Plastic Knuckle, il portachiavi plastico da self defence.
Ultra leggero il portachiavi da difesa personale è uno degli ultimi strumenti compatti di autodifesa uscito in questi ultimi anni negli USA .
È un tirapugni che è stato progettato per essere trasportato in ogni momento.
Incredibilmente facile da usare, la stinger può essere implementato ovunque.
La punta dello strumento è in grado di moltiplicare in modo significativo la forza che ci metti dentro, allineandosi con il braccio per un colpo potente.
Lo puoi trasportare in maniera discreta e può stare in una tasca, legato alle chiavi, o nella borsa.
Il Plastic Knuckle è un portachiavi da autodifesa tattico, una attrezzatura per la sicurezza personale come protezione individuale.
Un dispositivo da combattimento e sopravvivenza per le ragazze e le donne ma chiaramente anche da un uomo.
Un derivato del Knuckledusters o Brass Knuckles più leggero e semplificato ma comunque un amplificatore di potere.
Le caratteristiche e i dettagli del Plastic Knuckle:
- Compatto e ultra portatile.
- Punta del naso efficacemente si concentra e moltiplica il proprio forza.
- Facile da trasportare e la posizione in modo efficace.
- Dimensioni : 6 x 4 x 1 cm
- Realizzato in materiale plastico composito ad alta resistenza (non metallo).
- Colori: nero / bianco / blu / caffè / rosso ( scegliere o casuale )
- Peso : ( 30 g )
Legge in Italia
In Italia il tirapugni non viene considerato “Arma impropria” ma “Arma Bianca Propria” (art. 585 C.P.), in quanto è costruito per il solo scopo di offendere la persona.
Pertanto, come precisato nel sito della Polizia di Stato, per l’acquisto e la sua detenzione è necessario essere titolari di apposita licenza di polizia (Porto D’armi o Nulla Osta), nonché denunciarlo all’ufficio di Pubblica Sicurezza competente per territorio.
Inoltre essendo arma di cui è vietato in assoluto il porto (averlo con se al di fuori dell’abitazione, art. 4 L. 110/1975), per l’importazione dello stesso è necessaria una apposita licenza del Prefetto.
Recentemente vi sono state molte erronee interpretazioni della L. 204/2010 con la quale sono state apportate molte modifiche in materia di armi.
In merito si consiglia di consultare la circolare del Ministero Dell’Interno n. 557/PAS/10900(27)9 del 24/06/2011 che chiarisce le modifiche apportate, nonché precisa l’obbligo della denuncia della Armi Bianche Proprie ai sensi dell’art. 38 del T.U.L.P.S.
In caso si tratti di arma antica (prodotta prima del 1890) e presenti un difetto ineliminabile della punta e del taglio o comunque sia inidoneo a recare offesa, detenzione e trasporto sono consentiti senza licenza e senza autorizzazione.
Plastic Knuckle
Questo portachiavi per la difesa personale è un amplificatore di dolore che devi legare alle chiavi di casa, le chiavi della macchina, la chiavetta del caffè, al telecomando del garage, ecc.
Questi sono strumenti che devono essere sempre disponibili all’uso, buttati dentro una borsa non servono a nulla.
Il prezzo del plastic knuckle molto contenuto permette un acquisto multiplo per poterlo regalare a più persone e soprattutto poterlo avere con più oggetti che hai sempre con te per averlo sempre pronto all’uso.
Attenzione che non è ben chiaro se sia realmente trasportabile legalmente con la legislatura italiana, quindi il rischio è di prendere una denuncia.
Stay Tuned!
Street Fight Mentality
Andrea
Ps. Se ti servono scrivimi una mail.
Ho trovato molto interessante il tuo articolo e lo condivido al 90%.
Pratico il Wing Chun da qualche anno ed essendomi trovato in una situazione di pericolo, ho risolto brillantemente la situazione neutralizzando efficacemente tre avversari veramente poco raccomandabili.
Cmq è vero, l’aspetto psicologico in certe situazioni influisce moltissimo.
Io in certe situazioni divento freddo, ma capisco che non è così per tutti.
Lo sparring aiuta, ma la situazione reale è sempre un’altra cosa.
Soprattutto devi mettere in pratica delle tecniche che non puoi certo utilizzare nello sparring, perché tendenzialmente letali.
Le arti msarziali dovrebbero aiutarti a formare la tua concentrazione e la determinazione necessaria da adottare in certi casi.
Le arti marziali che hai citato sono molto efficaci, pur avendo qualche dubbio sul Krav Maga.
Se uno mi punta una pistola o un coltello, io gli consegno il portafogli e tutto quello che lui desidera, e se ne ho la possibilità me la svigno a gambe levate.
Non è vigliaccheria, bensì intelligenza, perché sai bene che non esiste nessuna arte marziale che t’insegna ad essere più veloce di un proiettile e più efficace di un coltello.
Ovviamente in guerra è tutta un’altra cosa…ti difendi pur sapendo che cmq sei morto.
Ciao Roberto, mi fa piacere che trovi degli spunti interessanti per il tuo percorso marziale.
In diversi articoli ho parlato dell’analisi del contesto e dell’aspetto psicologico sotto stress, sicuramente la reazione sotto minaccia di armi è qualcosa che richiede una grande abilità e soprattutto è qualcosa da fare se non vedi una via di uscita ma queste sono cose ormai risapute e l’obiettivo è sempre quello di torare a casa con le proprie gambe e non dimostrare che sei forte o coraggioso.
Una sitauzione reale è molto diversa rispetto a quello che avviene in un ambiente controllato come la palestra anche se ripeto quello è l’ambiete in cui devi allenarti.
Per quanto riguarda il tuo dubbio sul Krav Maga è un dibattito aperto da molto tempo ma avendo a che fare con professionisti ho spesso incontri con istruttori di Krav Maga e il lavoro che fanno sulla prevenzione, sull’analisi del contesto, De-Escalation dei conflitti, sono tematiche che non vengono praticate in molte altre arti, come anche il maneggio delle armi da fuoco.
Parlo sempre nei miei articoli di specializzazioni e credo che sia corretto riconoscere il lavoro che viene fatto nei propri ambiti di competenza.
Ps. In ogni arte marziale ci sono dei ciarlatani e dei truffatori, ultimamente ho scritto anche un articolo a riguardo proprio con un focus sulla difesa personale perchè è proprio quello un ambito preoccupante perchè si possono mettere a rischio le vite delle persone.
Considera che il mio approccio (a meno di vedere delle stupidaggini) non è mai prevenuto nei confronti delle arti o dei sistemi, perchè è l’uomo che fa la differenza, non l’arte.