domenica, Maggio 19, 2024
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Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell’auto quando ferma qualcuno?

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell'auto quando ferma qualcuno?

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell’auto quando ferma qualcuno?

Perché i poliziotti americani toccano il fanalino posteriore o il retro dell’auto quando fermano qualcuno?

Cosa si nasconde dietro questo gesto in apparenza senza importanza e più in là nel post ti spiegherò perchè può essere utile in alcuni casi anche per un cittadino comune.

Si tratta di una procedura, ed è qualcosa che non fanno solo gli americani.

Nell’accademia di Polizia vengono formati quando fermano un’auto a toccare il fanalino di coda, il bagagliaio o il paraurti quando ci avviciniamo all’auto per diversi motivi.

La cosa più importante, secondo gli istruttori, è assicurarsi che una o più impronte digitali dell’ufficiale rimangano su quel veicolo in modo che gli investigatori possano sempre stabilire una connessione fisica tra l’ufficiale e quel veicolo in caso di incidente critico o nell’eventualità in cui l’agente dovesse rimanere gravemente ferito o ucciso (sparatorie, incidenti stradali e così via).

Gli istruttori insegnano a mettere sempre le mani sul lato del veicolo vicino alla parte posteriore ma NON sul retro.

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell'auto quando ferma qualcuno?

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell’auto quando ferma qualcuno?

Mai sul retro perchè significa che sei sulla linea di marcia del veicolo.

E’ importante toccare il veicolo rimanendo di lato per evitare che l’agente possa essere investito in caso di retromarcia.

Ci sono diverse riprese dalle dash cam dove l’agente ferma un veicolo sospetto e si è schiantato in retromarcia contro l’auto di pattuglia proprio mentre l’agente o gli agenti si stanno avvicinando.

Se si osservano i video l’impatto è stato abbastanza forte da far scoppiare gli air bag e rompere il radiatore, pensa se l’agente fosse in mezzo tra le due auto.

A volte sono eventi voluti di un criminale che vuole colpire l’auto e poi darsi alla fuga, altre volte si tratta di persone anziane dove essendo auto con il cambio automatico nell’agitazione invece di mettere l’auto in folle (posizione P) è stato posizionato inavvertitamente in retromarcia e presi dal panico quando hanno tolto il piede dal freno hanno premuto sull’acceleratore.

Se l’agente si fosse avvicinato dalla parte posteriore e non leggermente di lato sarebbe stato schiacciato.

Inoltre la mano appoggiata permette di sentire le vibrazioni, anche un micro movimento anticipando se necessario lo spostamento e lasciando sulla vettura le impronte digitali come prova della fuga, oltre comunque i filmati video, ecc.

I criminali sono molto creativi e quando seguono un sospetto e lo fermano alcuni di questi hanno commesso crimini feroci e sono armati.

E’ pieno di filmati di persone che quando l’agente si avvicina all’auto sparano.

Toccare il cofano serve per lasciare le impronte ma anche darsi del tempo per osservare cosa fa la persona dentro l’abitacolo, se è agitata, dove ha le mani, quanti sono dentro l’auto o il furgoncino, ecc.Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell'auto quando ferma qualcuno? Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

I poliziotti toccano anche il baule per assicurarsi che il bagagliaio sia chiuso.

Un bagagliaio o una porta posteriore di un furgone semi aperti, significa che sono stati aperti può significare che qualcuno sia lì appostato pronto per saltare fuori o sparare non appena ci passi davanti e ti avvicini alla parte anteriore del veicolo.

Purtroppo non è la prima volta che un poliziotto tocca l’auto verso cui si avvicina una pistola sguscia fuori dal finestrino e gli viene puntata contro se non addirittura viene fatto fuoco.

La persona nel veicolo spara e lo uccide ed è anche per questo che l’agente resta spostato indietro rispetto al fianco della persona fermata per non dare una linea di tiro pulita e comunque riuscire a vedere tutti i movimenti della o delle persone fermate.

In alcuni paesi queste operazioni sono comunque complesse e ad alto rischio, non è una semplice routine quotidiana.

Un’ altro posto molto gettonato per toccare l’auto è il tetto vicino finestrino lato guida per permettere  all’agente nel caso che l’auto fosse molto sporca per scegliere dove lasciare la propria impronta o meglio nella zona meno sporca dell’auto controllata.

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell'auto quando ferma qualcuno?

Per un cittadino civile cosa significa toccare l’auto.

Nel caso di un cittadino civile che si trova per esempio in un alterco con uno sconosciuto, magari per un parcheggio, o per altre discussioni, il fatto di toccare l’auto del tuo aggressore in un punto preciso può essere utile per lasciare anche in questo caso un impronta, come anche cercare di memorizzare subito il modello, colore e targa del veicolo.

Oppure passo carraio di notte, arrivi davanti al tuo portone, non c’è il conducente segna targa e colore, fai una foto, tocca l’auto in un punto preciso, scrivi un messaggio a un amico, se arrivano in 4 ubriachi e ti pestano di botte e sopravvivi queste sono prove.

Se non fai questo prima anche se ti salvi potresti non ricordare il colore perchè era notte, non sai la targa, ecc.

La difesa personale è tutto quello che c’è prima dopo è combattimento o fuga e sopravvivere fa parte delle tue abilità.

In caso di aggressione casuale in giro le tue impronte sarebbero sull’auto del tuo aggressore, e in caso di situazioni di reati gravi potrebbero essere tutte prove in fase probatoria di giudizio.

L’istruzione probatoria è quella parte della fase istruttoria che si occupa di raccogliere le prove necessarie al fine di decidere sulle questioni individuate e discusse in sede di trattazione.

Riassumendo, la pratica della polizia di toccare il fanalino posteriore o il retro dell’auto durante un fermo ha diverse ragioni storiche e operative:

  1. Evidenza fisica: Toccando la parte posteriore dell’auto, l’ufficiale lascia le proprie impronte digitali sul veicolo. In caso si verificasse un incidente o ci fossero circostanze sospette riguardo al fermo, le impronte dell’ufficiale potrebbero servire come prova che egli ha effettivamente interagito con quel veicolo specifico.
  2. Rituali e abitudini: Alcuni agenti di polizia sono stati formati per toccare la parte posteriore delle auto fermate come parte di una routine di sicurezza. Questa abitudine può servire per assicurarsi che il bagagliaio sia chiuso (evitando la possibilità che qualcuno emerga inaspettatamente da esso) e anche per distogliere la propria attenzione momentaneamente, cosa che può aiutare a ridurre la tensione durante un fermo.
  3. Distrazione: Toccando l’auto, l’ufficiale potrebbe distrarre l’attenzione del conducente. Questo momento di distrazione può dare all’ufficiale un piccolo vantaggio temporale se il conducente ha intenzioni ostili.

E’ importante notare che non tutti gli agenti di polizia seguono questa pratica, e le ragioni per farlo possono variare da un dipartimento all’altro o da un paese all’altro e con l’avvento delle telecamere montate sul corpo degli agenti (body cam) e sulle loro auto, alcune delle ragioni tradizionali per toccare il retro di un veicolo potrebbero non essere più rilevanti come una volta.

Conclusioni

Perché la polizia tocca il fanalino posteriore o il retro dell’auto quando ferma qualcuno?

Ora sai che un gesto apparentemente senza significato racchiude in se molta ma molta importanza.

Quindi questa gestualità di toccare l’auto è voluta e con più significati di controllo / precauzione e se durante il controllo da parte del poliziotto il fermato scappasse, al momento della cattura la polizia potrà avvalorare la fuga dalla presenza dell’impronta del poliziotto sul fanalino dell’auto tutto questo al cospetto del giudice oltre ai filmati della dash cam se sono disponibili.

La pratica degli agenti di polizia di toccare il fanalino posteriore o il retro di un’auto durante un fermo deriva da diverse ragioni, sia storiche che operative.

Questo gesto, originariamente introdotto come misura di sicurezza e come modo per lasciare una traccia fisica dell’interazione, ha assunto con il tempo anche un valore rituale e di distrazione.

Tuttavia, con le moderne tecnologie e le telecamere sempre più presenti nelle operazioni di polizia, l’importanza e la prevalenza di questa pratica potrebbero evolversi o diminuire.

Come per molte tradizioni operative, il suo uso può variare a seconda del contesto e delle preferenze individuali dell’agente.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

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