilizzato per migliorare la condizione fisica, la forza mentale e la capacità di adattarsi a situazioni imprevedibili.

Queste sono solo alcune delle tecniche utilizzate in KFM, ma l’allenamento può variare a seconda dell’istruttore o del programma.

In generale, KFM è focalizzato sulla difesa personale efficace e basata sulla realtà piuttosto che sulla competizione sportiva.

L’allenamento richiede una combinazione di forza fisica, resistenza, coordinazione, equilibrio e flessibilità.

KFM si predilige la preparazione mentale e l’addestramento allo stress per cercare di riprodurre il più possibile le condizioni reali di uno scontro.

L’allenamento di KFM è particolarmente adatto alle forze dell’ordine e alle forze armate, ma può essere praticato da chiunque cerchi un metodo efficace di autodifesa.

Essendo un sistema di combattimento globale, viene utilizzato anche dalle forze di sicurezza, esercito e corpo di polizia di vari paesi del mondo.

 

Le scuole di Keysi Fighting Method

La maggior parte delle scuole che offrono KFM si trovano in Europa, ma ci sono varie scuole anche a New York, Texas, Georgia, Maryland, Delaware e Orlando, in Florida.

Il KFM si sta sviluppando anche in Australia, con le scuole a Perth, Brisbane e Canberra.

Qui in Europa è poco conosciuto ma la mia conoscenza di questo sistema non è stato grazie al film ma durante i miei periodo a Cuba all’Havana dove ho visto usare questo metodo e grazie ad un amico ho potuto studiare questo metodo con alcune persone che diciamo erano “delinquenti” del Centro Havana.

Non so dove avevano imparato questo sistema ma lo conoscevano bene e me ne sono reso conto quando tornando in Europa ho cercato altre persone che conoscevano il sistema e della didattica da studiare.

Il loro livello era molto buono e questo mi ha fatto piacere perché l’approccio allo studio di questo sistema era corretto.

Lo studio e l’interesse a questo metodo per me è stato come aggiungere al settore del Kali filippino altri elementi da affiancare al Panantukan anche se realmente non è così ma la mia curiosità è nata per via della rotondità e fluidità del corpo in movimento e nel colpire.

Un altro fattore che mi ha molto incuriosito è l’aspetto legato agli attacchi e avversari multipli che è spesso trascurato in molte arti marziali e sistemi di difesa.

La realtà della strada invece non è quasi mai uno contro uno.

Keysi Fighting Method Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport
I termini spagnoli spesso utilizzati nel Keysi Fighting Method (KFM):

Nel Keysi Fighting Method (KFM), l’uso dei termini spagnoli è comune e aggiunge un elemento distintivo alle tecniche e alla terminologia del sistema.

Ecco una lista di alcune parole spagnole frequentemente utilizzate nel KFM insieme alla loro traduzione in italiano:

  1. Pensador – Pensatore
  2. Caída – Caduta
  3. Rodilla – Ginocchio
  4. Codo – Gomito
  5. Garra – Artiglio
  6. Can – Presa
  7. Cuello – Collo
  8. Cuerpo – Corpo
  9. Pierna – Gamba
  10. Puño – Pugno
  11. Hombro – Spalla

L’uso di queste parole spagnole contribuisce a preservare l’essenza delle origini spagnole del KFM e aggiunge un tocco di autenticità alla pratica delle tecniche e delle strategie di combattimento del sistema.

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Dirty Boxing Vs Keysi Fighting Method

Il “Dirty Boxing” e il Keysi Fighting Method (KFM) condividono alcune somiglianze, soprattutto nell’approccio al combattimento che enfatizza l’efficacia e l’adattabilità a situazioni reali, ma sono fondamentalmente diversi nei loro stili e origini.

Dirty Boxing

  1. Origini e Background: Il termine “Dirty Boxing” può essere associato a varie forme di combattimento che incorporano tecniche considerate non convenzionali o “sporche” in un contesto di boxe tradizionale. Queste tecniche possono includere colpi di testa, colpi di gomito, e colpi sotto la cintura.
  2. Filosofia e Applicazione: Il Dirty Boxing si concentra sull’uso di tecniche che sono efficaci in situazioni di combattimento reale, spesso andando oltre le regole stabilite di sport di combattimento convenzionali. È noto per la sua brutalità e per l’enfasi su tecniche che possono disabilitare rapidamente un avversario.
  3. Utilizzo in MMA e Altri Sport di Combattimento: Il Dirty Boxing è diventato un termine popolare in contesti come le arti marziali miste (MMA), dove gli atleti combinano elementi di boxe con tecniche di grappling e colpi che non sono permessi nella boxe tradizionale.

Keysi Fighting Method

  1. Origini e Sviluppo: Come discusso in precedenza, il KFM è stato sviluppato da Justo Dieguez e Andy Norman, influenzato dal Jeet Kune Do e dalle loro esperienze personali nel combattimento di strada.
  2. Filosofia e Tecniche: Il KFM è un sistema di autodifesa che enfatizza la realistica applicazione di tecniche di combattimento in situazioni di pericolo. Include tecniche di difesa contro pugni, strangolamenti, attacchi con coltello, e si concentra sull’utilizzo dell’ambiente e su strategie di combattimento in situazioni ravvicinate.
  3. Enfasi sull’Autodifesa e Adattabilità: A differenza del Dirty Boxing, che può essere applicato in contesti sportivi come le MMA, il KFM è specificamente progettato per situazioni di autodifesa reale e non è orientato alla competizione sportiva.

Confronto e Somiglianze

  • Approccio Pratico e Reale: Entrambi enfatizzano tecniche efficaci in situazioni di combattimento reale e non si limitano alle regole di sport di combattimento tradizionali.
  • Utilizzo di Tecniche Diverse: Sia il Dirty Boxing che il KFM includono tecniche come colpi di gomito e ginocchiate, che sono fuori dai limiti nella boxe tradizionale.
  • Differenze nel Focus: Il Dirty Boxing ha una maggiore presenza in contesti sportivi e nelle arti marziali miste, mentre il KFM è focalizzato esclusivamente sull’autodifesa e sulle situazioni di combattimento di strada.

Mentre Dirty Boxing e Keysi Fighting Method condividono alcuni principi di efficacia e adattabilità nel combattimento, differiscono notevolmente nelle loro applicazioni, tecniche specifiche e contesti in cui vengono praticati.

 

Panantukan Vs Keysi

La comparazione tra Panantukan e il Keysi Fighting Method (KFM) mette in luce interessanti differenze e somiglianze tra due sistemi di combattimento che si sono evoluti in contesti culturali e storici diversi.

Panantukan

  1. Origini: Panantukan, noto anche come “boxe filippina”, è un’arte marziale che fa parte del più ampio sistema di combattimento filippino conosciuto come Arnis, Eskrima o Kali. Non è tradizionalmente considerato uno sport, ma piuttosto una pratica di autodifesa.
  2. Tecniche: Include un’ampia gamma di colpi con pugni, gomiti, ginocchia e calci, nonché tecniche di intrappolamento, manipolazione degli arti, e colpi ai punti di pressione. È noto per la sua fluidità e per l’uso di combinazioni e movimenti che possono apparire simili alla boxe, ma con un’enfasi aggiuntiva su attacchi “sporchi” come colpi agli occhi, colpi di gomito e manipolazioni articolari.
  3. Filosofia: La filosofia di Panantukan enfatizza l’adattabilità, la fluidità e l’efficienza, spesso sfruttando l’angolazione e il movimento per creare aperture nella difesa dell’avversario.

Keysi Fighting Method

  1. Origini: Come discusso in precedenza, KFM è stato sviluppato da Justo Dieguez e Andy Norman, ispirato da esperienze reali di combattimento di strada e influenzato da Jeet Kune Do.
  2. Tecniche: KFM include tecniche per affrontare una vasta gamma di situazioni di combattimento, tra cui difesa contro attacchi con coltello, combattimento in spazi stretti, e difesa contro più avversari. Utilizza colpi di gomito, ginocchiate, pugni e tecniche specifiche per la difesa e il combattimento ravvicinato.
  3. Filosofia: L’approccio del KFM è radicato nella realtà del combattimento di strada e nell’autodifesa, enfatizzando l’importanza della consapevolezza dell’ambiente, dell’adattabilità e della risposta istintiva in situazioni di pericolo.

Confronto e Somiglianze

  • Adattabilità e Realismo: Entrambi enfatizzano l’importanza di adattarsi alle situazioni di combattimento reali e non si limitano a un insieme rigido di tecniche o regole.
  • Ampio Repertorio di Tecniche: Sia Panantukan che KFM incorporano un’ampia varietà di tecniche che vanno oltre i colpi tradizionali, includendo manipolazioni, intrappolamenti e difese contro armi.
  • Origini Culturali e Storiche: Panantukan ha radici nelle arti marziali filippine e si è evoluto all’interno di quel contesto culturale, mentre KFM è nato dall’esperienza personale di combattimento di strada in Spagna e dall’influenza del Jeet Kune Do.

Panantukan e KFM condividono alcune somiglianze nelle loro filosofie di combattimento adattabili e pratiche ma differiscono nelle loro origini, tecniche specifiche, e nell’enfasi culturale.

Entrambi offrono approcci unici e efficaci all’autodifesa e al combattimento, con una forte enfasi sulla realtà del combattimento e sull’efficacia pratica.

Conclusioni

Il Keysi Fighting Method (KFM) si distingue come un sistema di autodifesa e combattimento olistico, profondamente radicato nella realtà del combattimento di strada e nella necessità di autodifesa efficace in scenari imprevedibili.

La sua fondazione, influenzata dalla formazione dei suoi fondatori Justo Dieguez e Andy Norman in Jeet Kune Do sotto la guida di Dan Inosanto, ha contribuito a forgiare un metodo che enfatizza l’adattabilità, l’efficacia e la risposta istintiva.

Le tecniche del KFM coprono un ampio spettro di situazioni di combattimento, dalla difesa contro aggressioni a mani nude, come pugni, strangolamenti, e prese, fino a scenari più pericolosi che coinvolgono coltelli, oggetti affilati e addirittura armi da fuoco.

Questa versatilità è fondamentale in un mondo dove gli scenari di conflitto possono variare enormemente e dove l’adattabilità può fare la differenza tra vittoria e sconfitta, tra incolumità e pericolo.

Un aspetto particolare del KFM è la sua enfasi sull’utilizzo dell’ambiente circostante e di oggetti comuni come strumenti di difesa.

Questo non solo mostra l’ingegnosità del sistema, ma sottolinea anche l’importanza della consapevolezza situazionale, un fattore cruciale in qualsiasi situazione di combattimento o di pericolo.

L’allenamento nel KFM non si limita alle tecniche di combattimento; include anche un’enfasi significativa sulla preparazione fisica e mentale.

La forza esplosiva, la resistenza, la velocità, la flessibilità e la coordinazione sono tutti aspetti chiave, così come la gestione dello stress e le tecniche di respirazione.

Questo approccio olistico non solo prepara il corpo a rispondere in modo efficace ma rafforza anche la mente per affrontare il stress e la paura che accompagnano inevitabilmente situazioni di combattimento reali.

Inoltre, la popolarità del KFM nel cinema, in particolare nei film di Batman come “Batman Begins” e “Il cavaliere oscuro”, ha portato una maggiore consapevolezza di questo sistema al grande pubblico.

Questa esposizione ha evidenziato la spettacolarità e l’efficacia del KFM, guadagnandogli ammirazione e interesse a livello globale.

Infine, il costante stato di evoluzione del KFM è un testimone del suo impegno per l’adattabilità e la rilevanza.

In un mondo in rapido cambiamento, con nuove minacce e sfide che emergono costantemente, un sistema di combattimento e difesa che evolve per affrontare queste nuove realtà è non solo desiderabile, ma necessario.

Il Keysi Fighting Method si rivela come un sistema di autodifesa altamente efficace, adattabile e completo, che prepara i suoi praticanti non solo a difendersi in una varietà di situazioni pericolose, ma anche a sviluppare un senso di consapevolezza e resilienza che può essere applicato in molti aspetti della vita.

È tutto molto semplice ma sono il metodo con cui alleni che fa la differenza, questo approccio al combattimento rende il sistema Keysi molto versatile.

Impara questo sistema perché ti insegna il combattimento da una prospettiva differente che ti aiuta a riscoprire la tua arte marziale.

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Allenati con il metodo Keysi!

Stay Tuned!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea

Andrea
Andreahttp://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

4 COMMENTS

  1. Ciao Andrea,
    sono Maurizio dalla Svizzera.
    Ti seguo da poco, complimenti, mi piace il tuo modo die vedere le cose, ma sopratutto la self defence reale.
    Sai qualcosa su Defence Lab percaso.
    Tanti saluti, Maurizio

    • Ciao Maurizio, mi fa piacere che trovi spunti interessanti. Per quanto riguarda Defence Lab, so che Andy Norman ha lavorato con Bob Breen ma sinceramente non conosco i dettagli del suo metodo. Vedo che ha degli elementi del sistema Keysi e di Dirty Boxing che sono argomenti che affronto. E’ molto bello e coreografico da vedere (ha collabrato anche con il cinema) ma personalmente non mi piace mai l’approccio freeze dove vengono fatte vedere le tecniche con i partner che stanno fermi dopo i colpi e dove ci sono troppi se e ma, le variabili in combattimento sono molto elevate e basate su input e output di rispota. Da vedere sembra interessante ma sono fondamentali i metodi di allenamento per capire se funzionano in un contesto non cooperante. Non avendo visto il suo lavoro non posso giudicarlo ma collabora con maestri di livello e ha un buon marketing di presentazione. Ho visto in alcuni stage Phil Norman (non so se è suo fratello) con il sistema The Ghost System , una sorta di Elusive Combat System che era interessante. Se ho tempo da dedicare provo a prendere il metodo e studiarlo sicuramente ci sono degli spunti tecnici interessanti perchè mi sembra che curi molto i dettagli. Ps. Lavora molto nel cinema.

      • Ciao Andrea, grazie mille per il tempoto trovato…..
        Purtroppo in Svizzera non si trova una palestra che insegnia il Defence Lab. Così potrei farmi un idea.
        Ti ringrazio e complimenti ancora una volta.
        Ciao e alla prossima.
        Cari saluti, Maurizio

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