giovedì, Giugno 20, 2024
spot_img
spot_img

Random Post This Week

spot_img

Related Posts

La psicologia del coltello da training

La psicologia del coltello da training

La psicologia del coltello da training.

Perchè tieni il coltello da training che hai in mano puntato o vicino al tuo viso mentre spiego o mentre sei in guardia?.

Spesso mi capita di vedere durante la formazione di coltello persone che tengono il coltello da allenamento vicino alla viso o in posizione pericolose con la punta rivolta verso di se o verso i partner di allenamento durante le spiegazioni tecniche.

  • Se fosse un coltello ben appuntito o affilato lo terresti come una penna bic in bocca?.
  • Lo terresti puntato un coltello vero verso qualcuno inutilmente?

NON FARLO MAI, questa oltre a essere una cattiva abitudine, significa anche che tu non consideri il tuo coltello da allenamento un’arma vera e questo non va bene perchè psicologicamente la devi sempre considerare pericolosissima.

La psicologia del coltello da training è una abitudine / attitudine a sviluppare un senso preciso della posizione della tua lama e di quella dei tuoi partner di allenamento.

La psicologia del coltello da training
Se ti alleni pensando “ma si tanto è un’arma finta” non costruisci il giusto atteggiamento verso una delle arme più pericolose e insidiose creazioni dell’uomo che esistano, un’arma che ha attraversato la storia dell’umanità e continua ancora oggi ad essere l’arma più utilizzata.

Durante l’allenamento sulla scherma corta di coltello o la difesa con e da coltello non devi mai farti toccare per nessun motivo dal coltello questo è quello che devi avere in testa.

Quel coltello da allenamento in realtà è pericolosissimo.

La psicologia del coltello da training è quella che è un’arma vera!

Quando sei in piedi in palestra:

  • non tenerlo verso i tuoi partner di allenamento,
  • non lasciarlo incustodito,
  • non giocarci come un batterista,
  • non grattarti la testa,
  • non tenerlo in bocca come un pirata,
  • ecc.

Se vicino a te c’è qualcuno con il coltello fai sempre attenzione, non stare con nessuno dietro, tieni una distanza adeguata, resta vigile, abituati a questo atteggiamento anche mentre ti stai allenando.

Se vicino a te c’è qualcuno devi sempre vedere se ha delle armi in mano, se le ha addosso, o nascoste si intravedono.

Come abitudine anche se sei in palestra con amici, ma è una questione mentale non devi lasciare che qualcuno sia vicino a te con il coltello in mano, o dietro di te o vicino da colpirti facilmente, ecc.

E’ una questione mentale, fa parte della formazione, devi creare l’abitudine al comportamento, non deve sfociare in paranoia ma consapevolezza.

Si fanno esercizi in alcuni sistemi di difesa personale dove si cammina in palestra o si fa una passeggiata magari in 10 persone e solo 2  sono armate con il coltello e quando si sente un fischio o un suono, chi è armato deve attaccare.

Chiaramente non sai chi ha l’arma e chi ha l’arma la deve tenere ben nascosta.

Quando vedo lavorare a questo esercizio già con le lame in mano non lo trovo corretto sia per chi si deve difendere, sia per chi fa l’aggressore, perchè non credo che staresti vicino a uno sconosciuto con la faccia strana e un coltello in mano magari passeggiandoci vicino quindi va bene abituarsi a un attacco improvviso ma è fuori contesto.

Meglio se si vuole lavorare sul quick response fare l’esercizio con quello scopo, tipo duello a chi parte prima, e vale sia per quello armato di coltello che chi è disarmato!

L’allenamento è sempre doppio, sia di chi attacca che di chi “subisce” l’aggressione, perchè la difesa personale si fa minimo in due.

La psicologia del coltello da training

Anche se in quel momento non stai “usando” il coltello quello che stai facendo è comunque un training per costruire una abitudine al maneggio di una arma e al controllo di quello che accade intorno a te dove ci sono altre persone in quel momento armate di coltello.

Non importa che sia da training e che non sia vero, nella tua testa devi pensare e sapere che lo è SEMPRE questa deve essere la tua psicologia del coltello da training.

La psicologia del coltello da training

Un storia tutta italiana

In questi giorni mi è capitato di leggere un articolo fatto in un centro addestramento della marina italiana dove addestrano gli incursori che riguarda proprio la preparazione mentale e la psicologia del coltello da training fino ad arrivare al coltello reale.

In questo articolo spiegavano le fasi dell’addestramento con il coltello dividendolo in tre fasi fondamentali:

1 Fase – Iniziano con con un coltello in alluminio di colore blu.

È leggermente più leggero di quello reale, senza filo, gli spigoli smussati e con la punta leggermente arrotondata.

Questo per evitare incidenti alla persona durante la prima fase di acquisizione alla padronanza dell’attrezzo.

 

2 Fase – Si passa a un coltello da training d’acciaio che ne riproduce esattamente il peso, con la punta aguzza ma non è tagliente.

La lucentezza è voluta in quanto condiziona mentalmente l’allievo e lo porta più vicino alla realtà.

 

3 Fase – Utilizzano il coltello vero e proprio [letale, quindi. nda].

Con questo c’è la rottura totale del condizionamento ad avere il coltello vero in mano.

La lucentezza di una lama ha un effetto inibitorio sia cognitivo sia emotivo che va a spingere il comportamento verso reazioni incontrollate.

Pertanto, se ti abituo a lavorare solo con simulacri è come sparare sempre a salve.

Questo innesca dei processi che adattano l’attenzione a quel contesto.

Se poi invece mi trovo nel contesto della realtà, allora non mi ritrovo più.

Ecco perché l’ultima fase è fondamentale perché devi imparare a combattere con coltelli veri.

Questa fase è chiaramente si può fare solo tra persone esperte e ci vuole molta intelligenza controllo e fiducia non è più qualcosa che puoi vedere come un gioco in palestra.

Stai portando il tuo addestramento in una fase di condizionamento superiore che non è solo più fisica ma anche mentale/psicologica dove abitui il tuo corpo a muoversi correttamente anche sotto un altissimo livello di stress.

La psicologia del coltello da training

Conclusioni

Leggere questo articolo mi ha fatto molto piacere perché è qualcosa di simile al metodo che utilizzo con delle piccole varianti legate al fatto che l’utilizzo nella formazione della lama vera che è qualcosa di necessario in corpi speciali di élite in ambito civile diventa un addestramento personale.

Quindi di conseguenza l’utilizzo della lama vera nella formazione diventa la scelta personale di portare la propria formazione a un livello successivo, qualcosa per pochi o che si deve maturare con il tempo.

Però ascolta il mio consiglio iniziale di questo post!

Basta vedere coltelli vicino al viso, tieni lontano il coltello da te!

La psicologia del coltello da training deve essere orientata a un solo pensiero, che il coltello è sempre vero.

Stay Tuned!

Street Fight Mentality

Andrea

Andrea
Andreahttp://expertfightingtips.com
Con una passione per la difesa personale e gli sport da combattimento, mi distinguo come praticante e fervente cultore e ricercatore sulle metodologie di allenamento e strategie di combattimento. La mia esperienza abbraccia un vasto panorama di discipline: dal dinamismo del Boxing alla precisione del Muay Thai, dalla tecnica del Brazilian Jiu-Jitsu all'energia del Grappling, dal Combat Submission Wrestling (CSW) all'intensità del Mixed Martial Arts (MMA). Non solo insegno, ma vivo la filosofia di queste arti, affinando costantemente metodi e programmi di allenamento che trascendono il convenzionale. La mia essenza si riflette nell'autodifesa: Filipino Martial Arts (FMA), Dirty Boxing, Silat, l'efficacia del Jeet Kune Do & Kali, l'arte della scherma con coltelli e bastoni, e la tattica delle armi da fuoco. Incarno la filosofia "Street Fight Mentality", un approccio senza fronzoli, diretto e strategico, unito a un "State Of Love And Trust" che bilancia l'intensità con la serenità. Oltre al tatami, la mia curiosità e competenza si spingono verso orizzonti diversi: un blogger professionista con la penna sempre pronta, un bassista dal groove inconfondibile e un artigiano del coltello, dove ogni lama è un racconto di tradizione e innovazione. Questa sinfonia di abilità non solo definisce la mia identità professionale, ma dipinge il ritratto di un individuo che nella diversità trova la sua unica e inconfondibile voce e visione. Street Fight Mentality & Fight Sport! Andrea

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

SELF DEFENCE

FIGHT SPORT

Popular Articles

error: Content is protected !!