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Violenza domestica durante la quarantena

Convivenza forzata e violenza domestica durante il Covid-19

Lingua: Italiano Inglese Spagnolo


woman-2359572_1920 Violenza domestica durante la quarantena

Cammino per strada e sento in alcuni momenti delle grida dentro le case, o in cosa sento persone che raccontano ai vicini dei litigi sentiti nella notte, ecc.

La violenza domestica è sempre esistita ma in questo periodo di quarantena la situazione può davvero degenerare perchè la convivenza forzata 24h/24h può essere davvero un elemento che può fare esplodere la violenza all’interno delle famiglie ma non solo.

Solitamente le persone non stanno tutte queste ore insieme e in un contesto così incerto dove le notizia reali e fake sul virus, l’economia, il lavoro, creano ansia e tensioni

Ti chiedo scusa se ti scrivo nuovamente un post che ha come elemento anche se come riflesso del covid-19, la sua pandemia e la quarantena ma la tematica legata spesso alla difesa personale femminile è un modo che utilizzo per non abbassare ma la guardia su una tematica ancora troppo presente e delicata.

Anche se non sembra ma è una tematica legata a una analisi del contesto e a un gruppo di persone specifiche di questa società che sono bloccate a rimanere sul posto, probabilmente per un lungo periodo di tempo e questo genera un aumenta del rischio di violenza tra cui anche quella domestica.

Tutti nel settore della difesa personale sono stati costretti a sospendere le lezioni e la formazione per cercare di aiutare a rallentare la diffusione di COVID-19.!

E’  stata una decisione che abbiamo preso prima dello stop del governo ed è stato molto difficile da prendere per noi ma forse per il nostro background avevamo capito che c’era qualcosa che non andava nella comunicazione, mancava quello che definisco principio di coerenza tra quello che viene detto e le azioni fatte.

Questa azione preventiva che si sta attuando dal punto di vista della salute pubblica e ha senso va comunque a toccare una delle tematiche spesso trattate sul blog e nei moduli specifici dei programmi didattici che riguardano a violenza domestica dei partner e figli e degli abusi domestici sia psicologici che fisici.

Mentre le iniziative per fare restare le persone in casa, sono ovviamente utili nel rallentare la diffusione del virus, aumentano anche il rischio di violenza per donne e bambini che hanno rapporti malati all’interno delle mura domestiche.

In questo post voglio attirare la tua attenzione sul fenomeno della violenza domestica dei partner o sui minori nella speranza che venga meglio compresa che la situazione degli altri non sono uguali alle tue non solo per differenze economiche o abitative che sono cose veramente preoccupanti ma c’è chi ha il problema della loro sicurezza, se una quarantena completa è obbligatoria / imposta con una persona in casa violenta.

Te lo dico chiaramente, sto cercando di sensibilizzare il problema ma non ho una soluzione pratica ma se leggi e lavori in questo settore credo che devi portare sul tavolo di chi può fare azioni di protezione questa tematica in questo contesto perchè anche questo è un modo per fare un passo avanti al di là del periodo di quarantena.

La mia intenzione non è quella di far aumentare le paure ma di evidenziare le paure e le difficoltà reali che alcuni individui potrebbero affrontare in questo momento con la speranza che come / quando ne veniamo fuori non dimentichiamo un problema molto reale che esiste nella nostra società come anche i problemi legati alla fame di alcune famiglie che non hanno reddito, ecc.

Per la maggior parte di noi, la casa è un luogo sicuro dove stare e dove tornare la sera dopo il lavoro, mentre i luoghi pubblici rappresentano quei luoghi in cui sei maggiormente esposto al rischio.

Per le vittime di violenze domestiche da parte di partner, è vero il contrario, la casa è il luogo più pericoloso dove non vorrebbero tornare!

Anche per questo è importante che le politiche atte a tutelare chi subisce violenza domestica pericolose deve intrinsecamente considerare un posto sicuro per le donne / figli e in alcuni casi anche uomini che vivono in relazioni violente.

beelitz-655710_1920 Violenza domestica durante la quarantena

La superficialità di alcune domande

Ci sono due domande comuni e allo stesso tempo molto banali che le persone fanno o si chiedono spesso sulle donne che subiscono dal partner violenza sia psicologica che fisica:

  • “Come ha lasciato che le accadesse questo?”,
  • “Perché non se ne va?”.

Queste due domande sono davvero molto banali perchè non comprendere come avvengono le dinamiche di un rapporto con problematiche di questo tipo, non è una colpa perchè per fortuna poche persone si trovano in questa situazione, ma nel 2020 è importante che ci sia più consapevolezza di come si sviluppano questi rapporti e domande di quel tipo tendono a colpevolizzare la vittima e non ha senso perchè non è lei la persona da colpevolizzare / denunciare/ incriminare.

La società

La società è fatta di tante persone, psicologie e condizioni familiari, socio ed economiche e che quindi può essere che la persona che fa queste domande nella sua situazione sarebbe peggio della persona a cui “rivolge” queste domande.

In queste tipologie di problematiche bisogna essere pragmatici e analizzare la singola situazione, e lo studio delle singole situazioni che permette di creare una analisi degli elementi comuni di tutte queste storie per poter costruire delle azioni standard che vanno bene per la maggior parte dei casi ma sempre con l’analisi del caso singolo per considerare le variabili ma ma una cosa è certa:

  • Senza un sistema reale di protezione la vittima non c’è la fa (servirebbero strutture)
  • Senza l’indipendenza economica la vittima non c’è la fa

poi ci sono le variabili!

 

Il ciclo della violenza in famiglia

Le persone che abusano all’interno della famiglia raramente mostrano la loro azione folle completa nei primi giorni di una relazione e alcuni dei segnali di avvertimento che sono già lì, spesso sono mascherate e possono essere facilmente giustificate in base alla propria esperienza come ad esempio:

  • le azioni di qualcuno che possono essere interpretate come controllo,
  • o possono anche essere viste come premurose perchè può sembrare lusinghiero stare con qualcuno che controlla sempre dove ti trovi, se stai bene e se c’è qualcosa di cui hai bisogno, ecc.

Spesso nelle fasi iniziali di una relazione, gli individui che hanno questo tipologia di problemi sono affascinanti, attenti e interessati a tutto sulla persona con cui stanno, sembrano dei partner perfetti anche se una persona attenta può già notare alcuni dettagli.

Spesso questo “interesse” può in effetti riguardare più la raccolta di informazioni, informazioni e informazioni, che possono essere utilizzate per controllare ulteriormente la persona con cui hanno identificato la propria identità.

Sono persone rigide nella loro forma di pensiero e maniache del controllo!

 

L’isolamento

Ricordati che se sei attento è molto facile contestualizzare azioni e comportamenti predatori ma in un modo inusuale e sebbene lo consideravi fastidioso magari non uscire è in realtà fatto inizialmente in modo lusinghiero e gratificante.

Quello che voglio dire è che è un processo, non è qualcosa che avviene in un giorno.

Conoscete il “principio della rana bollita”?

Cosa dice questo principio:

❝ Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.❞

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La metafora

Si può affermare che questa sia una metafora della vita (non provate a replicare questo esperimento!) per avvisare le persone che l’adattarsi non è sempre la scelta migliore da fare, anzi, spesso è la peggiore. Possiamo applicare questo principio ad una gran varietà di situazioni che affrontiamo nella vita come il lavoro, una relazione, una situazione famigliare…. insomma guardandosi intorno si possono scoprire troppe situazioni nelle quali si ha la tendenza ad adagiarsi anziché lottare o “scappare”.

Fondamentalmente la paura più grossa che le persone hanno quando si tratta di andare contro a qualcosa che bene o male ci porta ad una stasi è quella del cambiamento:

Inevitabilmente quando la rana dovrebbe saltare fuori dalla pentola dovrebbe anche cambiare la sua situazione e questo la spaventa molto più dell’acqua che si sta scaldando.

Nessuno è immune a questo comportamento

Forse puoi essere portato a pensare di essere immune a questo tipo di comportamenti, ma tutti abbiamo punti deboli che possono essere sfruttati e se siamo abbastanza sfortunati da imbatterci in qualcuno che raccoglie queste cose, allora è probabile che c’è il rischio di essere sfruttato, in qualche modo, passo dopo passo.

Attenzione lo ripeto, la maggior parte di chi maltratta soffre di una rigidità nei loro pensieri, riguardo alle relazioni e ad altri aspetti della loro vita.

Possono arrivare davvero a credere che un partner deve soddisfare tutte le esigenze dell’altro partner e basta e che non hai bisogno di amici, familiari o altri contatti sociali, perché possono darti tutto ciò a cui queste persone erano abituati, ecc.

Sono persone che sono maniache del controllo e del fatto che loro sanno tutto!

Di conseguenza, la vittima viene isolata e finisce per passare tutto il tuo tempo con loro, piuttosto che con chiunque altro, mentre non voglio offendere o ferire i loro sentimenti.

A volte l’isolamento è:

  • nei casi più gravi l’isolamento è una strategia costruita e consapevole dell’aggressore per esercitare un ulteriore controllo sul proprio partner,
  • altre volte è il risultato indiretto del pensiero rigido dell’aggressore.

L’attacco all’autostima

Queste è la fase di quando il partner violento inizia a usare l’abuso psicologico ed emotivo per indurre la vittima a mettere in discussione il proprio valore e autostima.

Ad esempio incomincia a:

  • mettere in discussione l’impegno del proprio partner nei suoi confronti,
  • fare dichiarazioni di forma il cui significato può essere difficile da interpretare come ad esempio “Sei davvero fortunata ad aver trovato qualcuno come me, a cui non importa che .. sei grassa, non hai interessi, non sei femminile, non sai scopare, ecc.
  • rinfacciarti che hai perso il lavoro o che non porti abbastanza soldi a casa perchè non ricevi promozioni

In questo modo vengono stressati sia i fattori di relazione interni che esterni dove per esempio sentendosi socialmente offuscati o inadatti rispetto ai loro amici si isolano o evitano di uscire  con i loro vecchi amici e restano rinchiusi in casa per settimane, e in questi momenti che potrebbero avvenire una svolta fisica.

La violenza fisica

L’abuso o violenza fisica può iniziare in forma diretta o indiretta.

La forma diretta è senza contatto e avviene in diversi modi:

  • con una postura intimidatoria,
  • lanciare oggetti vicino al proprio partner, piuttosto che verso di loro,
  • impedendo di uscire o entrare in una stanza,
  • strappando oggetti dalle loro mani,
  • ecc.

La forma diretta:

  • Schiaffi
  • Cinghiate
  • Pugni
  • Calci
  • Tagli
  • Tagli dei capelli
  • Strappando i vestiti di dosso
  • ecc.

 

Il senso di colpa dopo la violenza

Spesso dopo queste esplosioni di violenza diventano estremamente dispiaciuti e vittime di se stesse e inizia un periodo di luna di miele, dove diventano la persona più premurosa e attenta.

Ed è questo il vero inganno, sei di fronte a una persona malata!

Se ha investito il tuo tempo in una relazione e molti di voli l’avranno fatto, puoi vedere certo il lato positivo del proprio partner ma riconosci e comprendi anche le pressioni a cui è si è soggetti e che ti fanno cambiare delle tue abitudini, ecc. a cui hai rinunciato (uscite con amici, viaggi, discoteca, sport, ecc.),  fa parte anche questo di una relazione normale un compromesso tra due persone ma prova a immaginare se c’è una vera prevaricazione, molte persone non ricevono violenza fisica ma spesso psicologica.

Spesso queste persone sono vigliacche e se sanno che un familiare, un fratello, qualcuno va li e gli spacca la testa, difficilmente diventa violento, ma questo non vuol dire che usa una violenza psicologica che blocca la persona, creando un loop certo meno evidente ma non meno dannoso.

Ed è probabile che proprio per questo giustifichino e perdonino questi comportamenti piuttosto che abbandonare la relazione.

Emotivamente la persona è coinvolta.

Devi capire che c’è una profonda differenza tra capire e analizzare una situazione che sta succedendo come una persona distaccata, rilassata, che guarda dall’esterno che ti può anche rendere freddo e cinico di fronte a una situazione di violenza domestica ma quando ti succede, specialmente se ci sono bambini coinvolti e hai poca indipendenza finanziaria sono solo chiacchiere e anche chi si pensa forte in quella situazione potrebbe essere ancora più nel baratro della persona che sta guardando.

 

Il ciclo familiare

Una volta che il ciclo diventa “familiare”, la parte maltrattata inizia ad adattarsi e impara a far fronte e a gestire queste situazioni, spesso riconoscendo i segnali e in qualche modo preparandosi.

Questo purtroppo non è sufficiente a fare smettere l’aggressore ma è ciò che pensa che è necessario fare per sopravvivere inizialmente.

E’ un ciclo che ha sempre lo stesso loop, dove verrà il momento, quando lo stress cresce ed esplode, che il partner diventa fisicamente violento e vengono lanciati pugni, schiaffi, calci e il ciclo di abusi ricomincia:

  • scuse / rimorso,
  • periodo di luna di miele,
  • fase di costruzione dello stress,
  • esplosione della violenza,
  • ecc.

Purtroppo è un insieme di processo mentale psicologico, di paura, di condizioni economiche, familiari che creano quel loop che in realtà non ha soluzioni ed è per questo che non bisognerebbe mai trascurare i segnali che si hanno anche quando ci si conosce all’inizio, da fidanzati, da conviventi, ecc.

La fine del ciclo familiare

Quando si arriva nella fase del ciclo familiare è molto probabile che il partner violento inizi a tagliare ogni possibile mezzo di fuga.

Come ti dicevo prima ci sono molte ragioni per cui le persone non sono in grado di andarsene; e questo vale anche per le donne che occupano posizioni di potere in aziende, organizzazioni e società, ecc. e riguardano ricatti economici, minacce, ricatti, ecc.

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La violenza domestica nei confronti dei partner e figli non è limitata a determinati gruppi di reddito e dati demografici.

Sono consapevole che questo è un modo o se vuoi un esempio molto semplificato di un problema estremamente complesso  come quello della violenza domestica ma quello che è importante è che non devi essere indifferente a questi episodi, qualcuno può avere bisogno di te, non girarti dall’altra parte.

I tempi in cui ci troviamo attualmente sono incerti e inquietanti e questo contribuisce a aumentare i livelli di stress di tutti, tuttavia fortunatamente per la maggior parte delle persone questo non contribuirà / scatenerà il loro partner a azioni violente sia psicologiche che fisicamente violente nei loro confronti.

Per alcuni, un periodo di quarantena forzata può provocare un po’ di ansia legata alla restrizione ma anche un momento rilassante, ma per altri potrebbe essere un periodo molto più rischioso.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality 

Andrea

Lingua: Italiano Inglese Spagnolo

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Written by Andrea

Istruttore e appassionato di arti marziali del Sud Est Asiatico e Fight Sport.

AM Praticate: Boxing, Kali, Muay Thai, Silat, Jeet Kune Do, BJJ, CSW, MMA, Self Defence, Fencing Knife, Stick Fighting.

Street Fight Mentality & Fight Sport!

State Of Love And Trust!

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