mercoledì, Aprile 24, 2024
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Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche

attacchi di coltello

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche.

Il campo delle arti di combattimento e della difesa personale è afflitto da una grave sindrome, la percezione falsa e illusoria sulla questione degli attacchi con il coltello.

Oggi grazie alla possibilità di visionare filmati di attacchi di coltello è stato possibile analizzare che cosa accade realmente ed è qualcosa che voglio approfondire perchè è una responsabilità molto importante per un istruttore di difesa personale che spiega “il coltello” perchè non è un gioco la difesa personale e l’ho già ribadito in un articolo dove c’è un invasione di finti professionisti che hanno riempito la testa alle persone di assurdità mettendole in serio pericolo.

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

E’ stata fatta una analisi statistiche recenti di oltre 150 veri attacchi di coltello e illustrano la dura realtà:

1 – Il 71,1% degli attacchi con il coltello inizia con l’uso della mano libera dell’aggressore.

Questo cambia drasticamente le dinamiche e gli esiti dell’attacco, oltre a influire negativamente sulla reazione iniziale della vittima.

La reazione iniziale della vittima in difesa ha luogo al primo stimolo visivo che riceve, che è la mano libera dell’attaccante, e non il coltello, che può essere nascosto per l’uso nella seconda volta.

Con la mano libera, l’aggressore riesce a mantenere la vittima a una distanza di sicurezza in modo che non può controllare la mano che impugna il coltello e non sia in una buona posizione per colpirlo, così come cerca con la mano libera di afferrare la vittima rendendo la fuga impossibile.

Ancora, l’aggressore con la mano libera può esercitare molta pressione sul corpo della vittima afferrandolo per la giacca, il suo braccio, i suoi capelli, ecc.

Le statistiche dicono che oltre il 50% delle vittime cade al suolo sotto questa pressione.

Questo tipo di attacco utilizzando la mano libera viene chiamato Prison Yard Rush o  Prison Knife Rush.attacchi di coltello

ATTENZIONE!! Le arti marziali di solito considerano lo scenario di attacco senza affrontare l’uso primario della mano libera, senza considerare la parte non armata dell’aggressore e senza una vera pressione e violenza del gesto, la spinta, lo strattonare con forza, ecc. lasciano così lo studente dentro questa statistica ma andiamo a vedere il 28,9% dei casi di possibile attacco.

attacchi di coltello

2 – La maggior parte degli attacchi con il coltello è eseguita in maniera sleale e non SOLO nella forma.

Un aggressore non ti vuole fare vedere che è armato e mostra raramente il coltello prima dell’attacco a meno che la usi come minaccia, come equalizzatore a scopo di rapina o estorsione.

Un aggressore tiene l’arma in posizione nascosta fino all’ultimo momento.

Le statistiche dicono che l’80% degli aggressori ha un coltello nascosto. Gli aggressori inizialmente distraggono la vittima, costruiscono una “trappola” e poi lanciano un attacco da distanza ravvicinata con la violenza e determinazione.

Il 70,6% degli attacchi con coltello inizia ad una distanza di meno di un metro dalla vittima, lasciando poco spazio di reazione e di solito attacca con un serie di colpi ripetitivi (1-2 colpi al  secondo) principalmente sul lato sinistro del corpo della vittima.

Questo tipo di attacco è chiamato Macchina da cucire o in altro modo Prison Shanking.

attacchi di coltello

La durata:

Le statistiche dicono che il 55% degli attacchi è molto rapida eseguita con una raffica di colpi, in modo che la vittima non ha tempo di reazione e lo spazio (reazionario Gap) viene annullata.
Gli attacchi dei coltelli non durano a lungo, durano da 14 secondi a un minuto. In media, la maggior parte degli attacchi dura circa 23 secondi.

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

La dura realtà per il chi si difende da coltello:

  • Gli attacchi sono improvvisi e la vittima è sopraffatta dalla paura e dall’aggressione.
  • Probabilmente non vedrà il coltello prima dell’attacco e non sarà in grado di evitare l’attacco o di fuggire in tempo.
  • Ha pochissimo tempo e spazio per reagire e sviluppare un contrattacco.
  • Può non essere in grado di evitare il primo colpo ed è quasi certo che si ferirà.
  • In molti casi potrebbe anche non essere consapevole di essere stato ferito o in misura maggiore.
  • Non ha abbastanza tempo per estrarre un’arma difensiva, è squilibrato e può cadere a terra a causa della pressione.
  • I movimenti fisici sono limitati a causa dello stress, le abilità motorie fini sono perse e sono sostituite dalle abilità motorie grossolane.
  • I movimenti di precisione saranno impossibili e le complesse tecniche di autodifesa non possono essere implementate in modo efficiente.

Ora questi sono i fatti ed è da questo che devi partire!. Come hai letto e ti ripeto spesso non c’è niente di cavalleresco.

Knife Attack

La ricerca di Bleetman

La ricerca di Bleetman et al. (2003), nel Journal of Clinical Forensic Medicine, ci descrive che la maggior parte delle vittime di attacchi di coltello che vengono soccorse in un pronto soccorso degli ospedali  hanno ferite da taglio, principalmente al viso, con meno sull’arto superiore e sul tronco.

Solo l’11% che ha ferite multiple, cioè è stato ripetutamente pugnalato o tagliato.

A sessantasette soldati maschi è stato chiesto di tagliare un bersaglio verticale di dimensioni umane con una lama.

Il metodo con cui ogni soldato ha attaccato è stato registrato:

  • Circa la metà ha utilizzato più colpi,
  • la maggior parte attaccati all’altezza della parte superiore del busto.

Ciò differisce dai modelli di lesioni da coltello osservati nella pratica clinica.

La meccanica del combattimento in cui le vittime respingono i colpi o si disimpegnano è la probabile spiegazione di queste differenze.

In uno studio successivo avvenuto nello stesso anno, è stato rilevato che il numero medio di coltellate e ferite da taglio, su un campione di 500 pazienti che erano stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati con un coltello, era di 2,4.

Questo suggerisce che gli attacchi di coltello tendono ad essere brevi, ravvicinati piuttosto che prolungati!

Gli aggressori effettuano uno o due attacchi rapidi ecc. da una distanza ravvicinata dal bersaglio, è davvero complesso che si possa fare una difesa adeguata, indipendentemente dall’addestramento se consideri le variabili in gioco, la tua posizione relativa rispetto all’aggressore, il contesto, ecc.

Aggressione di coltello

La distanza prima dell’attacco!

Dalla statistica del numero di colpi, si può dedurre l’importanza della distanza prima dell’attacco, le situazioni aggressive man mano che evolvono nella escalation ti fanno capire che mantenere/controllare il raggio d’azione nella fase pre-conflittuale dello scontro è fondamentale ma anche di quanto questo sia complesso

Affidarsi solo alle tecniche fisiche e all’abilità atletica/allenata è improbabile che abbia successo da una distanza così ravvicinata

Per quanto siano “efficaci” le tecniche e sono delle soluzioni per sopravvivere a un attacco di coltello è stato riscontrato che la maggior parte degli attacchi di coltello si verificano tra 0,61 e 1,07 secondi.

Significa che se un aggressore si trovava a una distanza ravvicinata dal bersaglio, meno di un metro, è improbabile che si possa effettuare una difesa adeguata, indipendentemente dall’addestramento senza ferirti.

Può comunque significare sopravvivere e va comunque bene ma si tratta comunque di qualcosa di traumatico, complesso, shock, e soprattutto non è per tutti.

Il coltello e le aggressioni di coltello non sono un gioco!

Personalmente faccio fare sempre allenamenti per rendere consapevoli i ragazzi/ragazze dove due di fronte o molto vicino dove uno attacca tenendo il coltello nascosto e l’altro, che verrò aggredito che può tenere le mani e la posizione del corpo come vuole.

Chi attacca deve tirare massimo 2/3 colpi partendo quando vuole dalla distanza che ritiene opportuna!

E’ molto formativo!

Anche allenare ogni settimana questa situazione contestualizzata fa cambiare l’atteggiamento, la propria postura, posizione, ecc. e fa nascere delle strategie che non sempre è facile spiegare.

Ed è per questo che partendo dalle realtà che nascono metodologie e tecniche formative atte a sviluppare gli attributi per uscire vivi da questi contesti, ma è fondamentale capire che le variabili in gioco sono comunque elevate e non puoi pensare di non ferirti ma è sopravvivenza quando c’è una aggressore armato di coltello che ti vuole colpire con un coltello.

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Alcuni studi statistici degli ultimi anni

Lemos e Crane (2004), facendo ricerche sui crimini con coltelli nel Regno Unito, una situazione davvero grave che sta richiedendo leggi speciali per l’alto numero di reati hanno scoperto che sebbene la ragione per cui la maggior parte delle persone inizialmente ha scelto di portare un coltello fosse la paura, la stragrande maggioranza delle volte in cui è stato usato un coltello non era difensivamente come strumento di protezione, ma uno di aggressività/offensivo.

Ciò fa capire che il contesto e la situazione negli attacchi con il coltello possono cambiare totalmente la prospettiva e una persona che lo porta con se per paura si trasforma in un aggressore magari per un banale litigio per un parcheggio o con un vicino di casa!

Ad esempio una persona decide di portare un coltello come mezzo di protezione, ma se un incidente la porta a diventare arrabbiata/aggressiva, allora potrebbe usare la sua arma portata come strumento di difesa contro un’altra persona per offendere.

Uno dei motivi che spinge le persone ad avere “bisogno” di portare un’arma con se come le armi da taglio o altro è il risultato di vivere in prossimità della violenza, e questo assunto aiuta a spiegare il perché la maggior parte degli omicidi e degli omicidi “quasi incidenti” tendono a verificarsi in un piccolo numero di hotspot geografici (Massey et al., 2019), determinati quartieri nelle città e tra persone che si conoscono.

Un 2020, studio nel Merseyside (Regno Unito) – Campana e Giovannetti – ha scoperto che uno dei maggiori fattori predittivi per il porto di coltelli e la violenza era una precedente associazione, con qualcuno che già portava un coltello.

Thomsen et al., in uno studio del 2020 in Danimarca, esaminando gli omicidi con coltello tra il 1992 e il 2016 (471 omicidi), hanno scoperto che solo il 15,9% degli omicidi coinvolgeva estranei in ambienti pubblici o notturni.

Attacchi di coltello, cosa dicono le statistiche Fighting Tips - Street Fight Mentality & Fight Sport

Sei in pericolo davvero?

Anche se puoi considerarti a rischio di attacchi di coltello, la verità è che se evitii determinati quartieri e luoghi e non stai vicino a persone che portano coltelli (di solito persone più giovani), le possibilità di incontrare un uomo armato di coltello che ti aggredisce è relativamente basso anche se non da escludere soprattutto se frequenti locali mal frequentati magari perchè ci sono belle ragazze di tanti paesi e che sono in quartieri che non conosci o in orari notturni.

Per questo è comunque importante imparare a gestire efficacemente una aggressione con attacchi di coltello, ma è fondamentale capire che dove sei e con chi stai andando perchè sono fattori importanti che ti servono per capire magari che devi andare via prima o allontanarti se vedi che la situazione è anche piacevole in quel determinato locale ma che ci sono anche soggetti potenzialmente pericolosi, per l’uso di droghe e di alcol, o sono delinquenti, gruppi di bulli, ecc.

La soluzione è allontanarsi e ricordarsi che l’obiettivo è portare la pelle a casa non dimostrare di avere coraggio o un ego smisurato anche se sei uno che sa il fatto suo.

Se vedi che c’è qualcosa che non va, allontanati!

Anche gli animali adottano questa strategia, anche i predatori sanno quando devono scappare per evitare di ferirsi anche se potrebbero comunque vincere lo scontro!

Street Fight Mentality

Stay Tuned! Stay Bladed!

Knife is not a game!

Andrea

Andrea
Andreahttps://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

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