giovedì, Giugno 13, 2024
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Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale

Lo sguardo

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale

Lo sguardo è un elemento del linguaggio del corpo potentissimo e di conseguenza è spesso la causa che scatena episodi di violenza.

Quando si parla di difesa personale lo sguardo assume un ruolo importante e ti sarà capitato di sentire di episodi di violenza o risse partite da un’occhiata di troppo.

Lo sguardo è il primo metodo con cui veniamo a contatto con il mondo e con i nostri simili.

Nel contesto della difesa personale, è fondamentale essere consapevoli del proprio sguardo e di come può essere percepito dagli altri.

Evitare sguardi prolungati o sospetti può aiutare a prevenire situazioni di conflitto o violenza ma è importante sottolineare che rispondere a un confronto aggressivo con provocazioni o risposte provocatorie può aumentare l’escalation della situazione e portare a un conflitto fisico.

È spesso più saggio cercare di evitare il conflitto o di cercare una soluzione pacifica.

Nel caso in cui ci si trovi in una situazione in cui ci si sente minacciati a causa di uno sguardo o di un confronto verbale, è importante cercare di mantenere la calma, evitare provocazioni e cercare di allontanarsi dalla situazione se possibile.

La sicurezza personale dovrebbe sempre essere la priorità, e cercare di evitare situazioni pericolose è una strategia saggia ed è importante conoscere le leggi locali e rivolgersi alle autorità competenti in caso di situazioni di pericolo o violenza.

La comunicazione non verbale, compreso lo sguardo, è una parte importante della nostra interazione quotidiana, ma è fondamentale utilizzarla in modo responsabile e consapevole per evitare conflitti inutili e promuovere un ambiente di rispetto reciproco.

Come nel mondo animale, anche per l’uomo il contatto visivo, specialmente se prolungato, rappresenta un elemento di sfida in grado di innescare violente dispute territoriali.

Lo sguardo è anche un potente mezzo di comunicazione, in quanto rivela emozioni, carattere, stati d’animo, intenzioni.

“… ti può capitare che sei in discoteca, o in un locale che  fissi su un balordo anche se vestito da festa. L’occhiata dura più di qualche istante di troppo, se ne accorge e si avvicina con aria minacciosa e ti dice “Che hai da guardarmi? Ci conosciamo? Sei forse finocchio?…”.

Ps. potresti rispondere “mi ricordi il mio migliore amico, purtroppo è mancato, piacere e dici il tuo nome“. oppure “Mi sembravi il vicino di casa di quando abitavo a .. Torino”.

Attenzione però che la tua voce dando questa risposta come il tuo linguaggio del corpo deve essere coerente con quello che stai dicendo, diversamente sembra una ulteriore presa in giro, come se aumenti l’escalation con una provocazione ulteriore.

Ora come hai capito bene, basta un semplice sguardo e rischi di ritrovarti in una situazione di escalation di violenza che può portare a uno scontro fisico.

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Il linguaggio non verbale

Lo sguardo è qualcosa di NON verbale ed altamente soggetto ad interpretazioni errate e a fraintendimenti in base al luogo e allo stato d’animo del momento.

Ora visto che le domande del cavolo che il tizio aggressivo ti farà sono più o meno sempre le stesse, di conseguenza è buono che impari a costruirti una risposta che va a stoppare immediatamente quella fase di escalation violenta.

Questa soggettività può portare a uno scontro che non sempre è facile da gestire quindi quello che è importante è avere delle risposte pronte per poter stoppare immediatamente quel livello di aggressività e sfida che può portare a una violenza fisica oltre che verbale.

Quindi ora conosci l’importanza di un corretto utilizzo dello tuo sguardo per prevenire i guai.

Molte persone hanno la tendenza a rimanere “impigliate” nello sguardo altrui, fissandosi più a lungo del necessario.

E’ evidente quanto ciò sia rischioso nel caso in cui si incontrino persone aggressive, oppure sotto l’effetto di alcol o droghe.

Specialmente nel caso delle donne, uno dei rischi di uno sguardo troppo protratto (qualche istante, in realtà…) è che questo venga interpretato come un ammiccamento, provocando attenzioni non richieste da parte di “indesiderabili”.

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Il potere comunicativo dello sguardo

Lo sguardo è un elemento cruciale in quanto, da solo, è in grado di riproporre le modalità di relazione universali di noi umani, ovvero la modalità:

  • aggressiva,
  • passiva,
  • o assertiva.

Queste tre modalità principali sono:

  1. Modalità Aggressiva: Uno sguardo aggressivo tende ad essere fisso, inquisitore e dominante. Può essere utilizzato per intimidire o minacciare gli altri, spesso provocando una reazione difensiva o di sottomissione.
  2. Modalità Passiva: Uno sguardo passivo può essere caratterizzato da evitare il contatto visivo, guardare verso il basso o mostrare timidezza. Questa modalità può suggerire sottomissione, mancanza di fiducia in sé stessi o una volontà di evitare il confronto.
  3. Modalità Assertiva: Lo sguardo assertivo è diretto ma aperto, riflette fiducia in sé stessi e rispetto per gli altri. Indica una comunicazione equilibrata, basata sulla fiducia reciproca e la volontà di ascoltare e comprendere gli altri senza essere né dominanti né sottomissi.

Queste modalità di comunicazione attraverso lo sguardo possono influenzare notevolmente le interazioni tra le persone e la percezione reciproca.

È importante essere consapevoli del proprio stile di comunicazione non verbale, compreso lo sguardo, al fine di promuovere relazioni positive e evitare fraintendimenti nelle interazioni sociali.

Senza dire nulla, basta uno scambio di sguardi per essere classificati come individui aggressivi o remissivi, scatenando potenzialmente reazioni di “difesa del territorio” o di affermazione di sé e del proprio EGO.

Le modalità con cui si stabilisce il contatto visivo, quindi, rappresenta  un modo per capire la persona che si trova davanti a noi.

  • Il soggetto passivo tende a tenere gli occhi bassi e raramente guarda gli altri.
  • L’aggressivo, invece, tende ad avere lo sguardo fisso ed inquisitore.
  • Lo sguardo della persona assertiva, invece, è uno sguardo diretto ma aperto all’altro. E’ uno sguardo che si accorge delle persone e delle cose, ma non insiste su di loro e non le sfugge.

Ecco una sintesi di queste caratteristiche:

  1. Soggetto Passivo: Chi ha uno sguardo passivo tende a evitare il contatto visivo, mantendendo gli occhi bassi e raramente guardando gli altri. Questo tipo di sguardo può indicare timidezza, mancanza di fiducia in sé stessi o una volontà di evitare il confronto.
  2. Soggetto Aggressivo: Uno sguardo aggressivo è caratterizzato da un’attenzione intensa e fisso, spesso accompagnato da uno sguardo inquisitore. Questo tipo di sguardo può essere utilizzato per intimidire o minacciare gli altri, creando tensione nelle interazioni.
  3. Soggetto Assertivo: Lo sguardo assertivo è diretto ma aperto all’altro. Questa persona è consapevole delle persone e delle cose intorno a sé, ma non insiste su di esse né le evita. Questo tipo di sguardo riflette fiducia in sé stessi e rispetto per gli altri, promuovendo una comunicazione equilibrata e positiva.

Riconoscere e comprendere queste differenze nello sguardo può aiutare a migliorare le interazioni sociali e la capacità di comunicare in modo efficace con gli altri.

È importante sottolineare che la comunicazione non verbale, inclusi gli sguardi, può variare da persona a persona e da cultura a cultura, quindi è fondamentale considerare il contesto e l’interpretazione individuale.

L’importanza di uno stile comunicativo assertivo è stato più volte sottolineato in termini di prevenzione e di gestione delle situazioni di rischio fisico.

Questa importanza, anche in relazione all’uso che facciamo dello sguardo, risiede nella capacità di minimizzare i rischi di escalation, insiti in una modalità relazionale di tipo aggressivo, o i tentativi di sopraffazione innescati da una modalità di risposta di tipo remissivo.

L’uso assertivo dello sguardo comporta attenzione, curiosità, attenzione ai dettagli.

L’analisi del contesto

Insomma gli ingredienti migliori per attuare quella capacità di attenzione al contesto che, da solo, rappresenta l’elemento preventivo in grado da tenerci lontano dalla maggior parte dei guai.

L’analisi del contesto e la capacità di essere attenti a ciò che accade intorno a noi. Questo tipo di consapevolezza può effettivamente fungere da deterrente per potenziali aggressori e può aiutare a evitare molti problemi.

Una persona che usa lo sguardo in questo modo si accorge delle persone e delle situazioni a rischio prima che diventino pericolose e può agire per tempo, allontanandosi se necessario.

D’altra parte come ti ho detto più volte in altri articoli l’aggressore tipico, a prescindere dalle motivazioni che lo spingono a colpire, utilizza un rituale di attacco che prevede come primo passo la selezione di una vittima ignara e vulnerabile, se possibile.

Il comportamento non verbale di una persona attenta, che non si lascia sorprendere, che è attenta al contesto non sfugge alla selezione di questi individui, i quali se possono rinunciano e si mettono alla ricerca di una vittima più vulnerabile.

L’aggressore tipico tende a selezionare una vittima che sembra ignara e vulnerabile.

Questo è spesso il primo passo in un rituale di attacco ma una persona che dimostra consapevolezza, sicurezza e attenzione al contesto può non essere considerata una vittima ideale.

L’aggressore potrebbe percepire che sarà più difficile raggiungere i propri obiettivi e, di conseguenza, potrebbe decidere di cercare altrove.

La prevenzione è spesso la chiave per mantenere la sicurezza personale, e l’analisi del contesto è un elemento essenziale in questo processo.

Essere consapevoli dell’ambiente circostante e del comportamento delle persone può aiutare a evitare situazioni rischiose e a proteggere se stessi.

È importante diffondere la consapevolezza di questi concetti per migliorare la sicurezza collettiva.

Survive

Fissare una persona nel contesto della difesa personale

Fissare intensamente una persona può avere diverse interpretazioni a seconda del contesto e dell’intenzione.

Di seguito, ti fornisco alcune possibili interpretazioni generali:

  1. Attenzione o Interesse: Fissare una persona può indicare che si è particolarmente interessati a ciò che sta dicendo o facendo. È un modo per dimostrare interesse e coinvolgimento nella conversazione o nell’interazione.
  2. Sguardo Minaccioso: D’altro canto, se il fissare una persona è accompagnato da uno sguardo fisso e inquisitore, potrebbe essere percepito come minaccioso o aggressivo. Questo tipo di sguardo può creare tensione e far sentire la persona osservata a disagio.
  3. Intimidazione: In alcune situazioni, fissare qualcuno può essere un tentativo di intimidire o sottomettere l’altra persona. È un comportamento non verbale utilizzato per mettere in imbarazzo o far sentire debole l’individuo osservato.
  4. Attrazione o Flirt: In alcune situazioni sociali, fissare qualcuno potrebbe essere un segnale di attrazione o flirt. Tuttavia, è importante farlo in modo rispettoso e consensuale, evitando comportamenti invasivi.
  5. Distrazione: In certi casi, il fissare una persona può semplicemente essere dovuto a una distrazione o a un momento di pensiero profondo. Non sempre ha implicazioni negative o positive.

In generale, è importante essere consapevoli dell’effetto che il proprio sguardo può avere sugli altri e utilizzarlo in modo appropriato a seconda della situazione e dell’intenzione.

Il rispetto per gli altri e la consapevolezza della comunicazione non verbale sono fondamentali per mantenere relazioni positive e rispettose.

Nel contesto della difesa personale, fissare una persona può essere utilizzato come una tattica per valutare una potenziale minaccia o per cercare segnali di pericolo imminente ma è importante farlo in modo consapevole e discreto, evitando di provocare una reazione aggressiva o di innescare una situazione di conflitto.

Ecco alcune considerazioni su come il fissare una persona potrebbe essere utilizzato nella difesa personale:

  1. Valutazione del Potenziale Minaccia: Fissare una persona potrebbe essere utile per valutare se essa rappresenta una minaccia potenziale. Questo potrebbe includere l’osservazione di comportamenti sospetti o di segnali di pericolo imminente.
  2. Allertare gli Altri: In un contesto di gruppo, fissare una persona potrebbe essere un modo per attirare l’attenzione degli altri sulla presunta minaccia. È importante farlo in modo discreto e senza creare panico.
  3. Mantenere la Consapevolezza: Mantenere uno sguardo attento e vigilante può aiutare a prevenire situazioni pericolose. Tuttavia, è importante farlo senza provocare l’altro individuo e senza infrangere leggi o regolamenti locali.
  4. Rispondere in Base al Contesto: In caso di pericolo imminente, la persona dovrebbe essere pronta a reagire in base al contesto. Questo potrebbe includere il cercare una via d’uscita sicura, chiedere aiuto o adottare misure di autodifesa se necessario. L’uso dello sguardo può essere un primo passo nella valutazione della situazione.
  5. Rispetto e Sensibilità: È fondamentale esercitare la massima sensibilità quando si utilizza questa tattica. Il fissare una persona non dovrebbe mai essere fatto in modo aggressivo o provocatorio, ma piuttosto come un mezzo per valutare la situazione in modo discreto e responsabile.

In ogni caso, la prevenzione e la consapevolezza sono chiave nella difesa personale. La formazione in autodifesa e la conoscenza delle leggi locali sono anch’esse importanti per affrontare situazioni di pericolo in modo sicuro ed efficace.

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

In termini pratici valgono questi consigli:

Specialmente se ti trovi in piccoli locali o in ascensore, se ti trovate ad incrociare lo sguardo altrui, fai in modo che l’occhiata sia breve e meno intensa possibile.

Fate “scorrere” lo sguardo in modo possibilmente disinteressato senza guardare “veramente” e quindi senza “parlare” all’altro.

Se proprio gli sguardi si incrociano allora occorre che il tuo sguardo sia breve e “scivoli” via senza impigliarsi nelle pupille dell’altro.

Secondo Keith Kernspecht, un breve scambio di sguardi dice:

Mi sono accorto della tua presenza, non voglio combattere, ti accetto, rispetterò il tuo territorio. Sono più vicino di quanto dovrei, per questo non ti guardo a lungo.

Dopo lo scambio di sguardi, se possibile, guarda altrove ma non abbassare lo sguardo, perché potrebbe essere interpretato come un atto di sottomissione, se possibile, guarda di lato come se ci fosse qualcosa di interessante da vedere.

Evitare ulteriori sguardi nella direzione della persona dinanzi a voi.

La durata di uno sguardo, che per la media delle persone è ritenuta sopportabile,  per persone sotto l’effetto di alcol o droghe potrebbe significare una “dichiarazione di guerra” e con una durata media inferiore al solito.

E’ un fatto genetico che cerchiamo il contatto con lo sguardo.

La voglia di combattere o la sottomissione devono essere prima segnalate.

Per quasi tutti gli animali lo sguardo intenso rappresenta il primo segnale di minaccia.

La determinazione a combattere viene calcolata con la durata dello sguardo.

Se continuate a guardare segnalate alla persona davanti voi che siete pronti a combattere o, se siete una donna al cospetto di un uomo, che volete stabilire un contatto.

Lo sguardo

La dilatazione delle pupille

Un ulteriore elemento importante dello sguardo è dato dalla dilatazione delle pupille.

Se si riesce a cogliere questo dettaglio, è possibile anticipare il momento in cui un eventuale aggressore sta per colpirti, ma devi essere bravo a non trovarvi in quella fase se possibile ma diversamente se vedi quel dettaglio colpisci per primo, anticipa..

Si tratta di uno degli insopprimibili effetti dell’adrenalina che comporta tra l’altro la perdita della visione periferica e la necessità, pertanto, di muovere lo sguardo a destra e a sinistra in modo erratico subito prima di entrare in azione.

Questo effetto è dettato dalla necessità di controllare che l’ambiente circostante sia libero da poliziotti o altri guastafeste / testimoni, è un altro segnale infallibile delle vere intenzioni di un possibile aggressore.

Se vedi questi segnali non titubare, colpisci con forza e decisione!!.

Non dare mai nessuna possibilità al tuo aggressore perchè lui con te non avrebbe questa premura, fai quello che serve per portare a casa la tua pelle!

Lo sguardo nella Difesa Personale: Il Potere della Comunicazione Non Verbale Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Fissare una persona è reato?

Fissare una persona in sé non costituisce di per sé un reato, ma la situazione può variare in base al contesto, alla durata e all’intenzione del comportamento.

Nella maggior parte delle giurisdizioni, il fissare una persona diventa un problema se viene considerato come molestia, stalking o se rappresenta un comportamento minaccioso.

Ad esempio, se una persona viene costantemente e in modo inappropriato seguita, osservata o sorvegliata senza il consenso o in modo invadente, ciò può costituire un reato di stalking o molestia.

Le leggi variano da paese a paese e da stato a stato, quindi è importante conoscere le leggi locali e consultare un avvocato in caso di dubbi specifici sul comportamento in questione ma è sempre consigliabile rispettare il diritto alla privacy degli altri e comportarsi in modo rispettoso e consapevole nei confronti degli altri nelle interazioni quotidiane.

La cronaca e la violenza per uno sguardo di troppo

La cronaca spesso riporta situazioni in cui episodi di violenza o conflitti scoppiano a causa di uno sguardo di troppo.

Questi incidenti possono verificarsi quando il contatto visivo viene interpretato in modo negativo o minaccioso da una delle parti coinvolte, portando a una reazione aggressiva o a una rissa.

È importante notare che situazioni del genere sono il risultato di una serie di fattori, tra cui la tensione accumulata, la percezione errata delle intenzioni altrui e l’incapacità di gestire i conflitti in modo pacifico.

La violenza come risposta a uno sguardo di troppo è innegabilmente inaccettabile e può avere gravi conseguenze per tutte le parti coinvolte, inclusi problemi legali.

Per prevenire situazioni di questo tipo, è fondamentale promuovere la consapevolezza dell’importanza della gestione dei conflitti in modo costruttivo e pacifico.

L’educazione sulla comunicazione non violenta, il controllo delle emozioni, la comprensione degli altri possono contribuire a ridurre il rischio di situazioni violente scatenate da uno sguardo e le leggi sulla violenza devono essere applicate in modo rigoroso per dissuadere comportamenti violenti e proteggere le vittime.

Conclusioni

Lo sguardo gioca un ruolo fondamentale nella difesa personale e nella gestione delle situazioni potenzialmente pericolose.

La capacità di utilizzare il proprio sguardo in modo consapevole, passando da uno sguardo passivo o aggressivo a uno sguardo assertivo, può contribuire notevolmente a prevenire conflitti e a mantenere la sicurezza personale.

Analizzare il contesto e essere attenti all’ambiente circostante sono strumenti preziosi per evitare situazioni di rischio.

Un individuo consapevole e attento può percepire le situazioni a rischio in anticipo, consentendo di prendere misure preventive in modo tempestivo.

Allo stesso tempo, questo atteggiamento può scoraggiare potenziali aggressori, che preferiscono evitare individui che dimostrano sicurezza e consapevolezza.

La prevenzione è spesso la chiave per una difesa personale efficace, e il potere del nostro sguardo nel contesto della comunicazione non verbale è uno strumento potente per mantenere la sicurezza personale e promuovere un ambiente di rispetto reciproco.

È importante promuovere la consapevolezza di questi concetti per aiutare le persone a proteggere se stesse e a vivere in modo più sicuro.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality

Andrea

Andrea
Andreahttp://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

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