sabato, Aprile 13, 2024
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Oltre 6 milioni di donne vittime di violenza

 

Oltre 6 milioni di donne vittime di violenza

Oltre 6 milioni di donne vittime di violenza

Le violenza sulle donne è un fenomeno in continuo aumento e che richiede risorse e maggiore attenzione.

Nei primi dieci mesi del 2016, in Italia, è stata uccisa più di una donna ogni tre giorni.

Le vittime, in totale, sono 116.

L’anno 2015 si è concluso con 128 uccisioni.

La maggior parte dei delitti, secondo il Terzo rapporto Eures sul femminicidio in Italia, pubblicato in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, si è consumata in famiglia.

La regione dove se ne sono registrati di più è la Lombardia con 20 vittime, seguita dal Veneto, con 13, e dalla Campania con 12.

Il Nord Italia è la parte del Paese dove sono state uccise più donne e le armi da taglio quelle più usate dagli aggressori.

donne vittime di violenza

Donne Vittime di violenza – le tipologie di violenza sulle donne:

Come emerge dalle stime dell’Istat, sono più di sei milioni le italiane che hanno subito aggressioni, anche sessuali, da partner, ex compagni, amici, colleghi o sconosciuti.

Tra quelle che hanno subito violenze sessuali, il 10,6% ha meno di 16 anni.

Questo tipo di abusi è compiuto, nella maggior parte dei casi, dall’attuale compagno o dal precedente.

Ora parlando di stalking un fenomeno purtroppo sempre più in crescita dove più di tre milioni di donne si possono definire “vittime di stalking”.

Tra queste, come rivela l’Istat, il 78% non si è rivolto a nessuna istituzione per chiedere aiuto.

Il 40,4% delle donne ha gestito la situazione da sola, senza appoggiarsi a una struttura perché convinta di poter affrontare lo stalker da sola.

Chi ha scelto di farsi aiutare, al contrario, si è rivolta per la maggior parte alle forze dell’ordine ma solo il 48% ha poi sporto denuncia o querela.

donne vittime di violenza

Questo atteggiamento di non rivolgersi ai servizi preposti per fornire un aiuto è sbagliato ed è un errore da non sottovalutare, è necessario non fare passare questi atteggiamenti come un evento che passa perchè l’escalation che può nascere può portare a vere e proprie persecuzioni.

E’ fondamentale sottolineare l’importanza di rivolgersi ai servizi preposti per fornire aiuto alle vittime di violenza.

Non affrontare adeguatamente la situazione può avere conseguenze gravi, inclusa l’escalation della violenza e vere e proprie persecuzioni.

Ecco perché è essenziale promuovere la consapevolezza e l’educazione su questo tema, affinché le vittime siano incoraggiate a cercare aiuto e a denunciare gli abusi.

Gli enti e le organizzazioni specializzate nella lotta alla violenza contro le donne, come centri anti-violenza e servizi di consulenza, sono lì appositamente per offrire supporto alle vittime.

Questi servizi possono aiutare a proteggere le vittime, a fornire assistenza legale e psicologica, nonché a pianificare un percorso per uscire da situazioni di abuso.

Inoltre, è responsabilità della società e delle istituzioni promuovere una cultura che condanni la violenza e che dia sostegno alle vittime.

La sensibilizzazione sulle questioni legate alla violenza di genere, la formazione delle forze dell’ordine e l’implementazione di leggi e politiche efficaci sono passi essenziali per combattere questo problema diffuso e proteggere le vittime.

Oltre 6 milioni di donne vittime di violenza Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia

La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso.

Una delle tante vergogne del genere umano.

I numeri dicono che 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni:

  • il 20,2% ha subito violenza fisica,
  • il 21% violenza sessuale,
  • il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri.

Sono 652 mila le donne che hanno subito stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

  • Le donne straniere hanno subito violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%).
  • La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%).
  • Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi.

Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.

Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni.

Considerando il totale delle violenze subite da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

Le donne separate o divorziate hanno subito violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%).

Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subito violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi.

Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

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Ecco una schematizzazione dei dati relativi alla violenza contro le donne:

Statistiche sulla violenza contro le donne:

  • Totale di donne coinvolte: 6.788.000 (31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni).
  • 20,2% ha subito violenza fisica.
  • 21% ha subito violenza sessuale.
  • 5,4% ha subito forme gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri.
  • 652.000 donne hanno subito stupri.
  • 746.000 donne sono vittime di tentati stupri.

Differenze tra donne italiane e straniere:

  • Donne straniere hanno subito violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane (31,3% e 31,5% rispettivamente).
  • La violenza fisica è più frequente tra le straniere (25,7% contro 19,6%).
  • La violenza sessuale è più comune tra le italiane (21,5% contro 16,2%).
  • Le straniere sono più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%).
  • Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%), e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

Autori delle violenze:

  • Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.
  • Gli autori di molestie sessuali sono sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Violenza sessuale precoce:

  • Il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni.

Coinvolgimento dei figli:

  • Aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito a episodi di violenza sulla madre (dal 60,3% nel 2006 al 65,2% nel 2014) tra le donne con figli.

Situazioni particolari:

  • Donne separate o divorziate hanno subito violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%).
  • Donne con problemi di salute o disabilità: il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi ha subito violenze fisiche o sessuali.
  • Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio per le donne con problemi di salute (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

Questi dati mettono in evidenza l’ampia portata della violenza contro le donne e la necessità di affrontare questa piaga sociale con interventi mirati e politiche di prevenzione.

donne vittime di violenza

Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006.

Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%).

Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza.

Più spesso considerano la violenza subita un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%).

Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri anti violenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%).

La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine.

Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.

Si segnalano però anche elementi negativi.

Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014).

Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014).

Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

3 milioni 466 mila donne hanno subito stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne.

Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subito dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

Come vedete è spaventoso il rapporto che viene illustrato anche se c’è un aspetto positivo che riguarda la crescita delle denunce perché le donne scelgono di denunciare di più rispetto al passato, e questo è un dato positivo, la scelta di farsi aiutare e di non subire questi soprusi.

Purtroppo un terzo delle donne non parla con nessuno dell’accaduto.

donne vittime di violenza

Ecco una schematizzazione dei dati forniti:

Tendenze Positive:

  • Le violenze fisiche o sessuali sono diminuite dal 13,3% al 11,3% negli ultimi 5 anni.
  • Diminuzione delle violenze fisiche e sessuali da partner/ex partner (dal 5,1% al 4% per la violenza fisica e dal 2,8% al 2% per la violenza sessuale).
  • Calo delle violenze da non partner (dal 9% al 7,7%).
  • Studentesse che subiscono meno violenze (dall’11,9% al 17,1% per ex partner, dal 2,4% al 5,3% per partner attuale e dal 22% al 26,5% per non partner).
  • Riduzione della violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%) quando non affiancata da violenza fisica e sessuale.
  • Maggiore consapevolezza delle donne sulla violenza come reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner).
  • Aumento delle denunce alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%).
  • Maggiori donne che parlano con qualcuno dell’accaduto (dal 67,8% al 75,9%).
  • Crescente utilizzo dei servizi specializzati, centri anti-violenza e sportelli (dal 2,4% al 4,9%).

Tendenze Negative:

  • Gli stupri e i tentati stupri rimangono stabili al 1,2%.
  • Aumento delle violenze gravi, inclusi quelli che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da parte di partner).
  • Un aumento delle donne che temono per la propria vita (dal 18,8% nel 2006 al 34,5% nel 2014).
  • Maggior gravità delle violenze da parte dei non partner.
  • Un terzo delle donne non parla con nessuno dell’accaduto.

Statistiche sullo stalking:

  • 3.466.000 donne hanno subito stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne.
  • Di queste, 1.524.000 l’hanno subito dall’ex partner, mentre 2.229.000 da persone diverse dall’ex partner.

In generale, questi dati evidenziano progressi positivi nella lotta alla violenza contro le donne, ma anche sfide persistenti che richiedono ulteriori sforzi per prevenirle e affrontarle efficacemente.

A breve, l’Istat fornirà nuovi dati ma l’ultima rilevazione (del 2002) parla di:

  • oltre 3 milioni e mezzo di donne che hanno subito molestie fisiche,
  • 4 milioni che denunciano atti di esibizionismo e altrettanti pedinamenti,
  • quasi 4,5 milioni le telefonate oscene,
  • 4,6 milioni le molestie verbali.

Le molestie sessuali avvengono solitamente sono ad opera di:

  • estranei (58,2%),
  • per la strada (19%),
  • sui mezzi di trasporto pubblici (31,6%),
  • sul posto di lavoro (12,1%),
  • in pub o in discoteca (10,5%).

Gli stupri e i tentati stupri sono commessi da:

  • estranei in assoluta minoranza (3,5%),
  • più frequentemente da amici (23,8%),
  • conoscenti (12,3%),
  • fidanzati o ex fidanzati (17,4%),
  • mariti o ex mariti (20,2%).

Il luogo delle violenze sessuali:

  • il 21% delle violenze sessuali avviene per strada
  • il 14% in auto;
  • il 65% a casa propria o di amici e parenti.

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I ricatti sul lavoro

I 900 mila ricatti sessuali sul lavoro avvengono al momento dell’assunzione o per la carriera e si verificano nei momenti in cui le donne si trovano più in difficoltà.

Subiscono più ricatti:

  • le donne disoccupate,
  • le lavoratrici indipendenti,
  • le impiegate.

Tuttavia, unica nota positiva, dal 1997 al 2002 le molestie fisiche sessuali e i tentati stupri sono diminuiti.

Probabilmente per effetto dell’azione dei centri anti violenza, per le novità legislative, per l’approccio al fenomeno da parte delle donne.

donne vittime di violenza

Nel contesto dei ricatti sessuali sul lavoro, è importante sottolineare i seguenti punti chiave:

  • Ogni anno, si registrano circa 900.000 casi di ricatti sessuali sul lavoro.
  • Questi ricatti si verificano spesso al momento dell’assunzione o durante l’avanzamento di carriera delle donne.
  • Le donne che si trovano in situazioni di disoccupazione, lavoratrici indipendenti o impiegate possono essere particolarmente vulnerabili a questo tipo di abuso.
  • È incoraggiante notare che, nel periodo compreso tra il 1997 e il 2002, le molestie fisiche e sessuali e i tentati stupri sono diminuiti.
  • Questa riduzione potrebbe essere attribuita all’azione dei centri anti-violenza, alle nuove leggi introdotte e all’approccio più consapevole e determinato delle donne nel combattere il fenomeno.

Questi dati evidenziano l’importanza della prevenzione e del sostegno alle vittime di ricatti sessuali sul luogo di lavoro, nonché della promozione di ambienti di lavoro sicuri e rispettosi.

La consapevolezza e la lotta contro la violenza di genere sono fondamentali per garantire che le donne possano lavorare in condizioni di uguaglianza e dignità.

Il coniuge violento

donne vittime di violenza
Beaten women on a floor with her torturer

Esperti della Commissione europea sui temi di violenza sulle donne, hanno sottolineato come l’attuazione della legge sull’allontanamento del coniuge violento non è adeguatamente monitorata.

È essenziale che la politica stanzi nella finanziaria dei fondi per realizzare l’osservatorio sulla violenza domestica, da molti anni richiesto dalle associazioni di tutela delle donne vittime di violenza.

Hanno anche sollecitato interventi per una maggiore formazione su questo tema delle forze di polizia per gestire meglio le situazioni e non sottovalutarle.

La violenza non può essere sconfitta se non diviene una priorità a tutti i livelli.

La volontà politica si esprime attraverso leggi, piani nazionali di azione, allocazione di risorse in differenti settori di intervento dalla giustizia alle politiche sociali, ai servizi.

La situazione dei coniugi violenti è una questione estremamente seria e richiede un impegno concreto da parte delle istituzioni e della società nel suo complesso per affrontarla efficacemente.

Di seguito sono riportati alcuni punti chiave:

  1. Monitoraggio dell’attuazione della legge sull’allontanamento del coniuge violento: Gli esperti della Commissione europea hanno evidenziato la necessità di un monitoraggio accurato dell’applicazione di questa legge. È fondamentale che le leggi esistenti vengano effettivamente applicate e che ci siano sanzioni adeguate per coloro che le violano.
  2. Fondi per l’osservatorio sulla violenza domestica: La richiesta delle associazioni di tutela delle donne vittime di violenza di istituire un osservatorio sulla violenza domestica è importante. Questo tipo di organismo può raccogliere dati, condurre ricerche e fornire supporto alle vittime. L’allocazione di risorse finanziarie è essenziale per garantire il suo funzionamento efficace.
  3. Formazione delle forze di polizia: È importante che le forze di polizia ricevano una formazione adeguata sulla gestione delle situazioni di violenza domestica. Questo include la comprensione delle dinamiche abusive, l’ascolto empatico delle vittime e l’adozione di misure appropriate per proteggerle.
  4. Priorità politiche: La violenza domestica deve essere una priorità a tutti i livelli politici. Ciò si traduce in leggi adeguate, piani nazionali di azione, risorse finanziarie adeguate e servizi di supporto alle vittime.

La lotta contro la violenza domestica richiede un impegno costante da parte di tutti, affinché le donne vittime di violenza possano vivere in condizioni di sicurezza e dignità.

È un problema che riguarda l’intera società e deve essere affrontato con determinazione e sensibilità.

donne vittime di violenza

Conclusioni

La violenza contro le donne è una questione che richiede l’impegno e l’attenzione di tutti noi. Non possiamo ignorare o girare dall’altra parte di fronte a questa realtà dolorosa.

L’impegno per combattere la violenza contro le donne deve essere una priorità per la società nel suo complesso.

Ognuno di noi può contribuire a far sì che le donne vivano libere dalla violenza, promuovendo la consapevolezza, offrendo sostegno a coloro che ne hanno bisogno e sostenendo le organizzazioni e le istituzioni che lavorano per prevenire e affrontare questo problema.

Non dobbiamo restare indifferenti, ma dobbiamo agire con compassione e determinazione per creare un mondo in cui tutte le donne possano vivere senza paura e violenza.

Sono con te in questa causa importante e spero che la consapevolezza e l’impegno crescano sempre di più per porre fine a questa ingiustizia.

Ora è importante che tu non sia indifferente e se conosci delle persone che subiscono violenze di qualsiasi tipologia non puoi e non devi “girarti dall’altra parte”.

Deve esserci un impegno di tutti e una attenzione costante verso un tema così delicato e che interessa tutte le donne del mondo.

Non restare indifferente!

Io sono con te

Street Fight Mentality

Andrea

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

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