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Street vs Sport, il dibattito continua

MMA UFC Diaz Mc Gregor

Street vs Sport, il dibattito continua!

Già su questo argomento ne ho parlato in un post alcuni anni fa “Street Vs Sport, il falso problema che divide” ma sembra che non basti mai.

Ogni volta ricompaiono le solite discussioni a cui non partecipo mai perchè mi annoiano soprattutto sui forum sulle arti marziali dove di questi tempi leggo che questo dibattito rimane sempre aperto.

Il dibattito tra “Street” e “Sport” nelle arti marziali è effettivamente un argomento che genera discussioni frequenti e appassionate.

Questa dicotomia si concentra sulle differenze tra l’addestramento e l’applicazione delle arti marziali in un contesto sportivo rispetto a quello reale, come per la difesa personale nelle situazioni di strada.

Da un lato, lo “Sport” si focalizza sull’applicazione delle arti marziali in un contesto competitivo, con regole e strutture specifiche.

Questo include discipline come il judo, il taekwondo, il karate sportivo e le arti marziali miste (MMA) in un contesto di gara. L’allenamento è spesso orientato verso la vittoria in competizioni, con un’enfasi su aspetti come la tecnica, la tattica, la forma fisica e lo spirito sportivo.

Dall’altro lato, la “Street” si riferisce all’uso delle arti marziali in scenari reali di autodifesa, dove non ci sono regole e l’obiettivo primario è la sopravvivenza o la difesa.

Questo aspetto delle arti marziali si concentra più sull’efficacia in situazioni imprevedibili e potenzialmente pericolose, come un’aggressione in strada.

L’allenamento può includere tecniche per neutralizzare rapidamente un avversario, la consapevolezza della situazione, e strategie per evitare o gestire i conflitti.

Il dibattito tra questi due aspetti è complesso. I sostenitori del “Sport” spesso sostengono che la competizione fornisce un’eccellente preparazione fisica e mentale, mentre coloro che preferiscono l’approccio “Street” evidenziano l’importanza dell’efficacia in situazioni reali e imprevedibili.

In realtà, molti praticanti e istruttori cercano un equilibrio ma preferisco usare una interconnessione tra questi due aspetti, riconoscendo che entrambi hanno valore e possono contribuire allo sviluppo complessivo di un artista marziale.

L’allenamento può essere adattato per incorporare sia elementi sportivi che tecniche più orientate alla realtà della strada, creando un approccio più olistico alle arti marziali.

Trovo assurdo questo approccio, così slegato delle due aree, che chiaramente sono diverse e richiedono metodi di allenamento differenti ma che comunque nel caso della difesa personale, per essere efficaci devono essere testate attraverso lo sport e le sue metodologie più le variabili che sono insite nella strada come:

L’approccio che integra entrambi gli aspetti riconosce che, sebbene ci siano differenze significative nelle finalità e nei metodi di allenamento, l’efficacia nella difesa personale può essere massimizzata combinando gli elementi di entrambi.

In questo contesto integrato, il lato sportivo delle arti marziali contribuisce con l’allenamento strutturato, le tecniche raffinate, e la resistenza fisica e mentale sviluppata attraverso la competizione.

Questi elementi sono cruciali per affinare le abilità marziali e per sviluppare reattività, velocità, e resistenza.

La competizione sportiva, pur essendo in un ambiente controllato con regole precise, fornisce preziose esperienze nella gestione dello stress e nella misurazione delle proprie abilità contro un avversario resistente.

D’altra parte, l’approccio “Street” enfatizza l’adattamento di queste abilità a scenari più imprevedibili e pericolosi, tipici di situazioni reali di difesa personale.

Questo include considerazioni come:

  1. Ambiente: L’addestramento dovrebbe includere scenari in ambienti diversi, come luoghi chiusi, spazi aperti, e superfici irregolari.
  2. Armi: Prepararsi a difendersi contro aggressori armati e, se legalmente e moralmente giustificato, l’uso di armi per la difesa personale.
  3. Numero di aggressori: Tecniche e strategie per affrontare situazioni in cui si è in inferiorità numerica.
  4. Tempi e Distanze: Adattare le tecniche a situazioni dinamiche e imprevedibili, dove il tempismo e il controllo della distanza sono cruciali.

Integrare questi elementi con l’allenamento sportivo offre un approccio più completo e realistico alle arti marziali.

Per esempio, un artista marziale può partecipare a competizioni per sviluppare abilità tecniche e resistenza, ma anche partecipare a seminari o corsi specializzati in difesa personale che includono scenari di strada.

Questo approccio bilanciato riconosce che, mentre lo sport fornisce una piattaforma per testare e affinare le abilità in un contesto competitivo, la difesa personale richiede una comprensione più profonda delle variabili e delle dinamiche uniche presenti in scenari reali.

Combattere in una gabbia o su un tatami è molto diverso dal difendersi in un vicolo buio o in una situazione di aggressione improvvisa, ma le competenze sviluppate in entrambi gli ambienti possono essere complementari e reciprocamente benefiche.

Self DefenceOgni tanto sembra di tornare negli anni 90′, ero un ragazzino e quando nacquero i primi forum su internet ancora con il modem lentissimo e tutto a testo senza grafica e stavano diventando popolari le discussioni di “street vs. sport”.

In quegli anni Matt Thornton e Burton Richardson sono stati due dei più grandi sostenitori dell’allenamento in stile sportivo in ottica di difesa personale, era ancora l’inizio e non avevano ancora bene le idee chiare ma intuivano che quella era la strada corretta per non finire nella supposizione e simulazione tecnica.

Con il primo UFC nel 1993, la gente ha visto come i grapplers e gli artisti marziali misti stavano distruggendo a terra gli artisti delle arti marziali tradizionali.

Dopo quasi 25 anni anche le MMA sono cambiate e gli artisti marziali di oggi sono molto diversi da quelli già solo di 10 anni fa.

Inutile dirlo ma la pratica e le competizioni sportive fanno evolvere l’arte, rendendola dinamica e adattandola, evolvendola non solo da un punto di vista tecnico, ma delle metodologie di allenamento, della preparazione atletica e delle attrezzature.

Tutto questo è fantastico!

La maggior parte dei praticanti di arti marziali tradizionali ha voluto chiudere gli occhi e non guardare, ha fatto finta che i loro stili tradizionali fossero più efficaci di quelli che si erano adattati alla realtà del combattimento.

Il loro errore è stato non adattarsi a quello che sono le reali dinamiche del combattimento, facendo restare immobile la loro arte che merita sicuramente di più di questo atteggiamento chiuso e ottuso.

Quelli che si arroccavano agli stili tradizionali spesso usavano l’argomento “street vs. sport” sostenendo che il loro stile era stato progettato per la strada dove non c’erano regole ed erano troppo mortali le loro tecniche per essere usate sul ring.

Questi argomenti andarono avanti per anni, e la folla di artisti marziali tradizionali per lo più perse per non riuscire ad adattarsi al giusto cambiamento che stava avvenendo pur mantenendo fede alla tradizione.

Street vs Sport

MMA (Mixed Martial Arts)

L’ascesa delle Mixed Martial Arts (MMA) e l’influenza che ha avuto sul modo in cui le arti marziali sono praticate e percepite oggi.

Lyoto Machida e Georges St-Pierre sono esempi eccellenti di come gli artisti marziali possano integrare con successo le discipline tradizionali nelle MMA.

Nelle MMA è il campione Lyoto Machida che arriva dal Karatè Shotokan che ancora insegna, ma ce ne sono altri come come George Saint Pierre che viene dal Karatè Kyokushin, riuscendo a far convivere insieme la tradizione e l’adattamento all’evoluzione marziale che era in atto.

Machida, con le sue radici nel Karate Shotokan, e St-Pierre, proveniente dal Karate Kyokushin, hanno dimostrato che le tecniche tradizionali possono essere efficacemente adattate e applicate in un contesto di MMA.

Questo adattamento non solo mostra rispetto per la tradizione, ma dimostra anche una comprensione profonda dell’evoluzione delle arti marziali.

I metodi di allenamento e l’approccio all’arte sono evoluti moltissimo ma pochi lo hanno recepito e non solo nelle arti marziali tradizionali.

Street vs Sport, il dibattito continua Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Perché i Fighter di MMA Vincono

Da quel momento l’MMA è diventata sempre più popolare e la maggior parte delle persone considera oggi le arti marziali tradizionali con un minimo di scetticismo, di solito giustamente.

Anche chi non si orienta verso le MMA comunque pratica Muay Thai o Pugilato , se non il Jiu Jitsu brasiliano ma si è sempre più allontanata dai metodi tradizionali se non per una passione personale di studio che comunque rispetto perchè deve essere un piacere la pratica ma non deve contenere mai illusioni o menzogne.

La popolarità crescente delle MMA è attribuibile a diversi fattori:

  1. Versatilità: Gli atleti di MMA si allenano in diverse discipline, come il jiu-jitsu brasiliano, il Muay Thai, e il pugilato. Questa versatilità li rende preparati a qualsiasi scenario di combattimento.
  2. Adattabilità: La capacità di adattare tecniche da varie arti marziali per affrontare diversi tipi di avversari è fondamentale nelle MMA.
  3. Allenamento Intensivo: L’allenamento nelle MMA è rigoroso e completo, con un’enfasi sulla forza, resistenza, tecnica e tattica.
  4. Test delle Abilità in Condizioni Reali: A differenza di alcune arti marziali tradizionali, le MMA mettono costantemente alla prova le abilità degli atleti in condizioni che simulano combattimenti reali.

Impatto sulle Arti Marziali Tradizionali

Con la popolarità delle MMA, si è assistito a un certo scetticismo verso le arti marziali tradizionali.

Molti vedono le discipline tradizionali come meno pratiche o efficaci in situazioni di combattimento reale rispetto alle tecniche utilizzate nelle MMA.

Tuttavia, questo non significa che le arti marziali tradizionali non abbiano valore.

Molte di queste discipline enfatizzano aspetti come la disciplina, la storia, la spiritualità e la forma, che sono elementi importanti per molti praticanti.

Equilibrio tra Tradizione e Modernità

La chiave per i praticanti di arti marziali potrebbe essere trovare un equilibrio tra il rispetto per la tradizione e l’apertura all’evoluzione e all’adattamento delle arti marziali.

Mentre è essenziale mantenere l’integrità delle discipline tradizionali, è altrettanto importante rimanere aperti all’evoluzione delle tecniche di combattimento e all’integrazione di nuove metodologie di allenamento.

L’ascesa delle MMA ha innescato una riflessione critica sulle pratiche e i metodi delle arti marziali tradizionali, stimolando un dibattito su come queste possano evolversi e adattarsi in un mondo in continua trasformazione.

Questo processo di evoluzione non dovrebbe essere visto come una minaccia alla tradizione, ma piuttosto come un’opportunità per arricchire e ampliare la pratica delle arti marziali nel suo insieme.

Ci sono due ragioni principali per cui molti combattenti arti marziali miste (MMA) battono facilmente i praticanti di arti marziali tradizionali (TMA):

1 – I metodi di allenamento

L’allenamento MMA e l’allenamento nello sport che tipicamente compongono MMA (Pugilato, Muay Thai, Wrestling, BJJ, ecc.) sono i migliori che ci siano.

In questi stili le persone si allenano contro avversari che resistono pienamente, non c’è cooperazione.

La maggior parte dell’addestramento nelle arti marziali tradizionali ma non solo, d’altro canto, comporta spesso l’esecuzione di esercitazioni in solitario e drills con partner già prestabiliti.

Questo allenamento non ti prepara a combattimenti reali.

Se vuoi imparare come combattere, devi allenarti contro avversari che non collaborano e resistono completamente.

Devi farlo in tutte le aree di lavoro (in piedi, dal clinch, a terra e le tre insieme).

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2 – La scarsa tecnica

La seconda ragione per cui i praticanti di arti marziali tradizionali (TMA)  sono spesso facili da battere per i fighter di MMA è per la loro scarsa tecnica.

Quando la formazione non è realistica e ci si allenano solo con membri del proprio stile, si sviluppano tecniche molto inefficaci, che non funzionano sotto la pressione reale e non collaborativa di un avversario, con delle dinamiche, angoli di attacco e timing differenti.

Ps. Bruce Lee aveva ragione con le sue intuizioni, è stato un precursore delle MMA.

Ora mi chiedo perchè usare metodi di allenamento sviluppati centinai di anni fa e usarli ancora oggi con tutte le conoscenze che ci sono oggi e le possibilità?

Non fare evolvere l’arte le ha rese inadatte a quello che è oggi il combattimento.

street vs sport

Le parate in blocco delle arti marziali tradizionali e le tecniche freeze

Questo non funzionerà in un contesto dove i colpi sono in combinazione e con ritmi e dinamiche differenti.

Sia il colpo singolo che il blocco sopra sono ottimi esempi delle tecniche orribili che si evolvono a seguito di un allenamento non realistico, per non parlare della completa mancanza di footwork.

Chi ti attacca con un solo colpo? e che magari conosci già anche che colpo ti tirerà? Lo trovo assurdo come approccio marziale nel 2019.

Quindi di nuovo l’MMA è il migliore, e l’argomento Street vs. Sport è risolto?

No, non si può risolvere così in fretta!

Solo perché molte delle persone delle arti marziali tradizionali e che usano “la strada” contro l’argomento sportivo e non sanno come combattere non significa che l’argomento non abbia almeno parzialmente delle valide ragioni di diversità tra sport e street.

Come ogni cosa, non è nero o bianco, ma è un insieme di sfumature.

Self Defence

Perché Street è diverso? Street vs Sport

La difesa personale di strada sono le vere MMA e richiede diversi componenti che lo sport non considera, e questi fanno la differenza nel mondo reale.

I più importanti di questi sono consapevolezza, inganno, tattiche / tecniche sporche e le armi proprie/improprie e improvvisate, l’ambiente, ecc.

La consapevolezza non viene insegnata o addestrata nelle MMA e negli sport da combattimento ma è estremamente importante per l’autodifesa dove lo scontro è l’ultima soluzione.

Sul blog ho parlato moltissimo di tematiche legate alla prevenzione perchè ripeto nella difesa personale l’ultima soluzione è lo scontro.

L’inganno e la sorpresa sono estremamente importanti per l’autodifesa e, se combinati con l’uso di tecniche e armi più dannose, può dare a una persona più piccola, più debole e meno abile la capacità di battere un combattente sportivo più grande, più forte e ignaro.

I fighter di MMA

I combattenti di MMA possono ovviamente imparare a essere più ingannevoli e usare tecniche più dannose, molti ne sono capaci perchè la loro formazione non è solo legata alla palestra ma dove sono cresciuti fin da bambini.

Ma per molti di loro poiché il loro addestramento non lo richiede, generalmente non fanno pratica con tecniche sporche e illegali del loro sport, e generalmente non sono preparati a difendersi contro di loro da attacchi illegali, armi, ecc.

Chiaramente sono atleti e fighter preparati ma c’è un concetto fondamentale che devi ricordare.

Combatti per come ti alleni!.

Ci sono regole nell’MMA e in ogni specifica competizione sportiva da combattimento, ma non è così nell’autodifesa.

Prova a leggere il regolamento dell’UFC riguardo tutto quello che è vietato fare, ecco, se è pericoloso per atleti di quel calibro immagina per una persona normale.

Le tecniche di autodifesa più rapide e più efficaci sono illegali nei combattimenti sportivi e questo cambia il modo in cui le persone combattono.

Street vs Sport, il dibattito continua Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Le regole nello sport

Il gioco di gambe che può accompagnare un colpo con le dita agli occhi (finger Jab) o uno schiaffo/calcio di punta all’inguine, ad esempio, non è molto efficace o utile nell’MMA dove vieni squalificato, o dove ci sono le protezioni, ecc.

In MMA e nello Sport ci sono classi di peso, e una donna di 65 Kg ha pochissime possibilità contro un uomo di 100 Kg, in gran parte a causa delle limitazioni tecniche del combattimento sportivo.

Il tipico allenamento in stile sportivo trascura completamente le tecniche più efficienti ed efficaci, insieme agli strumenti che le fanno funzionare al meglio dove per esempio la donna di 65 Kg spruzza il pepper spray all’uomo di 100 Kg e lo colpisce mentre non vede con la sua scarpa con il tacco che si è tolta per correre più veloce.

Forse la distinzione più importante è comunque l’uso di armi per strada e la presenza di più aggressori.

street vs sport

Nello sport non ci sono armi

Nella MMA non c’è solo l’addestramento alle armi, ma le tecniche e le posizioni che vengono allenate spesso portano un praticante MMA ad essere più vulnerabile ed esposto agli attacchi con armi.

Nell’autodifesa, l’uso e la difesa contro le armi dovrebbe rappresentare almeno metà della formazione.

È altamente improbabile che una persona venga attaccata da un singolo aggressore che è più piccolo, più debole e disarmato.

L’uso di armi per l’autodifesa porta a un enorme vantaggio e la capacità di difendersi da esse è fondamentale.

Un altro aspetto molto differente è legato alle dinamiche dove nello sport è più duellistico mentre in uno scontro o aggressione violenta è un attacco senza pause ed è qui che le abilità di footwork possono salvarti oltre che la tecnica e gli skill difensivi.

street vs sport

La soluzione

La formazione di MMA è di prim’ordine e tutti i professionisti dell’autodifesa dovrebbero adottare lo stesso approccio alla formazione.

Di contro le MMA sono gravemente carenti nelle aree di consapevolezza, inganno, due o più contro uno, spazi, tattiche sporche anche se qui ci sarebbe da fare alcune precisazioni e armi da taglio e da fuoco.

La soluzione è combinare i punti di forza di entrambe, finendo con le tecniche armate e disarmate più efficienti ed efficaci, con una formazione realistica e una strategia vincente che coinvolga consapevolezza e inganno.

Questa è l’autodifesa basata sulla realtà ma il problema spesso è che la competenza di chi insegna difesa personale negli sport da combattimento è davvero scarsa soprattutto se si parla di MMA dove ci sono diverse aree di competenza e di cui alcune come la lotta che hanno una notevole complessità formativa.

Per questo spesso ti ho parlato che devi studiare le aree di settore e non fare il qualunquista se vuoi imparare bene anche se non è facile trovare posti che hanno la multidisciplinarità.

La strada sono le vere MMA ma hai bisogno dello sport per testare le tue reali capacità!

Street vs Sport è un ancora un falso problema che divide.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality & Fight Sport

Andrea
Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea
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